Volker Schlöndorff

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Volker Schlondorff

Volker Schlöndorff (1939 – vivente), regista tedesco.

Lezioni di cinema[modifica]

  • Il periodo passato a fare l'assistente è stato assolutamente meraviglioso, perché trovo sia un grande piacere essere al servizio degli altri ed essere nel cuore di un film senza avere nessuna responsabilità sul risultato finale. Lì ho imparato la regola di non mollare mai, di tenere duro e continuare, quali che siano le difficoltà incontrate durante la lavorazione di un film. Si può sempre trovare un altro modo di realizzare un progetto apparentemente naufragato. Il discorso vale anche per le riprese di una sola inquadratura, o l'espressione precisa di un attore. (p. 58)
  • Un'ulteriore grande regola che si impara osservando gli altri registi è che sono tutti seduttori, ciascuno a modo suo. E che c'è solo un modo di ottenere qualcosa dai tecnici e dagli attori, come dai produttori e certamente dal pubblico: bisogna sedurli. In generale, i registi non sono particolarmente belli né di primo pelo, e tuttavia sul set c'è qualcosa che fa sì che siano sempre i più belli, o almeno i più seducenti. Le riprese sono un gioco narcisistico che trasforma immediatamente il regista in un essere seducente. E quando quest'ultimo s'impunta, diventa letteralmente irresistibile. [...] Ma questa capacità di seduzione non ha niente a che vedere con il ruolo di domatore che alcuni registi cinematografici, registi di opere liriche o direttori d'orchestra vorrebbe assumere: domatori di attori per ottenere da loro cose straordinarie. Per me questo metodo, da demiurgo e isterico, non funziona mai. (pp. 58-59)
  • L'attore, chiunque sia, ha bisogno che voi siate lì, al suo fianco, e che lo guardiate attentamente. Non è necessario dirgli molte cose, basta ascoltarlo, fare sì che abbia l'impressione che siete voi il suo primo spettatore. Occorre che il regista sostituisca il pubblico che lo guarderà in seguito [...] Non bisogna esitare a manifestare la vostra presenza mentre è in azione: ne ha bisogno, è esibizionista e vuole che voi siate voyeur. Ecco esattamente il tipo di rapporto che un regista intrattiene con il suo attore. (p. 63)
  • Il regista è indubbiamente un artista solitario, talvolta un genio melanconico e incompreso, ma è in primo luogo un caposquadra. È giudicato soprattutto per la sua capacità di motivare la troupe. Il suo partner principale è il direttore della fotografia, perché da lui dipendono non solo la qualità dell'immagine, l'atmosfera del film e il ritmo delle riprese, ma anche il vostro rapporto con gli attori che sentono immediatamente se la vostra intesa funziona o no. (pp. 63-64)

Bibliografia[modifica]

  • Gilles Jacob et al., Lezioni di cinema, traduzione di Rosa Pavone, Milano, Editrice Il Castoro, 2007. ISBN 9788880334286

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