William Butler Yeats

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Premio Nobel
Per la letteratura (1923)
William Butler Yeats

William Butler Yeats (1865 – 1939), poeta e drammaturgo irlandese, premio Nobel per la letteratura.

Indice

[modifica] Citazioni di William Butler Yeats

  • Certo qualche rivelazione è vicina; | Certo s'approssima il Secondo Avvento.
Surely some revelation is at hand; | Surely the Second Coming is at hand. (da The Second Coming, Il Secondo Avvento, in Michael Robartes and the Dancer, 1920)
  • E invece io essendo povero ho soltanto i miei sogni e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi. Cammina leggera perché cammini sopra i miei sogni. (da He Wishes for the Cloths of Heaven; citato in Equilibrium)
But I being poor, have only my dreams, I have spread my dreams under your feet, tread softly because you tread on my dreams.
  • Getta uno sguardo freddo sulla vita, sulla morte. Cavaliere, va' avanti!
Cast a cold eye | On life, on death. | Horseman, pass by! (epitaffio sulla sua lapide, tratto da Under Ben Bulben, in Last Poems, 1939)
  • Le cose si dissociano; il centro non può reggere; | E la pura anarchia si rovescia sul mondo.
Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon the world. (da The Second Coming, Il Secondo Avvento, in Michael Robartes and the Dancer, 1920)
  • Se guardi nel buio a lungo, c'è sempre qualcosa. (citato in Luca Goldoni, Vita da bestie, ed. BUR, 2001)

[modifica] Senza fonte

  • Credo nella magia, nell'evocazione degli spiriti, anche se non so che cosa sono; credo nel potere di creare a occhi chiusi magiche illusioni nella mente e credo che i margini della mente siano mobili, che le menti possano fluire l'una nell'altra, così creando o svelando una mente o energia unica, poiché le nostre memorie sono parti dell'unica memoria della Natura.
  • Ho calcolato tutto, valutato ogni cosa: | e gli anni a venire mi apparvero spreco di fiato, | e spreco di fiato gli anni del passato.
  • I giorni degli affanni son finiti; | lascia il vivace orgoglio del tuo corpo | sotto l'erba e il trifoglio [...] conduci | tutta quella bellezza dolorosa | al profumato abbraccio della quercia.
  • Il mondo visibile non è più una realtà e il mondo invisibile non è più un sogno.
  • La comunicazione con l'Anima Mundi avviene attraverso le associazioni di pensieri o di immagini o di oggetti; e i morti illustri e coloro dei quali permane solo un debole ricordo possono ancora [...] percorrere i corridoi e occupare le sedie vuote.
  • La poesia è il gesto sociale di un uomo in solitudine.
  • Odo i Cavalli d'Ombra con lunghe criniere fluttuanti, | gli zoccoli gravidi di tumulti, gli occhi brillanti e bianchi. | Il Nord sopra di loro spiega la notte che s'insinua e stringe.
  • Pensa da uomo saggio, ma comunica nel linguaggio del popolo.
  • Penso che possiate lasciare le arti, maggiori e minori, alla coscienza dell'umanità.
  • Quanti amarono i tuoi momenti di grazia malinconica, | e la tua beltà, con falso o vero amore; | ma un uomo solo ha amato l'anima pellegrina che è in te | e le pene del tuo volto che muta.
  • Teste calve, obliose dei loro peccati, vecchie, dotte teste calve, | annotano versi.
  • Un sacrificio protratto nel tempo può rendere il cuore una pietra.

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Fiabe irlandesi

[modifica] Come Thomas Connolly incontrò la Banshee

— Ah, la Banshee, signore? Beh, signore, come stavo cercando di dirvi, una volta, nel buio della sera, dopo il lavoro, stavo tornando a casa dall'abitazione del signor Cassidy di cui vi ho parlato. Dovevo farmi più di un miglio — anzi quasi due — per arrivare al luogo dove alloggiavo presso una buona vedova che conoscevo, di nome Biddy Maguire, per essere più vicino al lavoro.

[modifica] Il levriero magico

Paddy M'Dermid era uno dei ragazzi più festaioli di tutta la contea di Kildare. Non si teneva un mercato o una festa del Santo Patrono senza che lui ci si trovasse in mezzo. Era dappertutto, come la sfortuna, e intanto il suo povero poderetto non veniva quasi mai seminato all'epoca giusta; e dove s'aspettava l'orzo non crescevano che erbacce. Il denaro si fece scarso nelle tasche del povero Paddy, e dopo il maiale se ne andò anche la mucca finché sparì quasi tutto quello che possedeva.

[modifica] L'uomo che non aveva mai conosciuto la paura

C'era un tempo una signora che aveva due figli i cui nomi erano Louras (Lawrence) e Carrol. Fin dal giorno della sua nascita Lawrence non aveva mai avuto paura di nulla; Carrol invece non usciva mai di casa dal momento in cui calava il buio della notte.
A quel tempo era uso, quando una persona moriva, che la gente vegliasse a turno la tomba del morto, perché era frequente che dei profanatori andassero in giro a rubare i cadaveri.
Quando la madre di Carrol e Lawrence morì, Carrol disse a Lawrence:
— Dici che nulla ti ha mai fatto paura, ma scommetto con te che questa notte non avrai il coraggio di vegliare la tomba di tua madre.
— Scommetto che l'avrò, — disse Lawrence.

[modifica] The Fairies (I folletti)

  • Lassù sulle cime ventose | Laggiù nelle valli di giunchi, | Nessuno osa andare a cacciare | Per tema dei piccoli ometti. | Buona gente, piccola gente, | Che si raccoglie a frotte, | Verde la giacca, rosso il berretto, | E bianca la penna del gufo!
Up the airy mountain, | Down the rushy glen, | We daren't go a-hunting | For fear of little men; | Wee folk, good folk, | Trooping all together; | Green jacket, red cap, | And white owl's feather!

[modifica] Under Ben Bulben (Sotto il Ben Bulben)

  • Sappiate che quando ogni parola è stata detta, e un uomo è pazzo di combattere, qualcosa cade dagli occhi a lungo ciechi, egli completa la sua idea parziale, per un attimo allenta la tensione e ride forte, con il cuore in pace. Anche l' uomo più saggio si fa ansioso. (vv. 27 – 33)
  • Molte volte l'uomo vive e muore fra le sue due eternità.
  • Il quattrocento ha dipinto giardini sugli sfondi per un Dio o per un Santo dove l' anima si placa; dove ogni cosa che lo sguardo incontra, i fiori e l' erba e i cieli senza nuvole, somigliano alle forme che sembrano o che sono quando il dormiente è desto e ancora sogna, e quando tutto è svanito ancora afferma, e lì c'è un letto e il suo telaio, che i cieli s' erano aperti.

[modifica] Citazioni su William Butler Yeats

  • Yeats parlotta quando parla dell' inaridirsi nella verità. Ci s'inaridisce per mancanza di curiosità. (Ezra Pound)

[modifica] Bibliografia

  • William Butler Yeats, Fiabe irlandesi, traduzione di Mariagiovanna Andreolli e Melita Cataldi, Einaudi, 1981.
  • William Butler Yeats, Under Ben Bulben in Le ultime poesie, traduzione di A. Marianni, BUR Rizzoli, 2004. ISBN 88-17-00157-0

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