28 giorni dopo
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28 giorni dopo
| Titolo originale |
28 Days Later |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | Regno Unito |
| Anno | 2002 |
| Genere | horror, fantascienza |
| Regia | Danny Boyle |
| Sceneggiatura | Alex Garland |
| Produttore | Andrew Macdonald |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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28 giorni dopo, film britannico del 2002 con Cillian Murphy, regia di Danny Boyle.
Frasi
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Citazioni in ordine temporale.
- Un uomo esce a portare a spasso il cane, incontra un amico e gli fa: «Ti piace il mio cane poliziotto?». L'amico gli risponde: «Ma è un barboncino». Allora il proprietario del cane gli fa: «Ma no, lo vedi così? Perché ora è in borghese». (Mark) [barzelletta]
- Regola numero uno: non andare mai da solo, a meno che non sei costretto. Numero due: esci solo di giorno, a meno che non sei costretto. (Mark)
- Aveva un sacco di piani. Tu ce l'hai un piano, Jim? Vuoi che troviamo una cura e salviamo il mondo o vuoi che ci innamoriamo e scopiamo? Qualsiasi piano è inutile. Il meglio che possiamo fare è sopravvivere. (Selena)
- Ai nuovi amici! (West) [brindisi]
- Se pensate all'intera vita del pianeta, noi – uomini, donne – siamo qui soltanto da pochi miseri istanti. Perciò se l'infezione ci spazza via, quello sarà il ritorno alla normalità. (Farrell)
- Ora vi dico cosa ho visto io, in queste quattro settimane: persone che uccidono persone. Che, più o meno, è ciò che ho visto nelle quattro settimane prima dell'infezione, e nelle quattro ancora prima e ancora prima, fino a quando ne ho memoria: persone che uccidono persone. Il che, secondo me, ci pone in uno stato di normalità già adesso. (West)
- Otto giorni fa ho trovato Jones con la pistola infilata in bocca. Diceva che si sarebbe ucciso perché non c'era futuro. Che cosa potevo dirgli? «Respingeremo gli infetti» oppure «aspetteremo che muoiano di fame» e poi cosa? Che possono fare nove uomini se non aspettare la morte? Li ho fatti ritirare dal blocco, ho registrato il messaggio radio e gli ho promesso le donne. Perché una donna vuol dire futuro. (West)
Citazioni su 28 giorni dopo
[modifica]- 28 giorni dopo, Jim si risveglia in una Londra deserta e spettrale. È solo l'inizio di un'avventura dai risvolti terrificanti, dove l'uomo civilizzato si conferma come la belva peggiore. Dopo un paio di film sbagliati, Danny "Trainspotting" Boyle firma un horror a basso costo e girato in digitale che dà punti a molte produzioni miliardarie. (il Farinotti)
- Boyle cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (Il Mereghetti)
- Nell'incubo dell'epidemia che torna a riguardarci come se il nostro fosse il nuovo medioevo, spunta con qualche motivo di pessimismo scaramantico il nuovo film di Boyle, cineasta inglese assurto a successo rapido e un po' eccessivo con Trainspotting. La Sars cinese non c'entra, ma il lettore di cronaca recepisce le similitudini. S'immagina una peste a Londra, ai giorni nostri, e si racconta la disgregazione sociale che ne deriva, ricalcando luoghi comuni e inventando, invece, atmosfere fredde e apocalittiche che impressionano. Perché Boyle, le immagini le sa fare. Lo sceneggiatore Alex Garland, lo stesso di The Beach, scritto sempre per Boyle, parte da un'infezione animale trasmessa all'uomo. Scelta la scimmia, simbolo di una attiguità generazionale nell'evoluzione della specie, succede che la fuga di alcune cavie da un laboratorio provoca la contaminazione. Gli animali trasmettono la rabbia aggredendo l'uomo. La vicenda si focalizza su un ragazzo che dopo un mese di coma trova la città in preda al virus... Horror sociale. (Silvio Danese)
- Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di Boyle che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (il Morandini)
Voci correlate
[modifica]- 28 anni dopo (2025)
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