Wolfgang Amadeus Mozart

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Wolfgang Amadeus Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791), compositore austriaco.

Citazioni di Wolfgang Amadeus Mozart[modifica]

  • Cara sorella mia, oggi il Vesuvio fuma parecchio, accidenti a tutto spiano. (dalla Lettera alla sorella del 5 giugno 1770, in Lettere, a cura di E. Ranucci)
  • Clementi suona bene, se nella esecuzione si tratta solo della mano destra. La forza sono le terze e i passaggi. Del resto, non ha neppure un briciolo di sentimento né di gusto. Insomma è puramente un mechanicus.[1]
  • Non credo che l'opera italiana si sosterrà molto ed io m'attengo alle tedesche. Anche se mi costan più fatica, mi è più simpatico. Ogni nazione ha la sua opera: perché noi tedeschi non dovremmo averla? Non si può forse cantare in tedesco come in francese e in inglese?[1]
  • Tre cose sono necessarie per un esecutore: l'intelligenza, il cuore, le dita.[1]
  • Troppo per quel che faccio, troppo poco per quel che potrei fare. (In un biglietto inviato all'imperatore Giuseppe II[1])
  • Voi sapete che in quasi tutte le arti sono stati i tedeschi ad eccellere di più. Ma dove hanno trovato la loro fortuna? In Germania, certamente no![1]
  • Subito dopo Dio, viene Papà.[2]
  • Pensano che, essendo piccolo e giovane, da me non possa venire niente di grande.[2]
  • Qui ho amici davvero gentili. È proprio in momenti come questi che se ne riconosce il valore.[2]
  • Io sono un compositore e sono nato per fare il maestro di cappella. Non devo e non posso seppellire in questo modo il mio talento di compositore, quel talento di cui il buon Dio mi ha così generosamente dotato.[2]
  • La nostra ricchezza muore con noi, poiché l'abbiamo tutta nella nostra testa e nessuno potrà sottrarcela, a meno che non ci taglino la testa e allora... non ci occorre più nulla.[2]
  • Mi dispiace vedere che lei fa più affidamento sui pettegolezzi e le sciocchezze di altre persone che non su di me e che, anzi, non ha alcuna fiducia in me. Le garantisco però che questo non mi turba; che scrivano pure fino a diventare ciechi e lei creda pure loro, se così le piace, ma io non cambierò di un capello.[2]
  • Sono sempre molto allegro, perché da quando mi sono allontanato da quella trappola il mio cuore è leggero come una piuma.[2]
  • Ogni tanto ho qualche crisi di malinconia, ma le supero con la massima facilità grazie alle lettere, quelle che scrivo e quelle che ricevo: mi ridanno coraggio. Stia comunque certo che non mi succede mai senza una ragione. Spesso mi chiedo se vale la pena di vivere. Non sono né caldo, né freddo e non trovo piacere in nulla.[2]
  • Che cosa intende con 'sogni di felicità'? Non mi offende il riferimento ai sogni, perché non c'è mortale sulla faccia della terra che qualche volta non sogni. Ma 'sogni di felicità'! Sogni pacifici, rasserenanti, dolci sogni! Ecco quello che sono: sogni che si avvereranno, mi renderanno la vita, oggi più triste che non allegra, più tollerabile.[2]
  • Se un pittore volesse dipingere il diavolo al naturale, potrebbe ispirarsi al suo aspetto. È grossa come una contadina, suda da far vomitare e se ne va in giro così scollata che sembra di leggervi a chiari note 'vi prego, guardate qua'. È vero che da vedere ce n'è abbastanza, tanto che si vorrebbe diventar ciechi. Ma [...] si è puniti a sufficienza se gli occhi hanno la sventura di volgersi da quella parte. [...] Così stomachevole, così sporca, così orrenda.[2]
  • Non è brutta, pur non essendo certamente bella. [...] Mi dica lei se potrei augurarmi una moglie migliore.
  • Non appena uniti in matrimonio, sia io sia mia moglie scoppiammo a piangere.[2]
  • Quando si tratta di beffarmi di qualcuno, non posso resistere.[2]
  • È solo il momento che ignoriamo, ma ciò non mi fa paura: quando Dio lo vorrà, anch'io lo vorrò.[2]
  • Il nodo nuziale ti insegnerà cose che oggi ti sembreranno misteriose; presto saprai per tua esperienza ciò che anche Eva ebbe a imparare onde a Caino la vita donare. Ma tali doveri sono sì lievi che a te appariranno come piaceri.[2]
  • Ti prego, fidati di me assolutamente e non pensare mai che ti dimenticherò. Ricorda che non sempre le cose vanno come si vuole, o quantomeno non esattamente.[2]
  • Assicuro Vostra Altezza [Maxmilian III di Baviera] che farei certamente onore a Monaco. – Sì, ma non c'è niente da fare: non ci sono posti liberi. Disse questo andandosene, e a me non rimase che accomiatarmi.[3]
  • [...] con i protettori che ho qui potrei star sicuro per il presente e per il futuro.[3]
  • La gente si profonde in complimenti e tutto finisce lì. Mi si prenota per questo o per quel giorno; io suono, mi sento dire: – Oh, c'est un prodige, c'est inconcevable, c'est étonnant! – E buona notte.[3]

Lettere[modifica]

  • Sono un giovane che può sbagliare, come tutti, ma a mia consolazione posso dire che magari lo facessero tutti così poco come me... Forse lei sul mio conto immagina cose inesatte. Il mio difetto principale è che in apparenza non agisco mai sempre come dovrei...
  • Non so scrivere in modo poetico: non sono un poeta. Non so distribuire le frasi con tanta arte da far loro gettare ombra e luce: non sono un pittore. Non so neppure esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri con i gesti e con la pantomima: non sono un ballerino. Ma posso farlo con i suoni: sono un musicista.
  • Morte, amica sincera e carissima dell'uomo. La sua immagine non solo non ha per me nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di procurarmi l'occasione di riconoscere in essa la chiave della nostra vera felicità.
  • Oui, par ma la foi, ti cacherò sul naso così che ti coli sul mento.
  • Eh sì, così vanno le cose a questo mondo, uno ha i soldi e l'altro ha la borsa.
  • Buona notte, cara la mia ragazza, cachi nel letto finché non si scassa, stia chiotta chiotta, si stiri il culo fino alla bocca; io vo al paese di cuccagna, per fare anche io un poco di nanna.
  • Ahi, il mio culo brucia come il fuoco! Che vorrà mai dire? Forse è la merda che vuole uscire? Sì, sì, merda ti riconosco, ti vedo, ti sento... E... Cos'è? Possibile? O dei! Orecchio mio, non m'inganni? No, è proprio così. Che suono lungo e triste!
  • Non sono incosciente, sono soltanto pronto a tutto, e perciò posso tutto attendere e sopportare con pazienza, purché non ne soffrano il mio onore e il mio buon nome di Mozart. Ma se così ha da essere, sia. [...] Qualunque cosa accada, andrà per il meglio, purché ci sia la salute.
  • Insomma, quando ci si è svuotati, la vita torna a sorridere.
  • Avrei ricevuto regolarmente la sua lettera il 25 novembre se lei non avesse scritto di aver avuto male alla testa, alla gola e alle braccia, mentre adesso, al momento, attualmente, ora come ora, al presente, non ha nessun dolore, sicché ho ricevuto regolarmente la sua lettera del 26 novembre.
  • Chi crede sarà beato e chi non crede andrà in cielo, ma diritto difilato e non come scrivo io. Vede dunque che so scrivere come voglio, bello e chiaro e ingarbugliato, dritto e storto.
  • Signora mamma! Mi piace la panna!
  • Amo tanto questa famiglia così oppressa che altro non desidero se non di poterla rendere felice.
  • Ci sono gli invidiosi, ma quando viene il momento sono costretti a dire la verità. L'onestà ha l'ultima parola.
  • Contro il caso non si può fare nulla e solo Dio può prevedere il futuro.
  • Viviamo in questo mondo per imparare e per illuminarci l'un l'altro.
  • Della salvezza della mia anima non preoccupatevi. (dalla lettera al padre del 13 giugno 1781]
  • Ai miei occhi ed alle mie orecchie l'organo è il re di tutti gli strumenti. (dalla lettera al padre del 18 ottobre 1777])

[Wolfgang Amadeus Mozart, Lettere, Ugo Guanda Editore, Parma, 1981]

Citazioni su Wolfgang Amadeus Mozart[modifica]

  • Ah, se avesse avuto un sintetizzatore! Si sarebbe divertito un mondo. (Carl Craig)
  • Barenreiter, il celebre editore, pubblicò le indicazioni di Mozart alla sua stessa musica; ebbene, smise di farlo perché non le comprava nessuno: ma ci pensa? Poter avere Mozart come insegnante e a nessuno interessa! (Murray Perahia)
  • Beethoven è la retorica della nostra anima, Wagner il suo sentire, Schumann forse il pensiero: Mozart è di più, è la forma. (Hugo von Hofmannsthal)
  • Bologna, lì 12 ottobre 1770. – Avevo io infrascritto, come avendo avuto sotto gli occhi alcune posizioni musicali di vario stile, e avendo più volte ascoltato suonare il cembalo, il violino e cantare il Sig. Cav. Giovanni Amedeo Wolfango Mozart di Salisburgo, M.ro di Musica della Camera di Sua Altezza l'eccelso principe Arcivescovo di Salisburgo, in età d'anni 14, con mia singolar ammirazione l'ho ritrovato versatissimo in ognuna delle accennate qualità di musica, fatta qualunque prova, sopra tutto nel suo cembalo, con dargli vari soggetti all'improvviso, quali con tutta maestria ha condotti con qualunque condizione che richiede l'Arte. (Giambattista Martini)
  • Da Mozart al romanticismo, il passo rimane lungo là dove egli s'abbandona con più accoramento al dolore. Il «patetico» mozartiano sottostà sempre alla misura espressiva ed alla padronanza delle proprie emozioni che s'addicono ad uno spirito ellenico, adoratore della simmetria e della bella forma; un'aura di attica serenità accoglie, avvolge ed attenua ogni accento sospiroso. Manca a Mozart, tanto nella vita quanto nell'arte, quella propensione ad insistere sulla propria sofferenza, che è propria dei romantici. Spirito arrendevole e fiducioso, fondamentalmente ottimista, amabilmente ironico verso sé e verso gli altri, negato alle tempeste della tragedia, ha ancora la lacrima tremolante sul ciglio, e già ritorna a sorridere. (Clemente Fusero)
  • Dal momento in cui per la prima volta il mio animo commosso s'inchinò in umile ammirazione davanti alla musica di Mozart, è stata spesso per me una cara e consolante occupazione meditare come quella gioiosa visione ellenica della vita che chiama il mondo Kosmos, perché lo rappresenta come un tutto per ordinato, come uno squisito e trasparente ornamento di quello spirito che in esso agisce e vive..., come quella gioiosa visione si possa trasportare in un ordine superiore di cose, cioè nel mondo degli ideali; poiché anche qui si rileva una suprema mirabile saggezza, che si manifesta splendidamente nel riunire le cose che si appartengono: Omero e la guerra di Troia, Raffaello ed il cattolicesimo, Mozart e il "Don Giovanni"... Mozart immortale! A te devo tutto, è per te che ho perso il senno, che il mio spirito è stato colpito da meraviglia ed è stato scosso nelle sue profondità; devo a te se non ho trascorso la vita senza che nulla fosse capace di scuotermi. (Søren Kierkegaard)
  • È negli abissi del regno degli spiriti che Mozart ci conduce. Il timore ci avvolge; ma, senza tortura, è come un presentimento dell'infinito. Amore e mestizia risuonano in voci leggiadre, la forza del regno degli spiriti si rivela in un un bagliore purpureo, e in uno struggi ento indicibile inseguiamo le forme che volteggiando tra le nuovole nell'eterna danza delle sfere, ci fanno cenno amichevolmente di unirci alle loro fila. (Ernst Theodor Amadeus Hoffmann)
  • E per me un mondo senza Mozart sarebbe ancora più povero di un mondo senza Socrate. (Hermann Hesse)
  • Egli ha colto l'armonia della creazione, ha udito che in essa c'è anche l'oscurità, ma l'oscurità non è tenebre, c'è anche il bisogno, ma il bisogno non è difetto, c'è anche la tristezza, ma non può trasformarsi in disperazione, e anche ciò che vi è di fosco non degenera in tragedia. (Karl Barth)
  • Egli tende sempre a "mettere" in scena quel che riferisce. Recita ciò che racconta. (Roman Vlad)
  • Forse gli angeli, quando sono intenti a rendere lode a Dio, suonano musica di Bach, ma non ne sono sicuro; sono certo invece, che quando si trovano tra di loro suonano Mozart ed allora anche il Signore trova diletto nell'ascoltarli. (Karl Barth)
  • Infaticabile assimilatore di tutte le mode e maniere musicali del suo tempo, da Boccherini a Joahnn Cristian Bach a Haydn, per non parlare di compositori assai minori ai quali largamente attinge, Mozart, come Bach, trasforma a sua immagine e somiglianza tutta la materia musicale con la quale viene a contatto in una sintesi di meravigliosa originalità. (Gianfranco Maselli)
  • Io credo che Mozart sia il maestro di tutti noi, quindi Mozart va fatto sempre. Mi ricordo che c'era una persona che diceva sempre: "Io ascolto Mozart quasi tutti i giorni". Ed io rispondevo: "Male, perché andrebbe ascoltato tutti i giorni." (Pietro Mianiti)
  • Io so, come diceva Pasolini, so e so perfettamente che potrebbe esserci un presidente della repubblica che corrisponde a quello a cui nessuno può dire di no, perché che cos'è che è considerato e ammirato in Italia da tutto il mondo, conosciuto? Bersani? Grillo? Berlusconi? No, Donatello, Giotto, Michelangelo, Brunelleschi, Verdi, Mozart e Da Ponte. (Vittorio Sgarbi)
  • L'arte, che è sacra non dovrebbe mai lasciarsi disonorare sino alla follia d'un così scandaloso soggetto. Io non sarei mai stato capace di musicare un libretto come quelli su cui Mozart ha potuto lavorare. Non potrei comporre opere come il Don Giovanni e il Figaro: ho un'avversione per questo genere. Non avrei potuto scegliere soggetti simili: sono troppo leggeri per me. (Ludwig van Beethoven)
  • L'ultima lettera (italiana) di Mozart è un esempio quasi terribile dello stile quando sia integralmente divenuto natura. Si ricorderà la grande frase centrale, il reiterato lamento sulla morte vicina, avviluppata nel manto nero dello sconosciuto del Requiem. E: «...La vita era pur sì bella...», egli prorompe. Si provi, di queste sei piccole parole, a rimuoverne una. Ecco la formula feriale: la vita era bella; o la nostalgica: la vita era pur bella; o la candida: la vita era sì bella. Ma «La vita era pur sì bella...». Questo solo è il pugnale che trafigge: uscito dal fodero in virtù di due monosillabi, disposti secondo un ordine semplice e imperscrutabile. (Cristina Campo)
  • Mi chiesero cosa ne pensassi dell'illustre Mozart e dei suoi peccati. Risposi che avrei rinunciato volentieri a tutte le mie virtù per i peccati di Mozart. (Felix Mendelssohn)
  • Mozart è l'amore di Dio al suo massimo, il genio che con la propria spensieratezza spezza il cuore e sparge la sua invidiabile luce intorno a sé. (Torsten Pettersson)
  • Nella tempesta di passioni che, dopo la Rivoluzione, ha investito tutte le arti e sconvolto la musica, è dolce rifugiarsi talvolta nella sua serenità come sulla cima di un Olimpo dalle linee armoniose e contemplare lontani, nella pianura, i combattimenti degli eroi e degli Dei di Beethoven e di Wagner e il mondo come un vasto mare dai flutti frementi. (Romain Rolland)
  • Non è la droga a darmi la pelle d'oca ma | pensare a Mozart in mano la penna d'oca là | sullo scrittoio a disegnare quella nota fa | la storia senza disco nè video nè social. (Caparezza)
  • Per noi Mozart rimane colui che tace sempre, loquace solo nella diversione ed eloquente nella sua arte, che parla poi di tutt'altre cose, non del suo artefice. (Wolfgang Hildesheimer)
  • Se tornasse in vita Mozart resterebbe impressionato dalle possibilità che i moderni strumenti ci forniscono. Credo si innamorerebbe dell'indie. (Carl Craig)
  • Vi sono, nella storia, uomini che sembrano destinati a segnare, nella loro sfera, il punto oltre cui non ci si può innalzare: così Fidia nell'arte della cultura, Molière in quella della commedia. Mozart è uno di quegli uomini: il Don Giovanni è un vertice. (Charles Gounod)

Ferruccio Busoni[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Scritti e pensieri sulla musica.
  • Ha in suo potere luce e ombra: ma la sua luce non offende mai, e la sua tenebra lascia vedere ancora chiari i contorni.
  • La sua arte è simile al capolavoro di uno scultore, è un'immagine finita da qualsiasi lato la si contempli.
  • La sua breve vita e la sua fertilità portano la sua perfezione all'altezza del fenomeno.
  • Penso di Mozart: egli è finora la più compiuta apparizione di talento musicale che si sia avuta.
  • Sta così in alto, che vede più lontano di tutti, e per ciò fa apparire tutto un poco più piccolo.

Note[modifica]

  1. a b c d e Citato in Clemente Fusero, Mozart, SEI, Torino, 1947.
  2. a b c d e f g h i j k l m n o Citato in Maynard Solomon, Mozart, traduzione di Andrea Buzzi, consulenza musicologica di Daniele Sabaino, Oscar Saggi Mondadori, Milano, 1996.
  3. a b c Citato in Eduardo Rescigno, Wolfgang Amadeus Mozart, Grandi Operisti Europei, Periodici San Paolo, 1977.

Bibliografia[modifica]

Wolfgang Amadeus Mozart, Lettere, Ugo Guanda Editore, Parma, 1981

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]