Zucchero, miele e peperoncino
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Zucchero, miele e peperoncino
| Titolo originale | Zucchero, miele e peperoncino |
|---|---|
| Paese | Italia |
| Anno | 1980 |
| Genere | Commedia |
| Regia | Sergio Martino |
| Sceneggiatura | Franco Castellano, Giuseppe Moccia |
| Attori | |
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Zucchero, miele e peperoncino, film del 1980 di Sergio Martino con Renato Pozzetto, Lino Banfi e Pippo Franco.
Frasi [modifica]
- Si vede tutto? Voglio dire l'atto grande sessuale col pelo integrale? (Milanese Valerio) [Al botteghino di un cinema a luci rosse]
- Ma non lo sai che è iniziata la caccia al pugliese? (Amalia Passalacqua)
- In realtà signor giudice io pensavo veramente. a una persecuzione contro di noi pugliesi. Sa una cosa razziale, perché noi meridionali non siamo ben visti da Gallarate in giù! (Milanese Valerio)
- Io soffro di extrasinfonia al cuore. (Milanese Valerio)
- Questa è maleta di sadomasochino, kamasutra, frustazioni cervellotiche... A me che me frega, io faccio tutto io! (Milanese Valerio)
- Senti Passalacqua, passa sul diveno, che passiamo ai fatti, e ti faccio una cosa mai vista. (Milanese Valerio)
- Hai vuoi registrare le zozzerie ti piace eccitarti? E va bene Vuoi le parolacce eh? Prova One two three, Prova One two three. Si sente? Sporco sporchettino, sporchetaccio, chezzo, chepadichezzo, pisellaccia! (Milanese Valerio)
- Non c'avevo più neanche i mezzi per ammazzarmi signor pretore! (Mazzarelli Giuseppe)
- Chi è quella stronza che non va neanche a tempo! Non s'è trovata dottore! (Mazzarelli Giuseppe)
- Se strafogheno tutto, sò peggio delle cavallette! (Uomo compagnia del cinema)
- Qua se magniamo tutto, pure li cartoni! (Uomo compagnia del cinema)
- Aho', quella non è mica la cammeriera, quella è la controfigura del verme solitario! (Mencacci Duilio)
- Olè, palla fuori, punto a me! Ha perso dottore! (Mazzarelli Giuseppina)
- Mi congratulo e approvo in pieno la sua scelta, la 128 CL è una macchina eterna! (Battistini Aurelio)
- La prego! Dia fiducia ad un uomo che ha lavorato tutta la vita e che oggi, modestamente... è sul lastrico! (Carlozzi Plinio)
- Vettura mia, vettura mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri un autogrill. (Carlozzi)
- Il Conducente Carlozzi ha il piacere di darvi alcune informazioni sul tragitto. Siamo diretti ad Ostia, dove pensiamo di arrivare tra 15 minuti circa. La nostra velocità di crociera è di 37 chilometri, ad un'altitudine di 50 centimetri dal terreno. In questo momento a sinistra, a destra, davanti e dietro potete ammirare l'Eur. Si ricorda ai signori passeggeri, che la vettura è sprovvista di toilette. Santa Teresa di Gallura 44, vi augura un buon proseguimento del viaggio! (Carlozzi)
- Guardi che io sono solo il padroncino di questo taxi in balia della violenza. (Carlozzi) [rivolto ad un vigile urbano]
- Amore... Amore! Amore! Aaah! Lo sky! Lo sky! [...] Per la prima volta ho avuto un orgasmo completo! (Carlozzi Plinio) [sui sedili una Fiat 131 taxi]
Dialoghi [modifica]
- Commissario Genovese: Chi sei?
Milanese Valerio: Sono Milanese.
Commissario Genovese: Vuoi prendermi per il culo?
Milanese Valerio: No, signor commissario e perché?
Commissario Genovese: Milanese tu con quell'accento?!?
Milanese Valerio: Veramente io sono pugliese.
Commissario Genovese: E allora perché hai detto milanese?
Milanese Valerio: Perché mi chiamo Milanese di cognome, Valerio di nome.
Commissario Genovese: Nato dove?
Milanese Valerio: A Torino.
Commissario Genovese: Allora sei torinese!
Milanese Valerio: No, mio padre era ferroviere, allora si spostava da una città all'altra, io sono nato a Torino, però quando siamo tornati a Bisceglie mia madre...
Commissario Genovese: Se non la pianti di dire stronzate, ti sbatto all'Asinara! Parola di Commissario Genovese!
Milanese Valerio: Ah lei è genovese?
Commissario Genovese: Cazzo dici! Io sono di Bologna, Genovese è il mio cognome. Hai finito sto verbale Siciliano?
Siciliano: Signor sì!
Milanese Valerio: Siciliano? Palermo o Catania? No perché esiste una lotta fra le due fazioni che dura da secoli e secoli...
Siciliano: Ma no, mi son veneto! Veronese!
Milanese Valerio: Ah veronese... Ha capito signor commissario...
Commissario Genovese: Bastaaaaa! Calabrese, Amalfitano toglietemi dalle palle sto pugliese di merda!
- Milanese Valerio: Ma... Che... sorpassa sulla destra?
Passalacqua Amalia: Eh beh sì!
Milanese Valerio: Eh beh. certo!
- Passalacqua Amalia: Canna lunga o canna corta com'è?
Milanese Valerio: Beh, insomma diciamo che è canna regolare ecco, fino a adesso nessuna si è mai lamentata.
- Passalacqua Amalia: Titolo a sei colonne...
Milanese Valerio: Ma anche a diciotto che me ne frega a me!
Passalacqua Amalia: Il pugliese mi ha violentato.
Milanese Valerio: Beh, non esageriamo adesso, io non ti ho manco toccata ancora.
- Passalacqua Amalia: Adesso la sua bocca si avvicina al mio orecchio per sussurrarmi parole di fuoco...
Milanese Valerio: Sì! Pompieri, fiamma ossidrica, fuoco a legna, caminetto!
- Passalacqua Amalia: Le ultime dichiarazione del pugliese prima di morire.
Milanese Valerio: Non voglio morire! Non voglio morire! Voglio vivere! Voglio vivere!
- Pretore: All'epoca del fatto lei cosa faceva?
Mazzarelli Giuseppe: La fame signor pretore, a tempo pieno e orario continuato.
- Mazzarellli Giuseppe: Nooooo! Ma che te sei magnato er cestino mio? Risputa tutto! Io ti strozzo! T'ammazzo! [Rivolto ad un cane]
Uomo del cinema: Aò! Ma che sta a fa? guarda che io te denuncio! Io sò della protezione animali!
Mazzarellli Giuseppe: Ma n'ce sta nessuno qui pè la protezione dell'omini?
- Mazzarellli Giuseppe: Che va a Roma? [Vestito da donna]
Automobilista: No! E mo che te so visto me ne torno pure indietro! A mostro!
- Giuseppina: Potage de champignon!
Mencacci Duilio: Che cazzo dice?
Giuseppina: Zuppa di funghi signore.
- Mencacci Mara: È cosi bello avere un uomo che ti vuole bene, e se un uomo ti stringe ti bacia, ti abbraccia, ti accarezza, ti desidera, che avverti?
Giuseppina: Io avverto la polizia!
- Mazzarelli Giuseppe: È che a me mi ha rovinato il concorso signor pretore, se io avessi vinto il concorso...
Signor Pretore: Basta, basta con questo concorso!
Mazzarelli Giuseppe: Lei dice bene perché il concorso l'ha fatto, e l'ha vinto! Magari chissà come...
Signor Pretore: Ma, ma che cosa dice?
Mazzarelli Giuseppe: No dico... chissà come si sarebbe comportato, se lei si fosse trovato nella stessa situazione!
- Mencacci Duilio: Era il ragioniere, dice che devo anda' a chiudere i conti del mese...
Mencacci Mara: Ma se ne abbiamo solo 12?
Mencacci Duilio: Embè io i conti li chiudo al 12.
Mazzarelli Giuseppina: Ma dottore oggi è domenica!
Mencacci Duilio: Aho! Tu nun te 'mpiccià e vattene n' cucina!
- Pretore: E allora mi pare evidente che lei Mazzarelli Giuseppe approfittò della situazione.
Mazzarelli Giuseppe: No, no, Signor pretore io approfittai proprio della Signora.
- Mencacci Duilio: Tu lavi, stiri, cucini... e scopi.
Giuseppina: Prego, non capisco...
Mencacci Duilio: Perché non scopi?
Giuseppina: Sì fa parte delle mie mansioni, io lavo, stiro, cucino e ramazzo.
Mencacci Duilio: E nun te stancano tutte queste ramazzate?
- Avvocato: Lui che ne ha già subite tante dalla vita ma guardatelo, è un uomo miserabile, povero, brutto, menomato, un uomo senza avvenire, senza casa, senza lavoro, senza famiglia!
Mazzarelli Giuseppe: E senza una palla Signor pretore!
- Pretore: Lei dunque è un autista di piazza?
Carlozzi: Conduttore di automobile a tassametro.
Pretore: E non è la stessa cosa?
Carlozzi: No, autista di piazza e inestatto e restrittivo. In quanto io posso usare la mia automobile, sia nelle piazze che nei vicoli, nelle salite e nelle discese, in pianura, dove mi pare insomma.
- [Sul taxi]
Carlozzi [Credendo di aver fatto tredici]: Cazzo!
Anziana passeggera: Dove?
Carlozzi: No, lei quella via lì non se la ricorda più!
- Carlozzi Plinio: Guardi, se non si pulisce le scarpe io non la faccio salire!
Cliente: Ma come faccio a pulirle? Non ho niente! E poi non ho tempo! Ho fretta, fretta!
Carlozzi Plinio: E allora se le tolga!
Cliente: Ma lei è un bel tipo sa?!
Carlozzi Plinio: Grazie!
Cliente: No, intendevo nell'altro senso!
Carlozzi Plinio: E allora prenda un altro taxi!
- Rosalia: Come parli bene! La voce virile e vellutata tieni!
Carlozzi Plinio: Eh infatti se non fosse per le ascelle tutti mi scambiano per Enzo Tortora!
- Rosalia: Vieni, muoviti, non ti succede niente.
Carlozzi Plinio: Anche a Pietro Micca hanno detto così.
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