Adolescence (miniserie televisiva)
Aspetto
Adolescence
Miniserie TV
| Titolo originale |
Adolescence |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | Regno Unito |
| Anno |
2025 |
| Genere | drammatico, poliziesco, giallo, thriller |
| Stagioni | 1 |
| Episodi | 4 |
| Ideatore | Jack Thorne, Stephen Graham |
| Regia | Philip Barantini |
| Sceneggiatura | Jack Thorne, Stephen Graham |
| Rete televisiva | Netflix |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Adolescence, miniserie televisiva britannica del 2025.
Episodio 1
[modifica]- Jamie: Mi credi quando dico che non ho fatto niente?
Eddie: Ma certo che ti credo. Sei il mio tesoro, vero? Vero? - Eddie: Guardami. Te lo chiederò solo una volta. Okay? Non importa cos'è successo, se l'hai fatto o non l'hai fatto. Voglio che tu mi dica la verità. Sei stato tu?
Jamie: No.
Eddie: Me lo giuri?
Jamie: Sì, te lo giuro.
Eddie: Bene. Okay. Sì, allora andrà tutto bene, giusto? Eh? - Serg. Frank: Conosci una certa Katie Leonard? Eccola. [mostra una foto della vittima]
Jamie: Sì.
Serg. Frank: Sì. Non fa parte del tuo gruppo, vero? Ma seguite dei corsi insieme. Quali?
Jamie: Letteratura.
Serg. Frank: Letteratura? Sei bravissimo in letteratura. Molto bene. Vai forte anche in matematica e in francese. È un'ottima cosa. Vai d'accordo con lei?
Jamie: Sì.
Serg. Frank: Sì? La reputi una tua amica, quindi?
Jamie: Io non... non lo so.
Serg. Frank: Beh, lei ogni tanto ha commentato i tuoi post, quindi mi sembra un segnale che era una tua amica, vero?
Jamie: Io non lo so. Può darsi.
Serg. Frank: E credi che le altre persone vi descriverebbero come amici?
Jamie: Io non so che... È lei che è stata uccisa?
Isp. Bascombe: Perché lo chiedi?
Jamie: È lei?
Isp. Bascombe: Sì, esatto. È stata uccisa e pensiamo che tu lo sappia, quindi sei stato molto furbo a fare questa domanda, non è vero? - Allora, ci vuoi dire perché lo hai fatto? Perché hai fatto una cosa del genere? Jamie, ce lo puoi spiegare? Almeno vorresti chiedere scusa a sua madre? Ho parlato io con lei poco dopo la mezzanotte di ieri, mentre si disperava a terra perché la sua bambina era morta. Vuoi chiedere scusa a quella donna? (Isp. Luke Bascombe)
Episodio 2
[modifica]- R.I.P.
Katie Leonard
2011 – 2024
"Fermate i crimini da coltello nello Yorkshire"
#lanostrakatie
- R.I.P.
Katie Leonard
2011 – 2024
"Stop knife crime in Yorkshire"
#ourkatie (Memoriale)
- Sig. Hutchinson: Sono venuti quattordici genitori. Quattordici! "La vostra scuola non è sicura?".
Sig.ra Bailey: Oh, mio Dio. E tu che gli hai detto?
Sig. Hutchinson: Beh, che il fatto non è avvenuto all'interno della scuola. Hanno parlato di guardie di sicurezza e metal detector.
Sig.ra Bailey: Mia Taylor vuole che apriamo uno sportello di supporto al lutto.
Sig. Hutchinson: Siamo anche guardie e assistenti sociali adesso? Fantastico. - Jade: Senta, non deve sapere altro, se non che è morta, ed è terribile. Accoltellata a morte. Era la persona migliore del mondo, tutto qui.
Isp. Bascombe: Jade, Katie era felice?
Jade: Non si è accoltellata da sola!
Serg. Frank: Che rapporto aveva con i ragazzi?
Jade: Vuole dire con Jamie? Non si sarebbe mai avvicinata a lui.
Serg. Frank: Davvero?
Jade: Sì.
Serg. Frank: Beh, interessante. Quindi lui non le piaceva? Perché ci sono dei post su Instagram che li fanno sembrare amici.
Jade: Volete incolpare lei per quello che è successo? Beh, avete un video, lo sanno tutti. Di che stiamo parlando? Dovreste solo punire chi l'ha uccisa! - Perché nelle scuole c'è sempre questa puzza? Sembra un mix di vomito, cavoli e masturbazione. (Serg. Misha Frank)
- Isp. Bascombe: Ha scritto lei le pagelle, giusto?
Malik: Sì.
Isp. Bascombe: Jamie era un bravo studente, vero?
Malik: Ne vuole parlare adesso?
Isp. Bascombe: Sìsì. Voglio solo sapere se lei aveva notato qualche problema.
Malik: Io sono solo un tutor. Insomma, io non sono...
Isp. Bascombe: È un insegnante.
Malik: Sì, ma io insegno storia. Io non... Io non lo conosco bene, non... io non... cioè, io la vorrei aiutare, ma... Questi ragazzini sono tremendi. Che si aspetta, scusi?

- Adam: Tu hai detto che volevi parlare con le persone che potessero aiutarti a capire.
Isp. Bascombe: E tu puoi aiutarmi a capire, sì? Vuoi dire questo? [...] Hai informazioni sulla vicenda? Sai dov'è il coltello? Qualcuno ti ha detto qualcosa? Perché posso usare cani molecolari, cercare nelle fognature, fare tutto ciò che serve.
Adam: Papà, sei fuori strada. Non stai capendo.
Isp. Bascombe: Cos'è che non capisco?
Adam: Non capisci che cosa stanno facendo, qual è il problema.
Isp. Bascombe: Di che cosa stai parlando?
Adam: Instagram. Hai visto Instagram, vero?
Isp. Bascombe: Sì.
Adam: Okay, quindi hai... hai anche letto quello che lei ha scritto?
Isp. Bascombe: Sì, certo. [...]
Adam: [mostra i post di Katie sul cellulare] Sembra che sia gentile, vero?
Isp. Bascombe: Non è così?
Adam: La dinamite [🧨]. Sai che cosa significa?
Isp. Bascombe: Ah, non lo so.
Adam: È la pillola rossa esplosiva. Quelle blu ti fanno vedere il mondo come vogliono. La pillola rossa...
Isp. Bascombe: No, aspetta, è quando in Matrix... Hai mai visto Matrix?
Adam: Cosa?
Isp. Bascombe: Lascia stare. Sì, tranquillo, continua. [...]
Adam: Quella rossa vuol dire: "io vedo la verità". È un invito da parte della "manosfera".
Isp. Bascombe: Della "manosfera"?
Adam: E qui entra in gioco il 100 [💯] e l'80-20, capito?
Isp. Bascombe: Adam, Adam, ascolta, non riesco davvero a seguirti. Non capisco di cosa parli. Semplifica.
Adam: L'80% delle donne è attratto dal 20% degli uomini. Sei obbligato a ingannarle, sennò non riuscirai a conquistarle. L'80% è tagliato fuori o... Lei ha detto che lui è un incel, papà!
Isp. Bascombe: Ha solo tredici anni. Come può essere celibe involontario?
Adam: Papà, lo so, certo.
Isp. Bascombe: Chi non lo è a tredici anni?
Adam: Per lei lo sarà per sempre. Dicono che sei un incel e così sarai vergine per sempre, in pratica, e quelli che hanno messo un cuore sono d'accordo con lei. - Isp. Bascombe: È difficile credere a tutto questo tramite due simboli.
Adam: Tu mandi cuori, no? Alla mamma?
Isp. Bascombe: Quando non so cosa rispondere, sì.
Adam: Di che colore?
Isp. Bascombe: Rosso.
Adam: Significa amore. Viola: eccitato. Giallo: "interessato. Anche tu lo sei?". Rosa: "interessato, ma non al sesso". Arancione: "andrà tutto bene". Ogni cosa ha un significato, tutto ha un significato.
Isp. Bascombe: Beh, allora faccio bene a mandarle solo dei cuori rossi. - Isp. Bascombe: Senti, tutta questa storia di Instagram condiziona anche te?
Adam: Non parliamo di me.
Isp. Bascombe: Lo so. Ma è così, figliolo?
Adam: Non mi chiami mai "figliolo". Chiami sempre gli altri così, ma non ci chiami mai me.
Isp. Bascombe: D'accordo. Mi dispiace.
Adam: No, sono su Instagram, ma non metto post.
Isp. Bascombe: Stai bene, vero?
Adam: Sì, sto bene... - Isp. Bascombe: Ci siamo sbagliati su quei post di Instagram.
Sig.ra Fenumore: Come sbagliati?
Isp. Bascombe: Katie stava bullizzando Jamie.
Sig.ra Fenumore: Oh no!
Isp. Bascombe: Questo è successo. Incel... cose così. Sapete di che parlo.
Serg. Frank: Sì, io lo so.
Sig.ra Fenumore: No, io non ne so niente. Di che si tratta?
Serg. Frank: È quella storia del celibato involontario di Andrew Tate, una stronzata. Porca puttana...
Sig.ra Fenumore: A volte li ho sentiti parlare di lui. - Isp. Bascombe: Se devo essere sincero, non lo sopporto questo cazzo di posto.
Serg. Frank: Ci sei voluto venire tu, o sbaglio?
Isp. Bascombe: Sì, lo so, ma ti sembra che qualcuno possa imparare qualcosa, qui? Sembra un recinto di contenimento. Ci sono video in ogni classe, il signor Malik che entra ed esce quando gli pare, e l'hai detto tu che c'è puzza.
Serg. Frank: Infatti c'è puzza. Tutte le scuole puzzano. [...] Ci saranno dei bravi insegnanti qui, e dei bravi studenti. La mia scuola era un po' come questa.
Isp. Bascombe: E tu come sei sopravvissuta?
Serg. Frank: Avevo una brava insegnante, la Benton. Era forte quella classe. Insegnava arte e fotografia. Io amavo disegnare e amavo fare foto.
Isp. Bascombe: Bello...
Serg. Frank: I figli hanno soltanto bisogno di stare bene con loro stessi, no? Tutto qui. - Serg. Frank: Sai cosa non mi piace di questa storia?
Isp. Bascombe: Che cosa?
Serg. Frank: Che il colpevole finisce ogni volta in prima linea. "Un uomo stupra una donna". Ecco, noi abbiamo analizzato solo Jamie per studiare questo caso. Non è vero?
Isp. Bascombe: Già.
Serg. Frank: Katie non è importante, Jamie sì. Tutti ricorderanno Jamie, ma nessuno ricorderà lei. È questo che mi dà fastidio, che mi fa arrabbiare. - Isp. Bascombe: Che significa "incel" per te?
Ryan: Cosa?
Isp. Bascombe: Incel! Katie chiamava così Jamie, che significa?
Ryan: Lei come lo sa?
Isp. Bascombe: Lo ha bullizzato?
Ryan: Perché vuole parlare solo con me?
Isp. Bascombe: In che senso solo con te?
Ryan: Tommy! Parli anche con lui!
Isp. Bascombe: Fanculo Tommy! Che ne sa lui di questa storia?
Ryan: Eh?
Isp. Bascombe: Sei tu l'amico di Jamie!
Ryan: Anche lui!
Isp. Bascombe: No, non è vero! Sei tu il suo amico. Ascolta, adesso ti farò una domanda e voglio avere la tua cazzo di risposta.
Ryan: Okay.
Isp. Bascombe: Sono stato chiaro?
Ryan: Sì, chiaro!
Isp. Bascombe: L'hai aiutato a trovare quel coltello?
Ryan: No, è impazzito?
Isp. Bascombe: Ryan, non fare giochetti con me. L'hai aiutato o no?
Ryan: Ho detto di no!
Isp. Bascombe: Ehi! È morta una ragazza, cazzo! Hai capito?
Ryan: Okay...
Isp. Bascombe: Rispondi alla domanda!
Ryan: Sì, okay...
Isp. Bascombe: Forza!
Ryan: Era... era il mio coltello. Io non volevo che finisse in quel modo.
Episodio 3
[modifica]- Briony: Come sono tuo padre e suo padre?
Jamie: Sono uomini.
Briony: Ok. Credi che "mascolini" sarebbe la parola giusta per loro?
Jamie: L'hai usata tu.
Briony: La parola "mascolino" mi fa pensare che riparano le cose, che amano fabbricarle, che amano lo sport, che amano andare al pub. [...] Un'altra cosa che mi viene in mente con la parola "mascolino" è il modo che gli uomini usano...
Jamie: Hai iniziato perché ho detto che sembravi mia nonna.
Briony: Cosa?
Jamie: Hai iniziato perché ho detto che sembravi mia nonna. Ma non fai che parlare di mascolini, adesso.
Briony: Sì.
Jamie: L'altra volta mi hai fatto delle domande vere. "Questo è giusto, Jamie?". "Questa cosa è sbagliata, Jamie?". Ora parli solo di cavolate.
Briony: Spero di non farlo.
Jamie: Sì, invece. La prima volta mi hai chiesto: "Se un porcellino d'India mangia suo figlio, è strano o normale?". Ora mi chiedi: "Come chiami il pane?"
Briony: Lo faccio perché sono curiosa.
Jamie: Sembra solo un tranello. - Jamie: Cos'hai scritto finora? Mi fai leggere gli appunti che hai preso?
Briony: Mi hai visto scrivere?
Jamie: Avrai scritto delle cose.
Briony: Certo.
Jamie: Mi fai leggere che hai scritto? I tuoi appunti?
Briony: Non posso farlo.
Jamie: Dillon e gli altri avvocati dicono che lavori per noi.
Briony: Non è vero, Jamie, e io so cosa dicono, perché mi hai già fatto questa domanda.
Jamie: Ma tu ci parli?
Briony: Te l'ho già spiegato. Sono stata assunta da voi, ma...
Jamie: E che cosa gli hai detto?
Briony: Scriverò in modo indipendente, è una parola importante, in modo indipendente, un rapporto preliminare sul reato. Ed è quello che leggerà il giudice per capire te e affinché tu capisca le accuse. Ok? Tutto quello che voglio, è parlare con te, Jamie, e che tu parli con me. Sì, ti avevo fatto domande più semplici, ma credo... Ti sto annoiando?
Jamie: No.
Briony: Ok. Credo che tu, e chi è coinvolto, siate più complessi, per fare delle semplici domande. - Briony: Non ti piace lo sport?
Jamie: No.
Briony: Nessuno?
Jamie: Beh, non sono bravo nello sport, ma so saltare l'ora di ginnastica.
Briony: Come fai a saltarla?
Jamie: Mal di testa. Dolore alla gamba. Mal di stomaco. "Mi gira la testa, posso stare seduto?", cose così.
Briony: E a tuo padre andava bene?
Jamie: Lui... A lui non... non l'ho mai detto. Sapeva che non ero uno sportivo, o cose così. Io giocavo... Mi portava a giovare a calcio. C'era... C'era la partita ogni sabato. E lui... Lui veniva sempre a fare il tifo per me. Ma quando sbagliavo, poi lui... Lui si girava dall'altra parte.
Briony: Faceva finta di non vedere?
Jamie: Può darsi, o... Magari non voleva che lo vedessi così tanto... dispiaciuto.
Briony: Dispiaciuto?
Jamie: Non lo so. Era imbarazzato.
Briony: Come ti sentivi quando lo vedevi imbarazzato?
Jamie: Mi dicevo che non era vero.
Briony: Ah, sì?
Jamie: Sì. Mi dicevo in testa: "Oh, basta, non è imbarazzato. Lo pensi solo tu, Jamie. È davvero quello che pensi? Non può imbarazzarsi, non per suo figlio".
Briony: Le altre persone ti dicevano questo?
Jamie: È solo la cosa giusta da dire.
Briony: E non è una bugia?
Jamie: No. Non lo so, non amo dire bugie. - Jamie: Puoi farmi uscire da questo posto?
Briony: No, non lo posso fare.
Jamie: Ma perché non mi hanno mandato in una vera prigione?
Briony: Non c'era un'altra struttura disponibile.
Jamie: E mi hanno messo in un manicomio?!
Briony: È un centro d'istruzione sicuro.
Jamie: D'istruzione? E che cosa ci insegnano, scusa? Qui non fanno che urlare tutto il tempo.
Briony: Pensavo che te lo avessero spiegato, Jamie.
Jamie: E corrono avanti e indietro quando c'è Coronation Street, tutti davanti alla tivù.
Briony: Il carcere minorile è per i ragazzi sopra i quindici anni.
Jamie: Un ragazzino fa il matto quando vede Steve McDonald.[1]
Briony: Non possono mandarti da un'altra parte.
Jamie: È un branco di matti, non capisci?
Briony: Questo è il posto migliore per te.
Jamie: [alzandosi] Ma Ryan se ne sta a casa fino al processo!
Briony: Lui non è accusato di un grave crimine.
Jamie: Sono stato accusato. Sono solo stato accusato. Se fosse vero, se l'avessi uccisa, lo capirei, ma si sbagliano.
Briony: Per quanto ho capito, Jamie, e non l'ho scelto io, è il posto migliore per te.
Jamie: Mi sposteranno per il processo?
Briony: Non è stato ancora deciso niente. Ora devi metterti seduto.
Jamie: Dove lo faranno? A Londra o in qualche posto vicino?
Briony: Devi metterti seduto! Jamie, se non ti siedi subito, devo...
Jamie: Quindi non lo sai? Quindi non lo sai o non vuoi dirmelo?
Briony: Non lo hanno ancora deciso. Mettiti seduto adesso.
Jamie: Io non voglio mettermi seduto.
Briony: Se non lo farai, dovrò interrompere il colloquio.
Jamie: Beh, allora interrompilo!
Briony: Sicuro?
Jamie: Ti farebbe arrabbiare, vero? Dovresti andare e tornare di nuovo.
Briony: Jamie, se non ti metti seduto, dovrò...
Jamie: Cazzo, io non voglio stare seduto! Tu non puoi dirmi di stare seduto! Tu non hai il controllo sulla cazzo... Guardami adesso! Tu non hai nessun controllo sulla mia vita! Ficcatelo bene in quella cazzo di testa! - Briony: Fino a dove si potrebbe spingere sessualmente uno della tua età con una ragazza o con un ragazzo?
Jamie: Ti ho già detto che non sono gay.
Briony: Non insinuavo che lo fossi.
Jamie: Vuoi veramente che ti risponda?
Briony: Sì, per favore.
Jamie: Non lo so. Toccare, baciare.
Briony: Che cosa intendi con toccare?
Jamie: Toccare le sue parti intime.
Briony: Il seno?
Jamie: Sì.
Briony: Il fondoschiena?
Jamie: Sì.
Briony: La vulva? La vagina?
Jamie: Non lo so, può darsi.
Briony: Può darsi di sì?
Jamie: Può darsi. Sei sicura di potermi fare queste domande?
Briony: Quindi credi che sia una cosa normale che un eterosessuale di 13 anni possa toccare il seno e il fondoschiena di una ragazza? - Briony: Hai visto le foto di due ragazze che conosci senza reggiseno?
Jamie: Sì.
Briony: Loro sarebbero felici di sapere che le hai viste?
Jamie: Lo facevano tutti.
Briony: E Katie era una di quelle due ragazze?
Jamie: Cosa? Come fai tu a saperlo?
Briony: Cos'hai provato a vederle?
Jamie: Nonono, come hai indovinato?
Briony: Non ho indovinato. Ho chiesto e vorrei sapere cos'hai provato a vederle.
Jamie: Cos'è, vuoi sapere se mi è venuto duro?
Briony: Voglio sapere cos'hai provato.
Jamie: Mi è piaciuto. Siamo autorizzati a parlare di questo?
Briony: Che cosa provi a guardare foto di persone nude?
Jamie: Beh, secondo te cosa provo?
Briony: In particolare, cosa provi a guardare foto nude di persone che conosci?
Jamie: Non lo so, è fico.
Briony: Ti senti potente? Senti che ti dà potere?
Jamie: Che cosa? No! È solo strano.
Briony: Eri attratto da Katie?
Jamie: Beh, non era il mio tipo.
Briony: Quindi non lo eri?
Jamie: Diciamo che era... senza offesa, ma era un po' piatta. Lo dicevano anche quelli che l'hanno vista, non solo io. La foto è girata per tutta la scuola, su Snapchat. Ma si vedeva solo la parte di sopra. Non si vedeva altro. Lei l'ha mandata a Fidget e lui l'ha fatta girare.
Briony: E perché ha mandato la foto a Fidget?
Jamie: Non lo so, le piaceva.
Briony: Quindi cercava di attirarlo?
Jamie: Glielo avrà chiesto lui. Ma non riceverà più foto, vero?
Briony: No. Lei è morta.
Jamie: No, io... Non volevo dire da lei. Intendevo da altre ragazze. Nessuno gli manderà più foto, perché lui non è stato abbastanza attento. Che idiota.
Briony: Quindi pensi che avrebbe dovuto accumulare più foto, prima di condividerle con tutti gli altri?
Jamie: Sì. Non lo so. - Briony: Jamie, ti ho chiesto se fossi attratto dalle femmine. Credi che le femmine siano attratte da te?
Jamie: Che cavolo di domanda è?
Briony: Che cosa pensi? Secondo te le ragazze sono attratte da te?
Jamie: No. Certo che no.
Briony: Perché: "Certo che no"?
Jamie: Beh, ecco, perché io sono brutto.
Briony: Come ti fa sentire questo?
Jamie: Non dovresti dirmi che non è così?
Briony: Quello che penso io non è importante.
Jamie: Certo, tu non dici mai cose normali, vero?
Briony: Quindi ti dovrei dire che non sei brutto?
Jamie: E che non capisco perché non dici mai cose normali.
Briony: Dovevo contraddirti quando hai detto che tuo padre era imbarazzato e dovrei contraddirti ora dal momento che pensi che sei brutto?
Jamie: Non lo so.
Briony: M'interessa il fatto che pensi di essere brutto, Jamie.
Jamie: E va bene, sono molto affascinante!
Briony: M'interessa perché per me è importante quello che pensi, non quello che è vero, okay? Allora, che cosa provi a sentirti brutto?
Jamie: Beh, tu cosa proveresti? Tu non sei brutta. Anzi... anzi, sei bella.
Briony: Non si tratta di me, Jamie.
Jamie: Cos'è? Non pensi di essere bella?
Briony: Non sono io la persona da valutare.
Jamie: Non pensi di essere bella? Tu credi che sia brutto?
Briony: Non ho espresso giudizi su nessuna delle due cose e ho le mie buone ragioni.
Jamie: Ah, le tue "buone ragioni"!
Briony: Voglio capire cosa pensi tu.
Jamie: Vuoi capire il punto di vista del mio punto di vista del punto di vista!
Briony: Sì!
Jamie: L'altro psicologo era molto più diretto.
Briony: Okay...
Jamie: Il suo modo di parlare era molto più diretto.
Briony: Per questo hanno bisogno di due pareri.
Jamie: Per capire se ho capito cosa ho fatto! [si rende conto dell'errore] Oh no, vaffanculo! Io non l'ho detto, cazzo! Mi hai messo queste parole in bocca! È una cazzo di trappola, qui! - Briony: Katie ha commentato le tue foto in più di un'occasione.
Jamie: Sì. [Briony si alza per prendere una borsa] Che cosa... che cosa stai facendo? [Briony produce una cartella con dentro degli screenshot stampati] Che cos'è quello, scusa?
Briony: [...] Lei ti ha messo questo. [...] Katie ha messo questo sulla tua pagina Facebook.
Jamie: Su Facebook?
Briony: Su Instagram.
Jamie: Va tutto bene? Sembri un po' agitata. Ti sei spaventata quando ho urlato?
Briony: Lei ha messo questo sulla tua pagina Instagram.
Jamie: Sono un bambino di 13 anni. Non credo di essere terrificante.
Briony: Ora puoi dirmi cosa sono queste emoji?
Jamie: È imbarazzante, non è vero? Spaventarti di un bambino di 13 anni. Wow!
Briony: Che significano queste emoji, Jamie? Che significano i fagioli rossi? [🫘] Sono dei fagioli, giusto?
Jamie: Lei mi accusava di far parte dei gruppi della verità.
Briony: Cosa sono questi gruppi?
Jamie: Sono quelli che dicono che le donne non ci vogliono.
Briony: E tu fai parte del gruppo?
Jamie: No.
Briony: Ma sai che cosa dicono?
Jamie: Sì, perché tutti non facevano che parlarne, di incel e queste cose. Ho dato un'occhiata, ma non mi piaceva.
Briony: E lei ti accusava di essere un incel mettendo queste emoji?
Jamie: Sì.
Briony: Mi spieghi il significato?
Jamie: Voglio l'amore ma non lo troverò. [...] La pillola rossa che esplode [💥] è uguale alla pillola rossa [💊]. E questa [💯] è la cosa dell'80-20.
Briony: Cos'è la cosa dell'80-20?
Jamie: Beh, l'80% delle donne è attratto dal 20% degli uomini. Io credo che abbiano ragione su questo.
Briony: A molte persone sono piaciuti i suoi commenti, no?
Jamie: Sì, l'hanno trovato divertente.
Briony: Ma tu lo avrai trovato crudele. - Jamie: Non l'ho uccisa io! Lo pensi solo perché hai visto quel video. Non puoi fidarti di un video, ormai. È tutto falso. [...] Era una stronza e anche tu lo sai questo. Avrei dovuto, ma non l'ho fatto, ho solo... Io le ho solo... Io le ho solo chiesto di... Ma guardati! Sei lì che speri di sentire qualcosa d'importante. Le ho solo chiesto... le ho solo chiesto di uscire dopo il fatto della foto. Andavo in giro a dire che mi dispiaceva per lei, che avevano visto le sue tette, il seno, e che volevo che venisse alla fiera con me. Sai, ho pensato che potesse essere fragile, dopo quella storia. Ho solo pensato questo, quindi... Ecco, beh, tutti la chiamavano "troia", mi spiego? O "piatta", e ho pensato che visto che si sentiva così fragile magari... magari le sarei piaciuto. Intelligente, non credi?
Briony: Chiederle di uscire quando agli altri non piaceva?
Jamie: Beh, dicevo a tutti che mi dispiaceva e che Fidget era uno stronzo, e che sarei voluto andare con lei alla fiera.
Briony: La sua fragilità l'avrebbe resa più raggiungibile? È questa la teoria?
Jamie: Sì.
Briony: Avevi detto che lei non ti piaceva.
Jamie: Sì, era piatta, è vero, ma non m'importava tanto. Mi andava bene. Ho messo la tuta più bella che avevo, e... Non so perché ti sto dicendo questo, ma le ho chiesto: "Vuoi venire con me alla fiera?".
Briony: E lei che ha detto?
Jamie: Ha iniziato a ridere e ha detto: "Non sono così disperata".
Briony: E quelle emoji te le ha messe subito dopo?
Jamie: Sì.
Briony: Ti stava, diciamo, attaccando perché tu le avevi chiesto di uscire.
Jamie: Sei tu a dirlo.
Briony: Credi che sia per questo?
Jamie: Anche tu pensi che era una stronza, non è vero? Ad aver fatto questo. Pensi che era una bulla di merda. Beh, sì, è vero. Era una bulla di merda, okay? La verità è che, ecco, che quella sera io non l'ho toccata. Avrei potuto, ma non l'ho fatto, cioè... Avevo un coltello. Si è messo paura, ma non l'ho toccata. Avrei potuto toccarla dappertutto, però non l'ho fatto, ho solo... Tutti l'avrebbero fatto. Ma io sono stato più bravo. Tu non credi? - Briony: Jamie, tu hai capito che cos'è la morte?
Jamie: Cosa?
Briony: Hai capito che cos'è la morte?
Jamie: Sì.
Briony: Hai capito che Katie è morta e che non tornerà mai più?
Jamie: Non sono stato io!
Briony: E qualunque affermazione farai sul suo carattere...
Jamie: Non volevo dire che era una stronza!
Briony: ... qualunque affermazione farai, non la porterà più indietro. Chiunque l'abbia uccisa, le ha tolto ogni possibilità di avere una vita futura. - Jamie: Ti posso fare una domanda?
Briony: Sì.
Jamie: Io ti piaccio, però?
Briony: Ero qui come professionista.
Jamie: Ho capito. Quindi non ti piaccio.
Briony: Il mio compito era quello di valutarti come professionista.
Jamie: Perché a me piaci tanto. Non dal punto di vista fisico, dico come persona. [...] Non ti piaccio nemmeno un po'? Che cosa pensi di me, allora? Dai forza, dimmelo!
Briony: È stato molto utile.
Jamie: Non raccontargli quello che ho fatto, cazzo! [...] Non ti piaccio nemmeno un po'? Che pensi di me, allora?
Episodio 4
[modifica]
- Manda: Eddie, io ne ho abbastanza.
Eddie: Ti prego, non iniziare, non dire niente.
Manda: Che cosa sto dicendo?
Eddie: Sai bene cosa vuoi dire. Non te lo permetterò, basta con questo discorso! Non voglio farlo di nuovo, okay? Ne abbiamo già parlato.
Manda: Sarà giudicato tra un mese, poi sarà sulla bocca di tutti.
Eddie: Sì, ma non importa. Lui è lontano dai riflettori, giusto? Stanno cercando di nasconderlo.
Manda: Già, e stanno facendo un ottimo lavoro!
Eddie: Tesoro, lo stanno proteggendo, ne abbiamo parlato con gli avvocati.
Manda: La situazione non migliorerà. Mia madre dice che può trovarti un lavoro.
Eddie: Non voglio che tua madre mi trovi un lavoro! Perché dovrebbe trovarmi un lavoro? Ehi! Ne ho già uno qui e ho dei ragazzi che lavorano per me.
Manda: Sì, certo, lo so...
Eddie: Tesoro, Lisa va al college, non è vero? Okay, vuoi portarla via dal college? Vuoi rovinare anche la sua cazzo di vita? Ehi! Pensi che tornare a vivere a Liverpool sarà meglio? Perché ti assicuro che sarà dieci volte peggio, cazzo, e tu lo sai. Lo sai bene, tesoro. Sai bene che sarà peggio. Non abbiamo sbagliato niente. Abbiamo sbagliato qualcosa?
Manda: No.
Eddie: No. No, quindi non ci muoviamo. Non ci muoviamo, fine della storia.
- [Rivolto a Eddie] Ora ho capito chi è lei. Certo, ho visto le sue foto su Facebook. [...] Io sono dalla sua parte, sa? Da quella di suo figlio, per quello che vale. [...] Perché, cioè, non è stato lui, no? Insomma, su quelle ferite da taglio, beh, dove hanno detto che erano c'erano le ossa, su quei punti precisi. E se devi fare qualcosa di brutto, lo fai in modo anatomicamente possibile, no? E... Ho visto le foto della ragazza, e lei ha tutto il mio appoggio. [...] Credo che dovrebbe trovare un buon avvocato. Se fa una raccolta fondi, saremmo in molti a sostenerla. (Quint)
- Jamie: [via telefono] So che oggi non è il giorno per dirtelo, ma ho capito una cosa e...
Eddie: Che è successo, ragazzo? Non fa niente che è il mio compleanno, dimmi tutto.
Jamie: Beh... sai, visto che il momento si avvicina, io ci ho pensato. Papà, cambierò la mia dichiarazione. Pronto? Papà, io... mi dispiace, ma... ma dichiarerò colpevole.
- Manda: Perché ti comporti così?
Eddie: Come mi comporto, scusa?
Manda: C'eri tu lì dentro con Jamie. Io non ho mai visto quel filmato.
Eddie: Ah, ti prego, non iniziare di nuovo.
Manda: Sta diventando la tua frase preferita, vero? "Non inizare questo, non inizare di nuovo quello".
Eddie: Ora basta parlare del fatto che non eri lì! Ti prego, puoi evitare di farlo?
Manda: Non stavo dicendo questo.
Eddie: Okay, allora che stavi dicendo?
Manda: Che tu hai visto quel filmato e io no. Tu non sei fatto così. Minacci dei ragazzini, rovini il furgone. Sei arrabbiato, lo so. Ma dichiararsi colpevole è la cosa migliora da fare, e se fossi sincero, anche tu diresti così.
Eddie: Io ho visto quello che ho visto, e non ci ho mai voluto credere. Ma poi, quando l'ho visto...
- Manda: Non è mai uscito dalla sua camera. È tornato a casa, ha chiuso la porta, ha salito le scale e si è messo al computer. Ho visto la luce accesa all'una da sotto la porta. Così ho bussato e gli ho detto: "Jamie, ora dormi tesoro, devi andare a scuola, domani". E la luce si è spenta, ma lui non mi ha mai risposto.
Eddie: Noi non potevamo evitarlo. I ragazzini sono così al giorno d'oggi, non pensi? Non puoi mai sapere cosa fanno in camera, tesoro. Magari guardano un porno o chissà che altro, capisci? Come quel tipo che è apparso sul mio telefono. Diceva come trattare le donne, che gli uomini devono essere uomini e altre cazzate. Io stavo solo... cercavo solo qualcosa per la palestra, vero? Non puoi controllarli tutto il tempo, non lo possiamo fare.
Manda: Lui ha un carattere tremendo, ma tu non sei da meno.
Eddie: Non dire così. Non ha ripreso da me, vero? Ha ripreso da me?
Manda: No. Ma a volte penso che lo avremmo dovuto fermare. Accorgercene e fermarlo.
- Eddie: Non ci possiamo assumere la colpa.
Manda: Ma l'abbiamo messo noi al mondo, dico bene?
Eddie: Quando avevo la sua età, cazzo, mio padre mi picchiava sempre. Certi giorni, beh, prendeva la cintura e, cazzo, mi colpiva di brutto e mi colpiva. E io mi sono ripromesso che quando avrei avuto dei figli, non l'avrei mai fatto. Non volevo fare una cosa del genere ai miei. E non l'ho fatto, giusto? Volevo essere un padre migliore. Ma eccomi qui. Non sono migliore.
Manda: Ci hai provato, però. E anche io.
Eddie: Sì, ci ho provato. L'ho soffocato col calcio, vero? Pensavo che l'avrebbe temprato. Ma era un disastro completo e l'hanno voluto mettere in porta. E io me ne stavo là a bordo campo, mentre gli altri padri lo prendevano in giro. Sentivo che lui mi guardava in quel momento, ma io non riuscivo a guardarlo, Manda. Io non riuscivo a guardare mio figlio.
Manda: Tu eri un idolo per lui.
Eddie: E poi l'ho portato a fare boxe. Credevo che lì avrebbe fatto la differenza, ma è durato dieci minuti.
Manda: Sì, lo so.
Eddie: Disegnava sempre al piano di sotto, ricordi?
Manda: Già.
Eddie: Si sedeva al tavolo, il tavolo della cucina, faceva dei disegni. Era bravo, vero?
Manda: Sì, gli piaceva tanto.
Eddie: Era bravissimo. Gli piaceva e stava lì per ore. Poi ha smesso di farlo. Voleva un computer e gli abbiamo preso un computer, la scrivania, tutte quelle cose. L'armamentario, la tastiera, le cuffie. E poi giocavamo a calcio insieme. Giocavamo insieme, te lo ricordi?
Manda: Sì, sì.
Eddie: Poi la mia attività è decollata, quindi dovevo uscire alle sei e non tornavo prima delle otto.
Manda: Io tornavo prima e non sono stata molto più brava.
Eddie: Tu eri una brava mamma. Sei ancora una brava mamma. Il problema è che ho perso un po' di vista mio figlio. Ma lui era in camera sua, vero? Pensavamo che fosse al sicuro, no?
Manda: Sì.
Eddie: Non era quello che pensavamo? Che male poteva fare lì dentro? Credevamo di fare la cosa giusta.
Manda: Ero una brava mamma.
Eddie: Sì, certo.
Manda: E lo sono ancora. E tu sei un bravo papà, un papà fantastico. Ma l'abbiamo messo noi al mondo.
- Manda: Credo che non sia sbagliato se ora ammettessimo che avremmo dovuto fare qualcosa. Credo che non sia così strano pensare questo.
Eddie: Sai, ho ancora davanti quel bambino, un bambino imbranato che si divertiva al parco giochi, che al piano di sotto faceva disegni di mostri e che mangiava il gelato.
Manda: E si sporcava tutta la faccia, non è vero? Si sporcava tutta la faccia, quella sua faccina...
Eddie: Sembra come se fosse ieri.
Manda: Lo era... Lo era.
Eddie: Non faceva che dirmelo in continuazione. Mi diceva: "Non sono stato io. Papà, non sono stato io". E io gli ho creduto. Ma poi ho visto quel filmato... Che ha fatto?
- Mi dispiace, ragazzo. Avrei dovuto fare di meglio. (Eddie)
Citazioni su Adolescence
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- A casa stiamo guardando Adolescence con i ragazzi, io ho un figlio di 16 anni e una figlia di 14 anni. È davvero bella. Tutta questa violenza che viene perpetrata da ragazzi influenzati da ciò che vedono online è ripugnante, è un problema reale, e noi dobbiamo contrastarlo. Stiamo mettendo su dei team di specialisti che possano gestire i casi di stupro e molestie sessuali in modo professionale, in ogni corpo delle forze dell'ordine, risponderanno alle chiamate al 999. Ma questo è anche un problema culturale. (Keir Starmer)
- Adolescence è una serie che sta dentro la modernità, ma verrebbe da dire che è bastato enunciare i guasti prodotti, vedi l'incrocio tra bullismo tradizionale e cyber, dallo sprofondo social nelle relazioni umane, fin da bambini e imparando quindi solo quel modo. (Antonio Dipollina)
- Di solito, il piano sequenza viene considerato un virtuosismo all'interno di un tessuto narrativo che può valersi della funzione fondamentale del montaggio. In «Adolescence», il racconto non può che essere subordinato alla tensione tra quello che è in campo e quello che rimane fuori campo, secondo le più classiche regole teatrali: fatalmente, qui la tecnica appiattisce la storia.
Possiamo immaginare quante volte le scene siano state ripetute per ottenere questo effetto di continuità con il risultato che ci troviamo di fronte a una recitazione ridondante, molto più teatrale che televisiva. È come se gli attori si smaterializzassero per diventare idee (didascaliche) e le vicende allegorie: tanto affascinanti quanto spettrali. E, in ogni caso, è anti-televisione. (Aldo Grasso) - La serie ha avuto un grande successo e ha riacceso il dibattito pubblico sui giovani maschi e la misoginia online. Ma il dramma in sé e l'omicidio che descrive non sono l'elemento più sconvolgente di questa storia. Ciò che è sconvolgente è che qualcuno sia sconvolto. Dopotutto non c'è niente di lontanamente fantasioso nella trama. Uomini e ragazzi hanno commesso atti di terrorismo misogino anche prima di essere ipnotizzati da delle sette online. (Laurie Penny)
- Netflix l'ha fatto ancora. Mentre ci si danna l'anima per tenere su le mega-produzioni con contorni festaioli, dal nulla sbuca una miniserie (guarda caso inglese, i fuoriclasse al mondo in queste cose) che fa saltare ogni schema e arriva in cima alla classifica in un tripudio di ammirazione collettiva. (Antonio Dipollina)
- [«L'ha vista?»] No, e non intendo farlo. [«Per quale ragione?»] Non intendo ingrassare alcuna piattaforma digitale che, peraltro, in linea generale ritengo responsabili del degrado sociale cui stiamo assistendo. [«La serie però sta riscuotendo un gran successo di pubblico, e di critica.»] Perché sono tutti anestetizzati, anche gli intellettuali e non si rendono conto che, il solo fatto di ritrovarci una società dove un tredicenne ammazza una compagna, dovrebbe far inorridire. Siamo di fronte a una società brutale, dove nessuno parla più di futuro. (Paolo Crepet)
- Questa serie è una torcia che brilla intensamente perché si basa su temi e sfide contro cui molte persone e molti genitori non sanno come reagire [...], ma non c'è la bacchetta magica per risolvere questi problemi. Per questo abbiamo invitato qui a Downing Street persone che se ne intendono, perché se ne occupano quotidianamente. Ed è bene che quanti più ragazzi la vedano a scuola per combattere gli effetti devastanti della misoginia in classe, i pericoli della radicalizzazione online e quanto provano questi giovani che si ritrovano da soli con essa, isolati nelle loro stanze. (Keir Starmer)
- Sto dicendo a tutti i miei amici che hanno figli adolescenti, ma anche a amici insegnanti, che non devono guardare "Adolescence" insieme ai figli. Idem gli insegnanti nelle scuole. Questo capolavoro sorprendente va visto dagli adulti da soli, poi dai ragazzi da soli, e soltanto dopo discusso insieme. (Francesco Merlo)
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- [«Come è nato questo progetto?»] In modo molto banale, come capita spesso. Ho incontrato un produttore della Plan B [la società di cui è socio anche Brad Pitt] che mi ha chiesto di pensare a una serie da fare con Stephen Graham con cui avevo già realizzato il film Boiling Point – Il disastro è servito. Al produttore non importava tanto il tema, importava il come. Cioè voleva che fosse, come Boiling Point, tutto girato in piano sequenza, senza stacchi. Ne ho parlato subito con Stephen. Eravamo in macchina, stavamo andando da qualche parte per promuovere il film e ci siamo messi a parlare di questi fatti di cronaca che ci avevano molto colpito. Abbiamo coinvolto Jack, che si è messo a studiare, finendo dritto nel tunnel di questi siti, account, forum in gran parte clandestini, di maschi per maschi, che propagandano la misoginia fino a teorizzare la violenza contro le donne.
- Pensavamo, all'inizio, che il lavoro fosse buono perché ci avevamo messo l'anima, ma io contavo che avrebbe funzionato, al massimo, nel Regno Unito, dove c'erano stati alcuni casi molto seguiti dall'opinione pubblica di ragazzini che avevano accoltellato delle coetanee. Storie accadute in luoghi e contesti diversissimi, da Nord a Sud del Paese.
- Quando succedono queste tragedie si tende a dare sempre la colpa alle famiglie. I primi indiziati sono madri e padri. Abbiamo discusso molto con Jack e Stephen di questo e ci siamo trovati d'accordo sul fatto che volevamo che la famiglia alle spalle dell'autore del delitto fosse una famiglia normale, non disfunzionale. Non volevamo mostrare una madre depressa o un padre alcolizzato ma una famiglia di lavoratori, serena e senza smagliature. Ma proprio per questo facciamo capire che può succedere a chiunque, che siamo tutti fragili. L'unico mezzo che abbiamo a disposizione per affrontare quello che ci circonda è tenere sempre aperta la comunicazione tra genitori e figli. Lo scopo della nostra serie è invitare al dialogo.
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- Un colpo allo stomaco, una vera frustata dallo schermo. C'è chi non è riuscito a vedere la terza puntata come avesse di fronte il più terribile degli horror. Ma in Adolescence, la miniserie tv (4 episodi) vista da 25 milioni di persone in tutto i mondo mettendola al primo posto nella categoria in ogni classifica di Netflix non c'è manco un a goccia di sangue ripresa. C'è sbattuta in faccia la forza spaventosa e brutale del male che alberga in ogni uomo, anche nel più insospettabile.
- C'è il male nell'uomo, e quando esplode così imprevisto e imprevedibile dove mai avresti pensato potesse albergare, sbatti il muso contro il reale. È quello che hanno fatto tutti i telespettatori di Adolescence. La forza della serie è proprio questa. Se ne vorrebbe fuggire lontano, spegnere la tv, gridare che non è possibile.
- Ogni puntata è stata registrata in continuo, senza successivo montaggio. Chi aveva in mano le steadycam più che un operatore si è rivelato un atleta e perfino un acrobata. Perché da un primo piano era in grado di allargare la scena, correre dietro un ragazzo che scappava, agganciare la camera al volo a un drone che si alzava in cielo a fare vedere il parcheggio dove è stato consumato il delitto, abbassandosi poi sui mazzi di fiori portati da mano pietosi e ritornare su uno degli attori lì vicino. Nessun montaggio, ma siccome gli errori tecnici e anche i vuoti di memoria degli attori ci sono, ogni volta che si sbagliava si ricominciava tutto da capo.
- L'attore chiave delle quattro puntate è papà Eddie, impersonato da Stephen Graham, ruoli minori in una cinquantina di film (fra cui la saga di Pirati dei Caraibi) e di una trentina di serie tv (fra cui Peaky Blinders), e qui dopo lunga carriera alla sua prima vera esperienza da co-protagonista. È il suo volto con le rughe sulla fronte, gli occhi che si fanno piccoli nel dolore, le mani grosse da lavoratore su cui poggia gran parte della sceneggiatura. È il fiume in piena che scorrerebbe in chiunque di noi sia padre. L'incredulità, la fiducia nel figlio, lo smarrimento davanti alla mazzata della prova video, la resistenza così umana al fatto che quella che ha visto possa essere la realtà, il male davanti a te senza che tu l'abbia mai avvertito. E poi la resa all'evidenza, il cuore che si spacca. E poi però si allarga, abbraccia quel figlio comunque vada. Perché è così che il male si sconfigge: abbracciandolo. Che bella serie...
- A dire il vero, mi chiedo ancora come ho fatto [...]. Ho avuto due settimane per impararle, e ogni giorno me ne stavo nella mia stanza a impazzire su quel copione. C'erano così tante sottolineature che riuscivi a malapena a leggere le battute.
- Penso che la trovata geniale di Steven e Jack sia stata quella di fare di Jamie un ragazzo come tanti altri [...]. Avete presente? La sua famiglia, tutto... Questo dimostra che il potere dei social media può cambiare chiunque. Non importa di che classe sei, come appari: può succedere a chiunque. Jamie è un ragazzo normale che viene molestato sui social media, con il risultato di andare fuori di testa. Commette questo atto orrendo che cambia la sua vita, quella della sua famiglia e di tutti coloro che lo circondano, per sempre.
- Quando il regista mi ha detto del piano sequenza, ho pensato che parlasse solo di un episodio, non di tutti e quattro. E ho pensato subito che non ce l'avrei mai fatta. Ma ho avuto il sostegno di tutti e alla fine ci sono riuscito.
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- Eravamo sul set di A Thousand Blows con Stephen Graham e gli ho chiesto, per curiosità a cosa stesse lavorando in quel momento, così ha iniziato a parlarmi di questo progetto che stava co-scrivendo con Jack Thorne. E io adoro quell'uomo. Ho avuto la fortuna di fare uno spettacolo con lui dopo la scuola di recitazione. Quindi sapevo cosa sarebbe stato Adolescence e sapevo che sarebbe stato fatto bene e trattato con molta cura. Ho pensato: questo è il sogno di ogni attore. [Stephen] sapeva che io avrei adorato questa cosa. Ma non ho mai detto [che volevo esserci]. Un paio di mesi dopo, però, Stephen mi ha mandato un messaggio vocale in cui mi diceva: devi rispondere al telefono, voglio parlarti di una cosa. E da lì è partito tutto
- Voglio innamorarmi di ogni personaggio che interpreto, ma con lei è stato istantaneo. Ho vissuto l'intero percorso terapeutico io stessa e ho una tale ammirazione e rispetto per quella professione e per ciò che richiede. Quindi ero molto determinata a mettere davvero in evidenza l'agilità mentale necessaria a queste persone per essere bravi nel loro lavoro e anche a gestire l’esaurimento emotivo che richiede. Sono uscita da questo personaggio con ancora più stima per ciò che questi professionisti fanno.
- Penso che ciò che stavano cercando di fare era porre delle domande scomode, gettare luce, appunto, su questo argomento terrificante che [...] è rimasto sotto la superficie per diverso tempo. Il punto di partenza per qualsiasi cosa è la consapevolezza ed è ciò che questa serie sta facendo. Sta semplicemente dicendoci: ok, cerchiamo di essere coraggiosi e affrontare qualcosa che è sotto gli occhi di tutti. Ma per me, che non ho figli, ciò che ho imparato sui ragazzi e sulla difficoltà di educarli, è moltissimo. Non oso nemmeno immaginare cosa possa pensare e chiedersi davanti a questa serie chi genitore lo è davvero. Ma la più grande intuizione è che anche la mia generazione, che deve ancora aprire quel capitolo della propria vita... sta già scaldando i motori. Sta già pensando: cosa potremmo fare?
- Mi sono seduta con la mia vecchia terapista. L'ho contattata e le ho detto: "Non voglio oltrepassare nessun limite professionale, ma voglio solo sapere cosa si prova a stare nella tua testa per un giorno". Sono sempre rimasta sbalordita dall'agilità mentale di chi fa questo mestiere. Riuscire a superare una seduta, per non parlare di un'intera giornata di lavoro, seduti con un gran numero di persone, con un gran numero di problemi sul tavolo, non lo capisco proprio. Penso che gli psicologi siano dei supereroi.
- Per me è stata molto interessante anche la resa dei conti finale... Non c'era modo di tornare indietro una volta che lui aveva detto certe cose ad alta voce. Non poteva negare che lui avesse commesso un crimine orrendo. Credo che fino a quel momento ci fosse stato un briciolo di speranza a cui lei si era aggrappata. Per lei era tutto. Senza di essa, ha smesso di aver senso.
- [«Vorrei soffermarmi su un momento specifico dell'episodio che ha avuto particolare risonanza, quando Jamie si confronta con Briony verso la fine. Può parlarmi delle riprese?»]
Credo che sia stata la parte del copione che abbiamo provato di più, perché se non fosse venuta bene, non avremmo fatto bene il nostro lavoro. Sono molto grata per come la gente si è appassionata, perché ritrae davvero ciò che c'è in questo ragazzo. È questa la cosa interessante di tutta la serie: ciò che presentiamo, rispetto a ciò che è dentro di noi. E questo è il momento in cui si ribalta completamente. Inoltre, Owen è un'anima così bella e generosa che non voleva incarnarla. Gli ci è voluto molto tempo per avere il coraggio e la fiducia di andare in quel luogo dell'anima e premere davvero quei tasti per rappresentare un'altra persona. Credo che nessuno di noi voglia farlo, quindi tanto di cappello... La [ripresa] che hanno scelto è stata un vero shock, perché lui giocava molto con i tempi. Non me l'aspettavo proprio.
- Avevo un'idea per tutti e quattro questi episodi e sul loro possibile aspetto, ma in sintesi io e Jack siamo diventati Frankenstein. Io portavo i pezzetti a Jack che poi creò lo spirito, ed insieme creammo l'anima. Perché io avevo solo un'idea e dei personaggi senza volto. Fu Jack a ideare tutta quella roba sugli incel.
- Ho ricevuto un messaggio da un mio amico, che mi diceva quanto fosse importante Adolescence in India [...]. E la mia prima risposta è stata: "Aspetta... hai detto India? Ho sentito bene?". A quanto pare, sta davvero toccando un nervo scoperto lì. Ma sembra che sia successo un po' ovunque. Devi pensare che, quando abbiamo deciso di farlo, era tutto molto colloquiale. Ma è come se avessimo gettato un sasso in questo stagno e l'effetto a catena che ha prodotto è stato incredibile.
- Non mi sono prefissato di realizzare qualcosa che fosse "un successo". Volevo dare vita a uno di quei drammi sociali per il nostro momento storico. Perché oggi c'è una vera e propria crisi in corso tra i giovani uomini e dobbiamo iniziare a parlarne subito. Ci riguarda tutti. Volevo solo iniziare un discorso, una vera conversazione. Non sapevo se le persone sarebbero state pronte a parlarne. Ma penso che lo siano. E spero che questo sia solo l'inizio.
- La cosa più vicina alla perfezione televisiva degli ultimi decenni [...]. Adolescence è un'esperienza profondamente toccante e straziante.
- Non è uno spoiler dire che Jamie ha ucciso Katie: la prova ci viene fornita in anticipo e in modo incontrovertibile. La preoccupazione del dramma è il perché. Siamo condotti in un mondo adolescenziale che si vive principalmente online e che gli adulti sono, qualunque cosa possano pensare, incapaci di monitorare o comprendere correttamente.
- Il suo rifiuto di offrire risposte facili (niente genitori violenti, niente oscuri segreti di famiglia), nessuna spiegazione chiara su cosa porti un ragazzo a uccidere e altri no, sembra coraggioso e reale. Adolescence chiede chi sta e cosa stiamo insegnando ai ragazzi e come ci aspettiamo che affrontino questo mondo sempre più tossico e impossibile, quando il nostro concetto di mascolinità sembra ancora dipendere dal fatto che ragazzi e uomini lo facciano da soli. E mantiene la vittima abbastanza presente da farci pensare a quante ragazze e donne moriranno mentre cerchiamo di risolverlo.
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- Insomma, su Netflix, ieri ho visto Adolescence, che all'inizio prendi come una delle tante serie crime con al centro un adolescente (colpevole o innocente non ve lo dico, per non spoilerarvi neppure la prima puntata), ma qualcosa di strano e di ipnotico serpeggia dentro lo spettatore senza che se ne accorga, quantomeno nelle prime sequenze. Che non sono sequenze, ma ci arrivo tra poco.
- Nella tragedia, in cui qualsiasi genitore di un figlio adolescente si indentifica immediatamente (quanto conosco davvero mio figlio? Quanto mi dice tutto?) si viene risucchiati senza potersene staccare, con un senso di disagio crescente, dicevo, anche grazie alla tecnica usata dal regista Philip Ballantini: un unico piano sequenza per ognuna delle quattro puntate. Sì, avete capito bene, e è realizzato così bene che ce ne accorgiamo dopo un po', perché è come se fosssimo lì, in tempo reale, tanto che ti domandi perché complicarsi la vita girando tutto in piano sequenza per una serie, ma ti rendi conto che non è un virtuosismo, è un mezzo narrativo potentissimo usato da Ballantini per immergerti fino al collo e oltre in una sabbia mobile psicologica insieme agli attori.
- Quando arrivano i titoli di coda ti resta un senso di angoscia verso ciò che non puoi controllare dei tuoi figli, verso le tue stesse responsabilità di genitore spesso distratto, e la bravura sta anche nel rendere tutto scivoloso e terrificante e con le colpe molto sfaccettate.
- Da vedere, entrando in questo lungo, incredibile piano sequenza nel rapporto tra genitori, figli, maschi, femmine, violenza, sessismo, bullismo, cyberbullismo, senza uscirne facilmente neppure alla fine.
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- È molto interessante che negli ultimi tempi alcune serie molto belle sbuchino fuori dal passaparola, da una intenzione produttiva non per forza ambiziosa [...] e per Adolescence tutto questo vale anche di più. È una miniserie strepitosa, che racconta di un omicidio e lo fa in due modi speciali: il primo è fare quattro episodi completamente separati, come fossero film unici. [...] La seconda caratteristica è un virtuosismo tecnico estremizzato a tal punto da sparire come virtuosismo: tutti e quattro gli episodi sono girati in piano sequenza: vale a dire che la macchina da presa segue i fatti e i personaggi come se fossimo in diretta, e non c'è mai uno stacco; non c'è montaggio. È tutto in continuità.
- Il racconto, la qualità dei dialoghi, gli attori straordinari e la storia coinvolgente sono la sostanza a cui applicare queste forme che la valorizzano. E infine, la questione principale: si parla di adolescenti. Si parla dei nostri figli, si cerca di raccontare questioni che sono diffuse tra loro e che noi dobbiamo andare a cercare su Google, e diciamo: ah, ma non lo sapevo! (per esempio che esistono gli incel). Si parla dei nostri figli, ma il grande errore è cercare delle risposte per la propria vita. Certo, se uno la guarda si commuove e si preoccupa, si chiede se conosce davvero i propri figli e cosa può fare. Però c'è molto sugli adulti, più di quanto vorremmo, e c'è molto sulla differenza tra uomini e donne, come al solito; sono i ragazzini che ammazzano le ragazzine, e a nessuno importa niente della ragazza che è stata ammazzata e tutti pensano al ragazzino, al perché l'ha fatto, e intanto lei non c'è più e questo è un dato di verità [...].
- Adolescence racconta però anche una cosa agghiacciante e vera, ineludibile: il padre vede il video di quello che è successo, e semplicemente non crede a quello che vede. Ecco un racconto sintetico di cosa può essere un genitore. Ma come tutte le grandi opere, la serie si rifiuta di dare le risposte che cerchiamo. Come tutte le grandi opere, scarta di lato, e ti mette di fronte non a delle risposte, ma a delle domande nuove. Non ti risolve nulla, ti fa vedere però aspetti nuovi. E tu cercherai le tue risposte in tutti quei derivati che seguiranno.
- Quello che resta da capire è se questa serie meravigliosa parla ai genitori e ai figli, o soltanto ai genitori. Io non posso saperlo, perché ho imparato poche cose come padre, ma una l'ho imparata: mai dire al proprio figlio adolescente devi vedere una serie, ti piacerà. Peggio ancora dire: è sugli adolescenti. Perché sarà il motivo numero uno per cui non la vedrà.
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- Non è una storia fantasy, non è romantica, non è distopica (anzi, proprio di oggi si parla), non è dozzinale, non fa ridere, non ha alcuno degli elementi che in genere determinano il successo di un prodotto a largo consumo globale. Eppure è nella top ten di 71 Paesi, tutti complici di questo fattaccio di cronaca che nessuno riesce a considerare estraneo.
- Il fatto che la miniserie ideata da Jack Thorne e Stephen Graham (l'attore strepitoso che sostiene il ruolo del padre) diretta da Philip Barantini sia stata girata senza stacchi, entrando prima in casa poi a scuola poi correndo per inseguire un ragazzo, infine nei meandri di un ipermercato, infine ancora a casa, dribblando porte e finestre, quindi rifatta varie volte come a teatro, imparando il testo poco alla volta ma senza potersi permettere il lusso di sbagliare e rifare, scegliendo poi la versione migliore, significa per noi che la vediamo che la vita è proprio come il cinema, perché il tempo è quello reale.
- Non ci sono grandi spoiler, se non quelli esistenziali, si tratta di capire il perché e di indagare sui segreti usi e costumi social dei giovani, gli effetti devastanti del cyber bullismo, la così detta cultura della contrapposizione sessista (la radicalizzazione incel) che mina non solo l'intelligenza ma anche la sensibilità dei rapporti.
- Non è un manuale di sociologia giovanile, è un magnifico temporale che si vede d'un colpo e d'un soffio, che scuote tutta una famiglia, inevitabili le identificazioni, e la scuola, l'istituzione che sta al suo fianco. Una narrazione che lascia il segno, una progressione fantastica di sintomi psicologici e la prestazione di questo ragazzo, Owen Cooper, che davvero è di una verità devastante per la sua età: una serie che ci insegna come il cinema spieghi anche l'irrazionale della vita con tutti i suoi strumenti, anche momenti estremi che vorremmo considerare irreali ma purtroppo lo sono sempre meno.
- Buonanotte all'algoritmo, alla morale unica, al determinismo sociale. Adolescence non dà soluzioni, ma ti insegna che devi sempre dubitare di quel che credi di avere davanti, su uno schermo o in casa.
- C'è tanta verità in Adolescence: è questo, come nelle migliori tradizioni cinematografiche, a spaventare e attirare. Il pubblico incapace di staccarsi è quello dei genitori con figli di quell'età. Che ne sanno di quel che hanno in testa? Poi magari li ritrovano suicidi in una camera affittata in un'altra città (Perugia) dopo un lungo dialogo al pc con sadici sconosciuti e non ci credono. Allora guardano la quarta puntata, si specchiano nei genitori del ragazzino.
- Il suo successo dimostra alcune cose non scontate. Una: se gli dai qualcosa di buono il pubblico lo mangia. Due: l'algoritmo si è addormentato e mentre faceva sogni con lo stampino è venuta fuori questa creazione fuori dalle sue regole. [...] Tre (e questa è inattesa): un altro mondo, anche televisivo, è ancora possibile.
- Non fa nessuna concessione da manuale di sceneggiatura: il dialogo dura ogni volta 50 minuti, non è fiction, ma realtà in scala 1:1. Studiata e riprodotta. Non per darti la banalità del quotidiano, ma lo straordinario dell'inaccessibile. Il claim è questa frase: "È assurdo quel che ti passa per la testa da ragazzino". Lo sappiamo tutti, ma l'abbiamo rimosso. Perché l'abbiamo fatta franca, o siamo sopravvissuti, perché ci è bastato confessarlo un giorno lontano poi scampare e proseguire.
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- A seconda dei capitoli, è un poliziesco, un esame sociologico della rabbia maschile, del cyberbullismo e di un sistema scolastico britannico in crisi, un thriller psicologico e una tragedia su come, nel XXI secolo, la camera da letto di un bambino possa essere il posto più pericoloso al mondo per lui.
- In Adolescence [...] l'approccio a singola ripresa richiama raramente l'attenzione su di sé. È lì per far sì che la moltitudine di idee della serie si senta come parte della stessa storia, per quanto ogni episodio possa sembrare diverso l'uno dall'altro. Ed è lì per intrappolare gli spettatori nello stesso incubo in cui si trovano i Miller quando iniziano a contemplare l'idea che Jamie, con la sua faccia da bambino, possa aver commesso un crimine mostruoso.
- Anche con queste grandi interpretazioni, anche con la brillantezza tecnica in bella mostra, non è una serie facile da guardare. Il finale, in cui Eddie, Manda e Lisa devono fare i conti con quello che potrebbe essere il resto delle loro vite e con i modi in cui temono di aver fallito con Jamie, è a tratti quasi insopportabilmente triste. Ma per ciò che Adolescence ha da dire, e per l'eloquenza e l'audacia con cui lo dice, è anche una delle cose migliori – e una delle prime a contendersi il titolo di migliore in assoluto – che vedrete quest'anno sul piccolo schermo.
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- Sentirsi dire frasi come: "C'è una ragione per cui ti senti solo. C'è un motivo in grado di spiegare il tuo isolamento, per cui sembra che a nessuno importi di te, e perché ti senti poco desiderabile. Tutto dipende dal fatto che il mondo è costruito per gli altri", può avere una forte potenza attrattiva. Questa narrativa, amplificata da statistiche impressionanti come quella secondo cui l'80% delle donne sarebbe attratto solo dal 20% degli uomini, possiede una forza dirompente. Capisco perfettamente perché molte persone ne restino condizionate.
- Il mio ruolo per la miniserie era immedesimarmi in Jamie, entrare nei suoi panni emotivi e mentali. Posso dirti che l'episodio tre si è rivelato molto più intimo di quanto avessi previsto, toccando corde personali che non avevo intenzione di esporre. Ma era necessario: la storia lo richiedeva.
- Credo che in un altro contesto avrei potuto trovarmi nei suoi panni. Non sto dicendo che avrei commesso quel terribile crimine, assolutamente, ma avrei potuto provare la sua stessa rabbia. Avrei potuto avvertire la sua frustrazione. Ricordo che da giovanissimo la cosa più sconcertante era il modo in cui si comportavano gli altri, e in parte riuscivano a farmi sentire... estraneo. Istintivamente mi sentivo estraneo. Penso che sia così per molti ragazzi, ma io lo sentivo davvero profondamente, e penso che la stessa cosa sia per il personaggio di Jamie. Ecco perché, anche se ha fatto questa cosa orribile, bisogna cercare di capire le sue motivazioni più profonde. E questa serie è stata creata per cercare di capire.
- [«Hai preso in considerazione qualche caso specifico?»] No, l'ho evitato di proposito. Ho letto molto. Ma non volevo assolutamente prendere nessuna storia come filo conduttore per la serie, perché conosco le vicende di vita vera, so quanto costa alle persone quando si mettono sullo schermo le loro storie... Ci sono già passato, e non lo abbiamo voluto fare.
- Sono andato al telegiornale di Channel 4 e ho parlato di ciò che avevo visto, di dove ero stato e del motivo per cui stavamo raccontando questa storia, e il flusso di commenti dopo era tutto incentrato sul mio aspetto. Si parlava dei miei livelli di estrogeni e di testosterone e di chi ero come uomo.
- Un libro che ho riletto mentre scrivevo la serie è stato Cries Unheard di Gitta Sereny, una lunga conversazione tra lei e Mary Bell [che fu dichiarata colpevole dell'omicidio di due bambini nel 1968, quando aveva 11 anni], e il punto in cui Mary Bell entra in relazione con ciò che ha fatto da bambina è notevole in quel libro. Forse è possibile che Jamie finisca per fare un percorso simile al suo. Ma forse no. Forse non sarà mai in grado di comprendere appieno quanto ha fatto.
- Quello che Stephen riesce a esprimere con un solo battito di ciglia racconta più di cinquanta pagine di dialogo.
- [«Quale vorresti che fosse l'impatto nel lungo periodo di Adolescence?»] Spero che sia l'inizio di un dibattito. Spero che porti a fare emergere altre storie, a raccontare altri drammi. Spero che porti a conversazioni difficili nelle case, a discussioni in classe. E spero davvero, ma davvero, che porti a un dibattito serio a livello governativo.
- Non voglio farla facile e dare la colpa ai genitori. Voglio creare un ritratto complicato. [...] Non si può semplicemente etichettare e dire: "Oh, si tratta solo di pazzi che pensano cose pazzesche". [...] Potevo capire in molti modi che cosa attraeva Jamie verso queste idee. L'idea che c'è un motivo per cui non piaci a nessuno. C'è una ragione per cui trovi difficile parlare con le donne. C'è una ragione per cui ti senti isolato dai genitori. C'è una ragione per cui stai faticando a scuola. Se metti insieme tutte queste cose in un'argomentazione che ha senso, diventa molto, molto pericoloso.
- Due anni e mezzo fa, Stephen Graham mi ha telefonato per chiedermi se fossi interessato a scrivere uno show sui reati con arma bianca. Voleva parlare della violenza dei giovani maschi verso le donne e aveva due condizioni: voleva farlo in una serie di riprese singole e non voleva dare la colpa ai genitori.
- All'inizio non sapevamo perché Jamie, l'autore dell'attacco, lo avesse fatto. Sapevamo che non era il frutto di abusi o traumi genitoriali. Ma non riuscivamo a capire il movente. Poi una persona con cui lavoro, Mariella Johnson, ha detto: "Penso che dovresti dare un'occhiata agli 'incel'".
- Jamie non è un semplice prodotto della "manosfera". È il prodotto di genitori che non vedevano, di una scuola apatica e di un cervello che non lo ha fermato. Metti 3 000 bambini nella stessa situazione e non farebbero quello che ha fatto lui. Eppure, se passi del tempo sui forum di 4chan o Reddit, se passi del tempo sulla maggior parte delle piattaforme di social media, finisci, molto rapidamente, in qualche posto oscuro. I genitori possono provare a dare delle regole, le scuole possono impedire l'accesso ai telefoni cellulari, ma c'è ancora molto da fare. Dovrebbe esserci il sostegno del governo perché le idee espresse sono pericolose nelle mani sbagliate e i giovani cervelli non sono attrezzati per affrontarle.
- Ciò che speri quando realizzi un pezzo di realismo sociale è di creare un dibattito. Volevamo creare qualcosa che la gente volesse guardare, ovviamente, ma volevamo anche porre una domanda che facesse parlare la gente sui loro divani, nei pub, nelle scuole, forse persino in parlamento. Questa miniserie è una tragedia. La perdita di Katie è l'apice di quella tragedia, ma spero che sia giusto dire che anche Jamie è una tragedia. Non risolveremo il problema gettando questa questione nel dimenticatoio. Ciò richiede un'azione urgente. Spero che il governo sia abbastanza coraggioso da riconsiderarlo.
- [Sulla fine dell'arma del delitto] Non possiamo rispondere a quella domanda. Non lo facciamo. Avrei potuto provare a inserire quel dettaglio nel dialogo del terzo episodio, ma sarebbe sembrato non autentico e sbagliato. [...] Non risponderò a quella domanda perché se lo facessi, rovinerei tutto. Ho una risposta perché io e Stephen abbiamo delineato tutti i dettagli. Ma la questione è che non era necessario che lo facessimo e, non rispondendo alla domanda, ne abbiamo creata una che rimane in sospeso.
- Ho ricevuto tante risposte da persone che non sento da anni, che mi parlano delle discussioni che stanno facendo adesso con i figli [...]. Questo è molto gratificante.
Frasi promozionali
[modifica]- Un bambino accusato.
Tutti sono rimasti per rispondere.
- A child accused.
Everyone left to answer.[2]
Note
[modifica]- ↑ Cfr. Steve McDonald
- ↑ Da Adolescence. I ragazzi e la banalità del male, iltimone.org, 4 aprile 2025.
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