Víctor Jara

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La tomba di Víctor Jara al Cimitero Generale di Santiago del Cile

Víctor Jara Martínez (1932 – 1973), cantante e regista teatrale cileno.

  • Canto, che cattivo sapore hai | quando devo cantar la paura! | Paura come quella che vivo, | come quella che muoio, paura. | Di vedermi fra tanti e tanti | momenti di infinito | in cui il silenzio e il grido | sono i fini di questo canto. | Quello che vedo non l'ho mai visto. | Ciò che ho sentito e che sento | farà sbocciare il momento.[1] Fonte? Fonte?

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

  • Adesso voglio vivere insieme a mio figlio e mio fratello la primavera che tutti costruiamo giorno per giorno. Non mi spaventano le minacce, padroni della miseria: la stella della speranza continuerà ad esser nostra. (da Vientos del pueblo, 1973)
  • L'Indocina è quel luogo al di là del vasto mare dove fanno scoppiare i fiori col genocidio e il napalm. La luna è un'esplosione che fonde tutto il clamore, il diritto di vivere in pace. (da El derecho de vivir en paz, 1971)
  • Herminda de la Victoria morì senz'aver lottato e dritta andò alla gloria col petto trapassato. Gli spari dei mandanti uccisero quell'innocente piangevano fratelli e madri in mezzo a tutta la gente. (da V. Jara, A. Sieveking, Herminda de la Victoria, 1972)

Note[modifica]

  1. Testo scritto nello stadio di Santiago del Cile poco prima di essere ucciso.

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