Valérie - Diario di una ninfomane

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Valérie - Diario di una ninfomane

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Titolo originale

Diario de una ninfómana

Lingua originale spagnolo
Paese Spagna
Anno 2008
Genere drammatico
Regia Christian Molina
Soggetto Valérie Tasso (romanzo)
Sceneggiatura Cuca Canals
Interpreti e personaggi

Valérie – Diario di una ninfomane, film spagnolo del 2008 con Belén Fabra, regia di Christian Molina.

Frasi[modifica]

  • Una donna senza mestiere ha due possibilità: il matrimonio o la prostituzione... che alla fine sono la stessa cosa. (nonna)
  • Valérie: Se un uomo è un seduttore è un super macho, se invece lo fa una donna è una puttana, l'uguaglianza dei sessi...
    Nonna: Bisogna infischiarsene di quello che dice la gente... Se facesse un po' più l'amore e parlasse di meno le cose andrebbero meglio.
    Valérie: Non è cosi semplice.
    Nonna: Che cosa?
    Valérie: Niente lascia perdere, non è facile da spiegare.
    Nonna: Sai cosa dovresti fare? Ascolta, prendi un foglio e scrivi i tuoi dubbi, le tue idee, i tuoi problemi ma devi scrivere in terza persona: serve a prendere le distanze e vedere le cose con più chiarezza io lo facevo, alla tua età mi ha aiutata molto, lo faccio ancora, ma adesso è per non dimenticare.
  • Valérie: Ancora.
    Edouard: Un'altra volta?
    Valérie: No, altre cento volte, cento volte!
  • Dopo quella meravigliosa scarica di energia si risvegliò in me la voglia di comunicare attraverso il corpo: una curiosità innata di sperimentare le sensazioni nate da un bacio, da una carezza o dal contatto con la mia pelle. (Valérie)
  • Valérie: Dov'è il mio diario, era qui?
    Nonna: Scrivi un diario?
    Valérie: Ho seguito il tuo consiglio.
    Nonna: Non ti avevo detto di tenere un diario ma di scrivere i tuoi problemi per vederli con distacco, quelli che scrivono un diario si sentono soli.
    Valérie: Non è vero lo fanno perché hanno qualcosa da raccontare perché la loro vita è diversa e anche se non lo ammettono sperano sempre che qualcuno lo trovi e leggendolo scoprano la vera personalità dell'autore.
    Nonna: È quello che ti dicevo, si sentono soli. [va via la luce] È la terza volta che va via la luce in questa settimana. Oh, vedo che hai ancora paura del buio.
    Valérie: Questo accendino è scarico.
    Nonna: Spero che non parlerai troppo male di me nel tuo diario.
    Valérie: Certo che no.
    Nonna: Potresti scriverci qualcosa per me? Scrivici che non sei sola che ti sono vicina.
  • Tante volte mi hanno chiesto cosa sento quando faccio l'amore: è come una miscela di energia con l'altra persona che mi fa viaggiare e provare una fusione cosmica. L'energia del mio orgasmo è un'altra parte di me che se ne va e si mescola con l'universo è un viaggio siderale che mi porta verso l'infinito. (Valérie)
  • Nel mio paese si narra che Allāh disse al vento del sud: "da te darò vita al cavallo arabo". "Così sia" disse il vento. Allora colse un suo soffio e lo legò alla criniera dell'animale affinché non dimenticasse mai la sua origine, ma il cavallo era cosi veloce e astuto che nessuno poteva montarlo, solo Ismaele, il primo dei fedeli, riuscì a domare tutto quell'impeto e lo chiamò Quailan, l'antilope nera. Credo che tu sia più difficile da domare di quel cavallo, non saprei nemmeno che nome darti. (Hussan)
  • L'amore riempie i frigoriferi ed il mio è vuoto da troppo tempo. (amica di Valérie)
  • Nonna: Val, ti conosco, ha dei problemi con un uomo?
    Valérie: Con uno? Con tutti direi, sai cos'è la ninfomania? Credo che il mio problema sia quello. Non posso proprio farne a meno, voglio solo sesso: vedo un uomo ed ho bisogno di lui, ma questo nessuno lo capisce. La gente mi guarda in maniera strana. A volte succede con dei sconosciuti che nemmeno mi piacciono. Ho paura, paura di non essere come tutte le altre donne, paura che un giorno mi facciano male, paura di non poter vivere con un solo uomo ed avere una famiglia.
    Nonna: La ninfomania: un'invenzione degli uomini perché le donne si sentano colpevoli se fuori dalla norma. Ognuno è come è, tutto qui: non rinunciare mai a qualcosa che desideri veramente, Valérie, perché poi te ne pentiresti, credimi. A mio parere il tuo problema è che non osi vivere la tua vita. Vuoi un consiglio? Approfitta della vita più che puoi.
  • [dopo la morte della nonna] Mi sento totalmente sola, mi piacerebbe avere la compagnia di un uomo che mi consolasse, ma non ho nemmeno la forza di uscire a cercarlo: sono sfinita. (Valérie)
  • Quando ero piccola e mi regalavano un palloncino lo lasciavo sempre andare, mi piaceva vedere come saliva in cielo, mi faceva sentire libera. Non so se mi sono innamorata ma mi piace molto: è diverso da tutti gli uomini che ho conosciuto. Per la prima volta in vita mia mi sento una donna normale ed è una sensazione che mi affascina: quella di essere come tutte le altre donne che incontro. Haim ed io ci vediamo quasi tutti i giorni, ho scoperto che c'è una cosa importante quanto il sesso: l'amore di un uomo. Per la prima volta mi sono innamorata follemente. (Valérie)
  • Le persone non cambiano ma io speravo di riuscirci con Haime: aveva ragione Sonia, sono cieca e la cosa peggiore è che continuo ad amarlo, non ne posso più, ho voglia solo di perdere i sensi di sparire dal mondo. (Valérie)
  • La rottura con Haim stava per costarmi la vita, ma adesso che ho toccato il fondo del baratro voglio uscirne e rivedere la luce. Dopo vari mesi senza avere un orgasmo il mio corpo comincia a risvegliarsi è come se fossi uscita da un lungo, eterno letargo, sono affamata. So cosa devo fare per saziare il mio appetito. (Valérie)
  • Puoi farmi un favore? Muovi le dita della tua mano, dai, Valérie, muovi le dita della mano. Per te è facile mentre io invece non posso muovere nemmeno un dito, tu non sai quante volte all'improvviso immagini che le mie mani comincino a muoversi e anche le mie dita, che mi alzi dalla sedia e mi metta a correre, che possa toccare i fiori, sentire il velluto e accarezzare una donna bella come te. Dovremmo amarci di più, Valérie. Ci accorgiamo sempre delle cose quando ormai è troppo tardi. Da quando ho avuto l'incidente ogni volta che vedo qualcuno gli do un consiglio: di godersi davvero tutti i giorni della vita, ma davvero. Valérie, vivi! (Íñigo)
  • Io posso toccare i fiori, sentire il velluto, lentamente cominciai ad accarezzare il mio corpo, finalmente avevo capito qual era la strada da seguire: quella di essere me stessa. Nonostante la pioggia torrenziale decisi di uscire, volevo condividere quel momento con una persona che mi era sempre stata vicina. [va dalla sua amica] Lo so, sono impresentabile: auguri. Volevo soltanto dirti grazie, di essermi amica, per i tuoi consigli: alla fine seguo sempre i tuoi consigli. Ho deciso di lasciare la casa volevo che lo sapessi. Ho chiamato Hussan per un po' andrò a stare da lui. (Valérie)
  • Sono una donna dissoluta, sì, perché voglio usare il sesso come mezzo per trovare quello che tutti cercano: conferme, piacere, autostima e in definitiva amore, affetto, che c'è di patologico in questo? Se volete mettermi un nome fate pure, non mi importa! Ma sappiate che ciò che io sono in realtà è una nereide, una driade, una ninfa, semplicemente! (Valérie)

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