Washington Irving

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Washington Irving

Washington Irving (1783 – 1859), scrittore statunitense.

Citazioni di Washington Irving[modifica]

  • Una lingua tagliente è l'unico strumento acuminato che migliora con l'uso.[1]
  • Gli uomini che in casa sottostanno alla disciplina di una moglie bisbetica sono appunto quelli che, fuori, sono più concilianti e ossequiosi.[2]

La leggenda della Valle Addormentata[modifica]

La corsa di Ichabod Crane

Incipit[modifica]

In seno a una di quelle vaste anse che segnano la riva orientale dell'Hudson, dove il fiume si espande in quel vasto specchio d'acqua che gli antichi navigatori olandesi chiamarono il Tappaan Zee, e dove essi sempre ammainavano prudentemente le vele e si raccomandavano alla protezione di san Nicola, sorge una cittadina, un porto rurale, chiamata da alcuni Greensburgh, ma in generale più propriamente conosciuta come Tarry Town. Si dice che questo nome le sia stato attribuito anticamente dalle massaie dei dintorni, per l'inveterata abitudine dei loro mariti di fermarsi alla taverna del villaggio nei giorni di mercato.

Citazioni[modifica]

  • In questo angolo dimenticato di natura viveva, in un periodo lontano della storia americana, vale a dire una trentina d'anni fa, un rispettabile personaggio chiamato Ichabod Crane che soggiornava o, come egli usava dire, «si tratteneva» nella Valle addormentata allo scopo di istruire i fanciulli del vicinato. (pag. 46)
  • Giuro di non sapere come si faccia a prender d'assalto e a vincere i cuori delle donne. Per me sono sempre stati incomprensibili e meravigliosi. Alcuni sembrano avere solo un punto vulnerabile, una sola porta d'accesso, mentre altri hanno mille viali, e si possono conquistare in mille modi differenti. (pag. 67)
  • L'animale che egli cavalcava era un cavallo rovinato dall'aratro, che con l'età aveva perduto ogni bella qualità, ma conservato tutti i vizi; era magro e irsuto, con un collo da pecora ed una testa a forma di martello, la criniera spelacchiata e la coda erano tutte aggrovigliate con bacche spinose; un occhio era senza pupilla, e guardava fisso come quello di uno spettro, ma l'altro conservava un luccichio davvero diabolico. Pure, a giudicare dal suo nome, «Polvere da sparo», doveva essere stato un tempo un cavallo focoso e vivace. (pag. 71)

Note[modifica]

  1. Da Rip Van Winkle, contenuto ne Libri degli schizzi di Geoffrey Crayon.
  2. Da Rip Van Winkle, pag. 6.

Bibliografia[modifica]

  • Washington Irving, Rip Van Winkle. La leggenda della valle addormentata, traduzione di Lamberto Gramisch, TEA, 1992. ISBN 9788878192928

Voci correlate[modifica]

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Opere[modifica]