Waking Life

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Waking Life - Risvegliare la vita

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Titolo originale

Waking life

Paese USA
Anno 2001
Genere fantastico, filosofico
Regia Richard Linklater
Sceneggiatura Richard Linklater
Produttore Tommy Pallotta, Jonah Smith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Waking Life, film statunitense del 2001, regia di Richard Linklater.

Tagline
Il viaggio non richiede una spiegazione, ma solo dei passeggeri.

Frasi[modifica]

  • Il sogno è destino.

La filosofia dei personaggi[modifica]

[Il protagonista ascolta le considerazioni di un signore anziano, sulla natura dell'uomo]

  • Ci sono due tipi di sofferenti a questo mondo: quelli che soffrono per una carenza di vita e quelli che soffrono per una sovrabbondanza di vita. Io mi sono sempre ritrovato nella seconda categoria. Se ci pensi un attimo, quasi tutti i comportamenti dell'uomo e le sue attività in sostanza non sono diverse da quelle degli animali. Le più avanzate tecnologie e la nostra abilità artigiana ci portano al livello dei super-scimpanzé, non di più. In realtà la differenza fra, diciamo, Platone e Nietzsche e l'uomo medio, è maggiore di quella che esiste fra lo scimpanzé e l'uomo medio. Il regno del vero spirito, del vero artista, del santo, del filosofo, sono in pochi a raggiungerlo. Perché così pochi? Perché la storia del mondo e l'evoluzione non sono esempi di progresso ma piuttosto un'infinita e futile addizione di zeri? Non si sono sviluppati i valori più importanti. Diamine, i Greci 3000 anni fa non erano certo meno progrediti di noi. Allora quali sono le barriere che impediscono all'essere umano di arrivare per lo meno vicino al suo vero potenziale? La risposta a questa domanda la si può trovare in un'altra domanda. Qual è la caratteristica umana più universale? La paura. O la pigrizia.

[Il protagonista ascolta le considerazioni di un autista di un taxi, a forma di nave, sul Viaggio nella vita]

  • Io credo che il veicolo debba essere un estensione della propria personalità.
  • Questa è la mia finestra sul mondo, ogni istante è uno spettacolo diverso. Io magari non lo capisco, magari non sono neanche d'accordo con questo mondo, ma sai una cosa? Lo accetto e continuo a a galleggiare.
  • Il viaggio non richiede una spiegazione, ma solo dei passeggeri.
  • È come arrivare su questo pianeta con una scatola di pastelli, c'è chi ha la scatola da otto pastelli e chi quella da sedici. Ma quello che conta è quello che fai, con i pastelli, con i colori che ti hanno dato. Non state a preoccuparvi di colorare fuori dai contorni, colorate fuori dai contorni, dico io, ma anche fuori dalla pagina! Non mettetevi limiti!

[Un professore, in una classe, spiega l'esistenzialismo]

  • Se mi rifiuto di considerare l'esistenzialismo solo un'ennesima moda francese o una curiosità storica è perché credo che abbia qualcosa di molto importante da offrirci, per il nuovo secolo [...]
  • Io temo che stiamo perdendo la capacità del vivere con passione, di assumerci la responsabilità di quello che siamo, la capacità di raggiungere dei risultati e di sentirci soddisfatti della vita.
  • L'esistenzialismo, viene spesso trattato come una filosofia della disperazione. Ma io credo che sia esattamente l'opposto.[...] Quello che viene fuori dalla lettura di questi filosofi, non è tanto un senso di angoscia nei confronti della vita, ma al contrario, una certa esaltazione nel sentirsi padroni della vita stessa. Siamo noi cioè, a crearci la nostra vita.
  • Ogni volta che parli di una persona come di una costruzione sociale [...]non fai altro che aprire le porte ad una marea di giustificazioni. Quando Sartre parla di responsabilità, non parla di qualcosa di astratto, non sta parlando di quel genere di io o di anima di cui discuterebbero i teologi; ma di qualcosa di molto concreto. Come io e te che parliamo, prendiamo decisioni, facciamo cose e ne accettiamo le conseguenze.
  • È vero che nel mondo siamo 6 miliardi di persone e stiamo aumentando. Ciò nonostante, quello che fai, fa la differenza. Fa la differenza in termini materiali, fa la differenza per le altre persone e crea un precedente. [...] Insomma, io credo che non dobbiamo mai chiamarci fuori, e credere di essere vittime di una concomitanza di eventi. Siamo sempre noi a decidere chi siamo.

[ Una ragazza espone al protagonista le sue idee sulla Creazione e sull'origine della comunicazione]

  • La creazione sembra nascere dall'imperfezione, sembra venir fuori da uno sforzo e dalla frustrazione, ed è così che secondo me è nato il linguaggio, è derivato da un forte... desiderio di trascendere il nostro isolamento per comunicare in qualche modo gli uni con gli altri, e probabilmente è stato facile, è stata una semplice questione di sopravvivenza, per dire 'acqua' abbiamo prodotto questo suono, 'c'è una tigre dietro di te' e abbiamo prodotto un altro suono... Ma quello che è davvero interessante, secondo me, è il fatto che noi usiamo lo stesso identico sistema di simboli per comunicare tutti i fenomeni astratti o intangibili che si verificano nella nostra vita. Come si esprime la frustrazione? Come si esprime la rabbia o l'amore ? Quando dico la parola amore il suono viene fuori dalla mia bocca e colpisce l'orecchio dell'altra persona, viaggia attraverso un intricato percorso che porta al cervello attraverso i ricordi d'amore o di mancanza d'amore e l'altra persona registra quello che dico e dice di capire, ma io come faccio a saperlo? Perché le parole sono inerti, sono simboli, sono morte, capisci? E una grandissima parte di tutta la nostra esperienza è intangibile, gran parte di quello che percepiamo non può essere espressa con le parole. Eppure... quando noi comunichiamo l'uno con l'altro, e percepiamo di avere stabilito un contatto, e capiamo di essere stati capiti, secondo me proviamo una sensazione quasi di... comunione spirituale. Ed è forse una sensazione transitoria ma è ciò per cui viviamo.

[ Il protagonista si ritrova su un ponte, in cui assiste al monologo sulla letteratura e la vita, di un personaggio del sogno]

  • Su questo ponte, Lorca avverte: la vita sogno non è. Sveglia, e... Sveglia... e... Sveglia!
  • Sono in molti a credere che, poiché è successo l'allora, l'adesso non esiste. Ma non sono stato io a dire che l'attuale meraviglia, di questo momento è la figlia [...].
  • Noi siamo gli autori di noi stessi, i co-autori di un gigantesco romanzo di Dostoevskij con protagonisti dei clown!
  • Questa cosa che ci coinvolge e che chiamiamo mondo, è un'oppurtunità che ci permette di dimostrare quanto possa essere eccitante e stimolante, l'alienazione..
  • La vita è in pratica un miracolo, una raccolta nel tempo, di momenti sbalorditi dal fatto di trovarsi l'uno di fronte all'altro.
  • Il mondo è un esame, per stabilire se sappiamo davvero elevarci alle esperienze dirette. La vista è un esame per stabilire se sappiamo guardare oltre. La materia è un esame per la nostra curiosità. Il dubbio è un esame per stabilire la nostra vitalità. [...]
  • Si sta affermando l'ipotesi secondo cui non si può capire la vita e al contempo viverla. Io invece direi che una vita compresa, equivale a una vita vissuta. [...]
  • Nelle romanticissime serate con me stesso, vado a ballare la salsa con la mia confusione. [...]
  • Quando ci si rende conto di essere un personaggio dei sogni, ma dei sogni di qualcun altro, è allora che si ha la consapevolezza di se stessi.
  • [Un personaggio parla dell'evoluzionismo]
    Per esaminare i punti salienti dello sviluppo umano dobbiamo prima esaminare l'evoluzione dell'organismo e poi di conseguenza lo sviluppo della sua interazione con l'ambiente. L'evoluzione dell'organismo comincia con l'evoluzione della vita procede attraverso l'ominide per arrivare all'evoluzione dell'umanità: l'uomo di Neanderthal e di Cro-magnon. Allora l'aspetto interessante è che qui siamo davanti a tre direttrici: una biologica, una antropologica, lo sviluppo di città e culture, e una culturale cioè l'espressione umana. Allora qui di parla di evoluzione delle popolazioni e non tanto dell'evoluzione degli individui; se inoltre consideriamo la cronologia di questi eventi, 2 miliardi di anni per la vita, 6 milioni di anni per l'ominide, 100 mila anni per l'umanità che conosciamo, cominciamo a vedere la natura restringente del modello evoluzionistico. Allora quando arriviamo poi all'agricoltura, alla rivoluzione scientifica, alla rivoluzione industriale parliamo di 10 mila anni, di 400 anni, di 150 anni e vediamo un ulteriore riduzione dei tempi dell'evoluzione. Questo vuol dire che siamo nel mezzo di una nuova evoluzione e questa si restringe a tal punto che noi potremmo vederla manifestarsi durante la nostra vita, nel corso di una generazione.
    La nuova evoluzione nasce dall'informazione, da due tipi di informazione: digitale e analogica. La digitale, è l'intelligenza artificiale; l'analogica deriva dalla biologia molecolare, dalla clonazione dell'organismo, e le due si incontrano nella neurobiologia.
    Prima secondo il vecchio modello evoluzionistico un essere moriva e un altro cresceva e dominava. Ma nel nuovo paradigma coesistono l'un l'altro, in mutuo sostegno, non in competizione, capito, cioè indipendenti dall'esterno.
    E l'aspetto interessante è che l'evoluzione diventa un processo incentrato sull'individuo, che nasce dai bisogni e dai desideri dell'individuo, e non un processo esterno, un processo passivo, in cui l'individuo è alla mercé della collettività. Allora questo produce un neo-uomo, d'accordo, con una nuova individualità, una nuova consapevolezza. Ma questo è solo l'inizio del ciclo evolutivo, perché la fase seguente verrà influenzata da questa nuova intelligenza; e mentre l'intelligenza si somma all'intelligenza, e la capacità alla capacità, la velocità aumenta, aumenta fino a raggiungere un crescendo, in un certo senso si potrebbe immaginare quasi come una istantanea realizzazione delle potenzialità, quelle umane e neo-umane, ma anche qualcosa di diverso: potrebbe essere l'amplificazione dell'individuo, la moltiplicazione dell'esistenza individuali, dell'esistenze parallele, in pratica con un individuo non più limitato dal tempo o dallo spazio. E le manifestazioni di questo tipo di evoluzione, quella neo-umana, le manifestazioni potrebbero essere tutt'altro che intuitive ed è questa la parte interessante.
    La vecchia evoluzione è fredda, sterile, e si manifesta attraverso l'adattamento sociale. Parliamo di parassitismo, di predominio, di moralità, di guerre, di predazioni..Tutto questo subirà una sdrammatizzazione, tutto questo subirà un'involuzione.
    Il nuovo paradigma evoluzionistico ci offrirà i tratti umani della verità, della lealtà, della giustizia, della libertà. Queste saranno le manifestazioni della nuova evoluzione, ed è questo che speriamo di vedere, sarebbe molto bello.
  • [Un personaggio parla del libero arbitrio e dell'esistenza di Dio]
    Nella nostra visione del mondo, è facile pensare che la scienza abbia rimpiazzato Dio. Ma alcune questioni filosofiche sono ancora molto spinose, come il libero arbitrio.
  • Sant'Agostino e Tommaso d'Aquino, si domandavano: come si può essere liberi, se Dio sa in anticipo tutto quello che facciamo?
  • Il mondo funziona secondo alcune leggi fisiche fondamentali, che regolano il comportamento di ogni singolo oggetto nel mondo. L'assoluta attendibilità di queste leggi, permette grandi conquiste in campo tecnologico.
  • L'uomo è in fondo un sistema fisico, una complessa struttura di molecole di carbonio e soprattutto d'acqua [...] Il nostro comportamento non fa eccezione a queste leggi fisiche basilari.
  • Che sia Dio a predisporre gli eventi, sapendo già tutto ciò che faremo, o che siano queste leggi fisiche a governare tutto, non resta molto spazio per la libertà...
  • Chi sei, dipende soprattutto dalle libere scelte che fai.
  • Sembra che tutte le tue decisioni, siano una sciarada. Pensa a come avviene: c'è dell'attività elettrica nel tuo cervello, i neuroni si accendono, poi inviano un segnale al sistema nervoso. Questo segnale passa alle tue fibre muscolari che scattano, e tu allora allunghi un braccio. Sembra un tuo libero atto, ma ogni fase di questo processo, è in realtà governata da leggi fisiche, chimiche, elettriche e così via...
  • Oggi si crede che il Big Bang abbia determinato la situazione iniziale, e che il resto della nostra storia umana, sia solo una reazione delle particelle subatomiche in relazione a queste leggi fisiche di base, [...]Si tratta di particelle che hanno un comportamento casuale, assurdo, nel senso che è imprevedibile. È qualcosa di probabilistico.
  • La nostra libertà, è solo una questione di probabilità? Deviazione casuale, in un sistema caotico? Sembra essere peggiore, meglio essere una rotella di un enorme ingranaggio deterministico, fisico.
  • Nella nostra visione del mondo, dobbiamo trovare un posto alle persone, non ai corpi, ma alle persone. Ciò vuol dire, cercare di risolvere il problema della libertà [...], cercare di capire l'individualità.

Critiche alla società[modifica]

[Un personaggio del sogno, espone al protagonista un monologo sull'autolesionismo]

  • L'autolesionista avverte di essere completamente alienato. Assolutamente solo. Estraneo alla comunità degli uomini. Tra sé e sé pensa: devo essere pazzo! Quello che non riesce a capire è che la società è esattamente come lui. Ha un interesse particolare nelle grandi sciagure, nelle catastrofi.
  • Guerre, carestie, alluvioni e terremoti, rispondono a bisogni ben precisi. L'essere umano vuole il caos! In realtà gli è necessario. Depressione, conflitti, sommosse, omicidi... Tutto questo terrore... Siamo irresistibilmente attratti da quello stato semi-orgiastico creato dalla morte e dalla distruzione.[...] [Mentre parla, riempie una tanica di benzina e chiede al protagonista un fiammifero]
  • Certo, i media cercano di mettere una maschera triste a queste cose, dipingendole come grandi tragedie umane. Ma sappiamo bene che il compito dei media non è mai stato quello di eliminare i mali dal mondo, no! Il loro compito è convincerci ad accettare questi mali e abituarci a convivere con essi.
  • Chi ha in mano il potere, ci vuole semplici spettatori passivi. [...] E non ci hanno dato nessun altro diritto di scelta, a parte l'occasionale (puramente simbolico) e partecipatorio atto del voto... Vuoi il burattino di destra, o il burattino di sinistra?. [ Poi si siede a gambe incrociate sull'asfalto di una piazza, si versa la benzina addosso e si dà fuoco]

[Alex Jones, attraverso un megafono si rivolge a tutti in un accorato appello di ribellione al sistema]

  • Non si può combattere il governo della città, tasse sicure come la morte, non si parla di politica o di religione.
    Questo è l'equivalente della propaganda nemica scandita a voce alta dai picchetti – Arrenditi soldato, arrenditi soldato – A questo ci ha abituato il XX secolo. Ma adesso nel XXI secolo è ora di alzarsi e capire che non dobbiamo farci ammassare in questa trappola per topi, non dobbiamo sottometterci alla disumanizzazione!
    Non so voi, ma a me preoccupa quello che sta succedendo nel mondo. Mi preoccupa molto la struttura, mi preoccupano molto i sistemi di controllo, quelli che controllano la mia vita e quelli che vogliono controllarla ancora di più!
    Io voglio la libertà, questo voglio, e anche voi dovreste volerla!
    Ognuno di noi deve assolutamente sbarazzarsi dell'avidità, dell'odio, dell'invidia, e anche dell'insicurezza, perché è questo il modo in cui ci controllano, ci fanno sentire patetici, piccoli – di modo che, spontaneamente, cediamo alla nostra sovranità, la nostra libertà, il nostro destino.
    Dobbiamo assolutamente capire che finora siamo stati condizionati a livello di massa, e sfidare lo stato schiavo delle multinazionali!
    Il XXI secolo sarà un secolo nuovo, e non il secolo dello schiavismo, non il secolo delle menzogne e delle questioni irrilevanti, del classismo, dello statalismo e di altri metodi di controllo! Sarà l'era in cui l'umanità intera si batterà per qualcosa di puro, per qualcosa di giusto!
    Sono solo idiozie: il liberale democratico, il repubblicano conservatore, li hanno creati per controllarvi – due facce della stessa medaglia – due gruppi manageriali che si contendono la poltrona di presidente della Schiavitù SPA! La verità è lì davanti ai vostri occhi, ma loro ti offrono un buffet di bugie.
    Io sono stufo di tutto questo e non ne assaggerò un solo boccone, capito!?
    Resistere non è inutile, alla fine vinceremo questa battaglia – L'umanità è troppo forte, non siamo un mucchio di mezze cartucce – Per questo ci batteremo, e alla fine saremo esseri umani – Ci esalteremo per tutte le cose vere, per le cose che valgono, per la creatività e lo spirito dinamico dell'essere umano che rifiuta di sottomettersi!
    È tutto quello che avevo da dirvi, adesso tocca a voi.

[Un gruppo di ragazzi, espone delle critiche al sistema e le soluzioni per migliorarlo, seguendo un filo logico comune]

  • Se il mondo che siamo costretti ad accettare è falso e niente è vero, ogni cosa è possibile.
  • Scoprendo ciò che amiamo, scopriremo ciò che odiamo e ciò che sbarra la strada ai nostri desideri.
  • Il comfort non sarà mai comfort, per chi cerca qualcosa che non è sul mercato.
  • La società è una frode talmente completa e venale che deve essere distrutta, in modo che il potere della memoria non ne ricordi l'esistenza.
  • Là dove c'è un fuoco, noi getteremo benzina.
  • Interrompere il corso dell'esperienza quotidiana e tutte le normali aspettative che porta con sé.
  • Vivere come se qualcosa dipendesse davvero dalle nostre azioni.
  • Rompere l'incantesimo dell'ideologia della nostra società consumistica, in modo che i desideri repressi di una natura più autentica possano farsi avanti.
  • Dimostrare il contrasto tra come oggi è la vita e come potrebbe essere.
  • Immergerci nell'oblio delle azioni e sapere che ci stiamo riuscendo.
  • Saremo un'intensità nuova: nella vita ci scambieremo odio e amore, vita e morte, terrore e redenzione, repulsione e attrazione.
  • Un'affermazione di libertà talmente incondizionata che equivale alla totale negazione di ogni freno e limitazione.

[Poi si fermano a guardare un vecchio che si è arrampicato su un palo della luce e uno di loro dice]

  • Lui è tutto azione e niente teoria, noi siamo tutta teoria e niente azione.

[Un detenuto, dietro le sbarre, impreca contro chi l'ha incarcerato, ed espone la sua vendetta]

  • Mi vendicherò, figli di puttana, fosse l'ultima cosa che faccio [...]. Sarete voi a supplicarmi di farvi morire!
  • Sarò io a spaccarvi il culo stavolta: vi infilerò un ago nelle orecchie, un sigaro acceso nell'occhio, niente di raffinato... Del piombo fuso tra le chiappe? ..Uuuh, meglio ancora, qualche vecchia tortura apache, come il taglio delle palpebre.
  • Starò lì a sentirvi urlare, [...] lo farò in un ospedale, con dottori e infermiere, così non morirete in fretta, bastardi!
  • Il bello è che avrete le palpebre tagliate, e dovrete per forza guardare me, che vi torturo, mi vedrete accostare quel sigaro acceso sempre più vicino ai vostri occhi completamente spalancati finché non sarete a un passo dalla pazzia [...] Voglio che sappiate che sono io che vi sto facendo tutto questo, io!
  • Quel vecchio merdoso di un giudice, è solo un presuntuoso del cazzo! Non giudicare se non vuoi essere giudicato!

Dialoghi[modifica]

  • [Un uomo e una donna, parlano della vita dopo la morte]
    Uomo: Continuo a pensare a una cosa che hai detto. Hai detto che spesso ti senti come se stessi osservando la tua vita dal punto di vista una vecchia in punto di morte.
    Donna: Sì, a volte mi sento ancora così. Come se stessi rivedendo la mia vita, come se i suoi ricordi fossero il mio stato di coscienza.
    Uomo: Si esattamente. Ho sentito dire che Tim Leary poco prima di morire, disse che aspettava con ansia il momento in cui il suo corpo sarebbe morto ma il cervello sarebbe rimasto in vita. Sai che dicono che l'attività cerebreale continua per 6-12 minuti dalla morte del corpo? E un secondo di coscienza onirica, un solo secondo, è infinitamente più lungo di un secondo da svegli.
    Donna: Ah si altroché. Per esempio, mi sveglio e sono le 10 e 12, poi mi rimetto a dormire e faccio questi sogni lunghi, bellissimi che sembrano durare ore. E invece, mi risveglio e sono le 10 e 13.
    Uomo: Si esatto! E quindi in quei 6-12 minuti di attività cerebrale, potrebbe esserci tutta la tua vita, voglio dire, tu sei quella vecchia che sta rivedendo ogni singola cosa.
    Donna: Anch'io pensavo ad una cosa che hai detto. Quando hai parlato della reincarnazione e dell'arrivo delle nuove anime. Ci sono tante persone che sono convinte di essere la reincarnazione di Cleopatra, o di Alessandro Magno, e mi viene voglia di dire loro che sono solo degli stronzi qualunque. Insomma è possibile? Pensaci un attimo. La popolazione mondiale è raddoppiata, negli ultimi 40 anni giusto? Perciò se bisogna credere davvero a quella teoria dell'anima eterna che trasmigra, c'è solo il 50% di probabilità che la tua anima abbia più di 40 anni. E addirittura, una probabilità su sei che abbia più di 150 anni.
    Uomo: Cioè vuoi dire che la reincarnazione non esiste? Che siamo tutte anime giovani e che la metà di noi è solo al primo giro, questo vuoi dire?
    Donna: No quello che cerco di dire è che secondo me la reincarnazione è solo un'espressione poetica del concetto di memoria collettiva. Mi ricordo di aver letto l'articolo di un biochimico un po' di tempo fa, e lui spiegava che quando nasce un elemento di una determinata specie, ha un miliardo di anni di ricordi da cui attingere, ed è così che noi ereditiamo i nostri istinti.
    Uomo: Si mi piace! È come se ci fosse una grande rete telepatica e tutti noi ne facessimo parte, in modo cosciente o meno. E questo spiegherebbe anche il perché di questi progressi apparentemente spontanei in tutto il mondo, sia nell'arte che nella scienza! Ti ritrovi con gli stessi risultati dappertutto, indipendetemente dalle differenze. C'è un tipo al computer che trova una soluzione e quasi simultaneamente, in altri parti del mondo, altri che trovano la stessa soluzione! [...] È come se telepaticamente, ci scambiassimo le nostre esperienze.
  • [ Il protagonista e un personaggio, parlano del sogno lucido ]
    Personaggio: Io mi considero un lubrificatore sociale del mondo dei sogni. Aiuto le persone a diventare lucide, senza problemi. In pratica elimino le paure, le angosce, e lascio solo il bello, lo spasso.
    Protagonista: Con diventare lucidi, intendi sapere che si sta sognando, giusto?
    Personaggio: Sì, così puoi controllare i sogni. E i sogni controllati sono più realistici dei sogni non lucidi.
    Protagonista: Io mi sono appena svegliato da un sogno, ma non era di quelli tipici, era come se fossi entrato in un universo alternativo..
    Personaggio: Sì, è un sogno reale. Tecnicamente sognare, è un fenomeno del sogno, ma ci si può anche divertire un casino nei propri sogni! Perché tutti sanno che divertirsi è il massimo [...]Che succedeva nel tuoi sogno?
    Protagonista: Ah, c'erano un sacco di persone che parlavano, qualcuno diceva cose assurde. Sembrava quasi uno strano film. Più che altro, pontificavano su qualsiasi argomento, con molta intensità [...]
    Personaggio: Questi sogni li puoi controllare.[...] Il trucco è renderti conto che stai sognando, fin dall'inizio. Devi essere capace di riconoscerlo. Devi essere capace di chiederti: oh cavolo ma è un sogno? Sai, quasi nessuno si fa queste domande, né da sveglio, né tantomeno quando dorme. È come se tutti fossero sonnambuli quando sono svegli, e vegliambuli quando dormono. In entrambi i casi, non ne traggono vantaggio.
    Protagonista: Quello che mi ha fatto rendere conto che stavo sognando, è stato il mio orologio digitale. Non riuscivo a leggerlo, come se i circuiti si fossero completamente guastati.
    Personaggio: Sì, capita abbastanza spesso. Anche le piccole scritte sono difficili da leggere, sono molto instabili. Un altro indizio è quando cerchi di regolare l'intensità della luce, non ci riesci mai! Se ti capita di vedere un interruttore, spingili e prova a vedere se funziona.
    È una delle cose che non si possono fare nel sogno lucido... Ma sai che mi frega, io posso volare, posso conversare per quanto mi pare con Albert Schweitzer, posso esplorare queste nuove dimensioni della realtà... Per non parlare della possibilità di fare ogni genere di sesso che voglio! È a dir poco stupendo! Non posso regolare la luce, e allora?
    Protagonista: Ma è una delle cose che servono a controllare se stai sognando, giusto?
    Personaggio: Si! Come ho detto, anche tu puoi allenarti a conoscere i segni, basta che ogni tanto provi ad accendere una luce. Se la luce è accesa, e tu non riesci a spegnerla, probabilmente stai sognando. Allora puoi darti da fare, e credimi, il campo è sconfinato... Sai a cosa mi sto dedicando? Visioni a 360 gradi! Bello eh?...[...]
    [Il protagonista poi se ne va, ma prima di uscire, vede un interruttore e prova a spingerlo per spegnere la luce. Ma con sua sorpresa, la luce non si spegne, così si accorge di essere in un sogno]

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