Vajont - La diga del disonore
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Vajont - La diga del disonore
| Titolo originale | Vajont - La diga del disonore |
|---|---|
| Paese | Italia, Francia |
| Anno | 2001 |
| Genere | drammatico |
| Regia | Renzo Martinelli |
| Sceneggiatura | Pietro Calderoni, Renzo Martinelli |
| Attori | |
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Vajont – La diga del disonore, film del 2001, regia di Renzo Martinelli.
[modifica] Frasi
- Se lo ricordi, Biadene: qui non stamo costruendo soltanto una diga, qui costruiamo un pezzo dell'Italia di domani! (Carlo Semenza)
- Questa diga cambierà tutto nella valle del Vajont. (Olmo Montaner)
- La S.A.D.E. è una specie di "Stato nello Stato", fanno quello che vogliono! (Tina Merlin)
- Le montagne non stanno mai ferme, sappiamo che si muovono, camminano, respirano, e non tutto può essere previsto dallo scienziato. (Giorgio dal Piaz)
- [Parlando al telefono con Biadene] I Politici si devono interessare di Politica, non di geologia. (Francesco Penta)
- Eh no, caro mio! I baci solo dopo sposato, Montaner! (Margherita)
- Prudenza non deve voler dire far finta di non vedere. (Edoardo Semenza)
- La frana, se c'è, riguarda soltanto alcuni... strati di sfasciume superficiale, al massimo può avere uno spessore di 20-30 metri, al di sotto è roccia compatta! (Giorgio dal Piaz)
- Quando un'opera giunge alla sua conclusione, noi proviamo gioia e amarezza fuse insieme: gioia perché ognuno di noi può dire con orgoglio: ci siamo riusciti! Ma quante, quante ansie e ore di fatica ci è costata. E ricordiamo, inoltre, il sacrificio dei nostri 15 operai caduti sul lavoro. Dobbiamo anche a loro se siamo riusciti a costruire la diga del Vajont. Tra qualche anno, voi potrete raccontare questa grande avventura ai vostri figli, e potrete avere il vanto di dire loro: io c'ero! [Durante l'inaugurazione] (Carlo Semenza)
- Troppi medici intorno a un malato confondono... le idee ai familiari. (Alberico Biadene)
- 7 novembre 1960. Invaso= NO. La frana diventerebbe incontrollabile! Pericoloso alzare il livello del lago. Frana VELOCE [leggendo sul diario] (Alberico Biadene)
- Che strano... Lo senti? Adesso si è fermato anche il vento... [Segue un lungo silenzio, fino alle 22:39] (Olmo Montaner)
[modifica] Dialoghi
- Tina Merlin: [Durante la festa di Erto-Casso] Ma insomma, la volete difendere questa valle, è la vostra valle, ma organizzatevi!
Celeste: ...Non è più la nostra! C'è soltanto una cosa da fare: far saltare quella maledetta diga col tritolo!
Mauro Corona: Oggi non si parla di politica!
- Ancilla: Montaner, ma dove vai?!
Olmo Montaner: Come dove vado? A casa nostra.
Ancilla: Caro geometra, io non so come usate su al Vajont, ma qui a Longarone, lo sposo entra in casa con la sposa in braccio.
Olmo Montaner: Ah, noi del Vajont... le nostre spose le portiamo cosi! [prende Ancilla sulla spalla] Noi siamo figli di galeotti, ti ricordi?
- Presidente: Cancelliere! Ci vuole dire cosa sta succedendo?
Cancelliere: Mi scusi, Signor Presidente, sono testimoni a discarica, avevano sbagliato aula!
Celeste: Signor Presidente, è più facile distinguere le vacche che le vostre aule!
Orlando: Un cristiano si perde qui dentro!
Presidente: Va bene, cerchiamo di iniziare, allora.
Celeste: Celeste Martinelli, di anni 70, contadino. Ecco, guardi, Signor Presidente, qui è tutto documentato. Questa frana è soltanto un avviso.
Sconosciuto 1: Da quando c'è il lago della S.A.D.E., il terreno si muove e si sente rumore. Io e la mia famiglia abbiamo paura.
Sconosciuto 2: Di notte, il Toc fa dei rumori. I pavimenti della mia casa tremano... Sono terrorizzato, Signor Presidente.
Pietro: Sono De Lorenzi Pietro. Abito sul monte Toc. Questa è la mia casa. [Mostra la foto della sua abitazione lesionata]
Vito: Mi chiamo Vito Manarin. La mia casa è qui sopra. [Mostra una foto con una crepa]
Orlando: Signor Presidente, metta a verbale, io mi chiamo De Lorenzi Orlando. Di anni 70, abito sul monte Toc. L'ho vista io per primo, era larga così... [mostra la fotografia] Adesso è diventata da qua a là! [fa due passi]
- Olmo Montaner: Sono un po' di giorni che non si sente bene. [Riferendosi ad Ancilla]
Ancilla: Aspettavo di dirtelo quand'ero sicura, oggi ho ritirato gli esami.
Olmo Montaner: Quali esami?
Tina Merlin: Ah, ma allora è vero che siete duri di comprendonio, voi del Vajont... Diventerai papà, testone di un Montaner! [Olmo sorride]
- Alberico Biadene: Pancini?!
Pancini: Ingegnere? Che fa lei qui?
Alberico Biadene: Avevo bisogno di stare un po' da solo. In certi momenti non si sa più a che Santo votarsi... Abbiamo portato il lago a 710 m di quota, e quella maledetta montagna ci sta scivolando dentro!
Pancini: Da Roma che dicono?
Alberico Biadene: Roma è lontana, credo che l'unica cosa da fare sia togliere quanta più acqua possibile, almeno fino a quota 700, ma voglio scendere più sotto almeno a 690, sa, per creare una fascia di sicurezza, per le ondate, capisce?
Pancini: Non ha paura che possa essere peggio? Forse, è proprio l'acqua che tiene su la frana.
Alberico Biadene: Lo so che è pericoloso, ma è pericoloso comunque. Non ho altre alternative. Il fatto è che negli ultimi giorni la velocità di slittamento della frana è notevolmente aumentata...
Pancini: Mi ascolti, io le consiglierei di fare così... [Biadene lo interrompe]
Alberico Biadene: Io non pensavo che non... veda, ormai tutto fa pensare al peggio! Sul Toc, verso la zona del Piano della Pozza gli alberi sono tutti inclinati, e inoltre la linea della frana si è aperta in modo impressionante, anche più su, verso Pineda, dove è sempre rimasta ferma, anche lì si è mossa... Dobbiamo svasare, se la sente di occuparsene lei?
Pancini: No, forse lei non si ricorda, ho preso le ferie, domani parto per quel viaggio negli Stati Uniti...
Alberico Biadene: [Preoccupato] Domani?!
Pancini: Ci sarebbe Montaner...
Alberico Biadene: No, il fatto è che non mi fido più di nessuno, neanche di me stesso, se no, forse non sarei qui...
Pancini: La religione non è un portafortuna. Non si può estrarre dalla tasca quando serve.
- Mauro Corona: Allora, Ermete, hai proprio deciso di andare via?
Ermete: Se il Toc viene giù, è meglio che io sia da un'altra parte [Chiama sua figlia]
Mauro Corona: E il tuo vecchio?
Ermete:[Fa cenno con le mani per dire che il suo vecchio ha la testa dura]
- Olmo Montaner:[Dopo aver riferito a Biadene che la montagna si sta muovendo] Ci siamo dove?! ci siamo dove, ingegnere?! ma che cosa sta dicendo?! qua tutta la montagna sta venendo giù! Io ho paura di quello che può succedere, la montagna... [Biadene lo interrompe]
Alberico Biadene: Cerchi di stare calmo, le ripeto che a quota 700 non c'è più pericolo! Mi creda, assolutamente nessun pericolo. [Nel frattempo, Margherita, la centralinista di Longarone, intercetta la telefonata]
Olmo Montaner: Ingegnere, guardi che io ho tutta la famiglia, giù a Longarone, è sicuro? È proprio sicuro che non c'è pericolo?
Alberico Biadene: Cercate di arrivare a quota 700! A quella quota... [Margherita si intromette]
Margherita: Scusate, non volevo sentire, ma...
Alberico Biadene: Pronto? Pronto?!
Olmo Montaner: Pronto? [Cade la linea]
Margherita: Pronto? Mi sente?
Alberico Biadene: Chi è all'apparecchio?!
Margherita: Sono Margherita Toffoli, la centralinista di Longarone, volevo sapere: c'è pericolo per Longarone?
Alberico Biadene: Ma no, signorina, stia pure tranquilla, tutto è sotto controllo.
Margherita: Va bene, grazie. Scusate, scusate ancora.
Alberico Biadene: No, di nulla.
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