William Butler Yeats

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Medaglia del Premio Nobel
Premio Nobel
Per la letteratura (1923)
William Butler Yeats

William Butler Yeats (1865 – 1939), poeta e drammaturgo irlandese.

Citazioni di William Butler Yeats[modifica]

  • Certo qualche rivelazione è vicina; | Certo s'approssima il Secondo Avvento.
Surely some revelation is at hand; | Surely the Second Coming is at hand.[1]
  • Correggendo le mie opere, correggo me stesso.[2]
  • E invece io essendo povero ho soltanto i miei sogni e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi. Cammina leggera perché cammini sopra i miei sogni.[3]
But I being poor, have only my dreams, I have spread my dreams under your feet, tread softly because you tread on my dreams.
  • [Epitaffio] Getta uno sguardo freddo sulla vita, sulla morte. Cavaliere, va' avanti!
Cast a cold eye | On life, on death. | Horseman, pass by![4]
  • Le cose si dissociano; il centro non può reggere; | E la pura anarchia si rovescia sul mondo.
Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon the world.[1]
  • Se guardi nel buio a lungo, c'è sempre qualcosa.[5]
  • Se non sappiamo immaginarci diversi da come siamo e assumere questo secondo io, non possiamo imporci una disciplina, nonostante che ne possiamo accettare una da altri. La virtù attiva, in quanto distinta dall'accettazione passiva della regola vigente, è perciò teatrale, consapevolmente drammatica, la capacità di indossare una maschera. È la condizione di una vita strenua, piena.[6]

Incipit di alcune opere[modifica]

Fiabe irlandesi[modifica]

Come Thomas Connolly incontrò la Banshee[modifica]

— Ah, la Banshee, signore? Beh, signore, come stavo cercando di dirvi, una volta, nel buio della sera, dopo il lavoro, stavo tornando a casa dall'abitazione del signor Cassidy di cui vi ho parlato. Dovevo farmi più di un miglio — anzi quasi due — per arrivare al luogo dove alloggiavo presso una buona vedova che conoscevo, di nome Biddy Maguire, per essere più vicino al lavoro.

Il levriero magico[modifica]

Paddy M'Dermid era uno dei ragazzi più festaioli di tutta la contea di Kildare. Non si teneva un mercato o una festa del Santo Patrono senza che lui ci si trovasse in mezzo. Era dappertutto, come la sfortuna, e intanto il suo povero poderetto non veniva quasi mai seminato all'epoca giusta; e dove s'aspettava l'orzo non crescevano che erbacce. Il denaro si fece scarso nelle tasche del povero Paddy, e dopo il maiale se ne andò anche la mucca finché sparì quasi tutto quello che possedeva.

L'uomo che non aveva mai conosciuto la paura[modifica]

C'era un tempo una signora che aveva due figli i cui nomi erano Louras (Lawrence) e Carrol. Fin dal giorno della sua nascita Lawrence non aveva mai avuto paura di nulla; Carrol invece non usciva mai di casa dal momento in cui calava il buio della notte.
A quel tempo era uso, quando una persona moriva, che la gente vegliasse a turno la tomba del morto, perché era frequente che dei profanatori andassero in giro a rubare i cadaveri.
Quando la madre di Carrol e Lawrence morì, Carrol disse a Lawrence:
— Dici che nulla ti ha mai fatto paura, ma scommetto con te che questa notte non avrai il coraggio di vegliare la tomba di tua madre.
— Scommetto che l'avrò, — disse Lawrence.

The Fairies (I folletti)[modifica]

  • Lassù sulle cime ventose | Laggiù nelle valli di giunchi, | Nessuno osa andare a cacciare | Per tema dei piccoli ometti. | Buona gente, piccola gente, | Che si raccoglie a frotte, | Verde la giacca, rosso il berretto, | E bianca la penna del gufo!
Up the airy mountain, | Down the rushy glen, | We daren't go a-hunting | For fear of little men; | Wee folk, good folk, | Trooping all together; | Green jacket, red cap, | And white owl's feather!

Under Ben Bulben (Sotto il Ben Bulben)[modifica]

  • Sappiate che quando ogni parola è stata detta, e un uomo è pazzo di combattere, qualcosa cade dagli occhi a lungo ciechi, egli completa la sua idea parziale, per un attimo allenta la tensione e ride forte, con il cuore in pace. Anche l' uomo più saggio si fa ansioso. (vv. 27 – 33)
  • Molte volte l'uomo vive e muore fra le sue due eternità.
  • Il quattrocento ha dipinto giardini sugli sfondi per un Dio o per un Santo dove l' anima si placa; dove ogni cosa che lo sguardo incontra, i fiori e l' erba e i cieli senza nuvole, somigliano alle forme che sembrano o che sono quando il dormiente è desto e ancora sogna, e quando tutto è svanito ancora afferma, e lì c'è un letto e il suo telaio, che i cieli s' erano aperti.

Citazioni su William Butler Yeats[modifica]

  • Yeats parlotta quando parla dell'inaridirsi nella verità. Ci s'inaridisce per mancanza di curiosità. (Ezra Pound)

Note[modifica]

  1. a b Da The Second Coming, Il Secondo Avvento, in Michael Robartes and the Dancer, 1920.
  2. Citato in Marguerite Yourcenar, Taccuini di appunti, in Memorie di Adriano, traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, Giulio Einaudi editore, Torino, 1988, p. 299. ISBN 88-06-60011-7
  3. Da He Wishes for the Cloths of Heaven; citato in Equilibrium.
  4. Citato in Under Ben Bulben, in Last Poems, 1939.
  5. Citato in Luca Goldoni, Vita da bestie, ed. BUR, 2001.
  6. Da Autobiografia; citato in Thomas R. Nevin, Simone Weil: Ritratto di un'ebrea che si volle esiliare, traduzione di Giulia Boringhieri, Bollati Boringhieri, Torino, 1997, p. 420. ISBN 88-339-1056-3

Bibliografia[modifica]

  • William Butler Yeats, Fiabe irlandesi, traduzione di Mariagiovanna Andreolli e Melita Cataldi, Einaudi, 1981.
  • William Butler Yeats, Under Ben Bulben in Le ultime poesie, traduzione di A. Marianni, BUR Rizzoli, 2004. ISBN 88-17-00157-0

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