Alberto Malesani

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Alberto Malesani

Alberto Malesani (1954 – vivente), allenatore italiano.

  • Tutti quanti là così! Che fumano, che stano fermi, che fano atenti! Ma dai... basta. [...] Il problema è questo: nel calcio, no, oggigiorno, bisogna essere finti; bisogna essere fatti proprio con... di plastica... essere così, guarda! [Si mette in posizione d'attenti] Intervistami, Monica! [Rivolgendosi alla giornalista Monica Vanali] Eccolo qua! Dai, fammi una domanda! [...] L'ultimo allenatore in Europa che so' stato, che ha vinto... Dighelo, chi se ne ricorda! Nessuno lo dice! Mai uno! In due anni Monica, mai uno che l'ha detto! [...] Mai 'na voce fora dal coro! Mai una! Mai uno che dice: "Ma sì Malesani, cori cazo! Corete, alenatori!" Ma basta... vergognosi! [...] Davanti una platea gli ho detto: "Gigi [Delneri], non arabiarti! Se vinco vado sotto la curva!"[1]
  • Perché deve esserci sempre un resp... un deficiente di turno qua, che paga per tutti, cazo?
    Dodici anni, ventiquattro allenatori: e cazo, sarà mica sempre l'allenatore qua che deve pagare. Sempre l'allenatore? E i tifosi diano una mano alla squadra oggi invece di contestarla, che sono giovani, abbiamo fatto una squadra, diano una mano! Abbiano i coglioni di dare una mano alla squadra!
    Io son là ventiquattro ore al giorno, io! Ventiquattro ore al giorno sono là, io! Tutti i giorni, cazo! Non è possibile una roba del genere... vergognatevi, cazo!
    E sono arrabbiato no perché ho pareggiato... sono arrabbiato perché è uno schifo, 'sta roba qua! Io non ho mai visto una roba del genere! Ma come dove siamo, cazo? Cos'è diventato il calcio? 'Na jungla, cazo?!? No, no, no, calma... e ridono, e ridono, cosa ridete, cosa? Vi divertite a scrivere cosa, dopo? Cosa ridete, che? Cosa ridete, cazo? Cosa ridete? Cosa ridete? Abbiate il rispetto della gente!
    Con voi bisogna dire bugie e fare i ruffiani, come coi tifosi... io non lo sono, cazo!!! Okay? Io guardo tutti in faccia, tutti, dal primo all'ultimo! Perché sono serio, cazo! Vado a lavorare con serietà. No, no, parlo io adesso... è finita qua, cazo. Parole? Parole di che, cazo? Dopo quattro mesi che giochi a calcio, ssss..parole?!? Ma fatemi un piacere, dai, su! Cazo! Fatemi un piacere! È ora di finirla qua, state calmi tutti, cazo! State calmi! Non ho mai visto una roba del genere! Tutti presuntuosi, ironici, ridono: eh, eccolo, arriva il scemo di turno! Qua si fanno le cose seriamente, cazo!
    No, è meglio che... eh, vabbè, è lo stesso... va... non preoccup... [...] Bravo. Ecco, se hai capito traducilo te allor'! Lascia che, traduci te, avanti. No, no, io non ce l'ho con te. No, no, io non ce l'ho con te, eh. Ho detto "traduci te". No, no, io non ce l'ho con te, eh. Oh, io posso andar fuori. Scusami, no, no, io posso andar fuori. A me non me ne frega neanche se m'ammazzano, [mima il gesto di una pugnalata] perché la coscienza ce l'ho a posto! Cazo! Lavoro 24 ore al giorno, fatela finita, cazo! Fatela finita! E domande dal cazo, sempre! E la pubblico, e qua e là.
    E si lavora, lasciate mister Varidoia... ringraziate mister Varidoianis, ringraziatelo, cazo, 'na brava persona. E aiutatelo mister Varidoianis, cazo! No contestarlo, il pubblico. Cosa contesta che, il pubblico, cosa vuol contestare, cazo? Cosa contesta? Varidoianis? Ma se se... Dopo se se ne va vedremo dopo, cosa succede. Cazo. Cosa contestiamo, Varidoianis qua? Ma dai, su... Figa, su, basta! [l'interprete inizia a tradurre e lui parla sottovoce a un suo collaboratore] Me son roto i coioni. [...] Cosa me ne frega a me? [...] Dai... E ridono, cazo. Non vedi che ridono? [...] Parla te: spiegagli come lavoriamo. [...] Son tranquillissimo. Dì che i vegna avanti. Me faso ucider, me faso pugnalar. Vaffanculo! [...] È cattiveria questa, dai. [...] Cosa devo dire, cazo? Andiamo via? Non è un problema.[2]
  • Prima di parlare vorrei vedere il fallo dal quale è scaturito il tre pari, sennò io non parlo...prima voglio vedere [...] [Giornalista: "Secondo te è fallo? Per me no"] Ah, bene, allora adesso parlo. Ok, adesso questo non è fa...l'avete detto voi che non è fallo, vero? [Giornalista: "Per me no. Per Pietro Vierchowod?" Pietro Vierchowod: "A me non sembrava." Giornalista: "Italo Cucci?" Italo Cucci: "In una partita così mi sembra un po' fuori luogo, però ci sta che uno possa decidere e sbagliare, per carità."] No, come Italo, Italo, no... Sempre, siete sempre dalla parte giusta voi, cazo. No, allora vi dico una cosa, vi dico una cosa. Io, guarda, io son tornato ad allenare, sta...ero in campagna, adesso son tornato a allenare e arri...arrivo fino al 16 di maggio. Farò di tutto perché il Siena si salvi. Darò l'anima, di più, perché se lo meritano questi ragazzi qua. Però devo dire una cosa. Io... no, non accetto queste cose qua, noo le accetto. No...non...credo che questo sia un errore dovuto proprio a non so a, a...a non so cosa. Non c'è niente di strano sotto, non c'è niente, però è un fallo che non si può dare. No, non si può dare un fallo del genere. Assolutamente, perché ha cambiato il volto di una gara, ha cambiato il volto di un campionato di una squadretta che si allena tutti i giorni, che è la...voi sapete qunata fatica si fa. Io ho allenato le...le...non dico le grandi squadre, ma quasi, e ho allenato anche le piccole. Le piccole, purtroppo, in Italia, in Italia rispetto agli altri campionati, non son protette. Oppure, non è che non son protette... [Giornalista: "Una sorta di sudditanza psicologica vuoi dire, Alberto?"] Non lo so, io non dico niente, perché sennò dopo ufficio inc...qua non c'è ufficio inchieste né niente. Dopo vengono anche a rompere i coglioni quelli dell'ufficio inchieste, e quello non va bene. Quindi io non voglio che venga l'ufficio inchieste, dico solo: l'arbitro dev'essere attento. Non può rovinare il campionato di piccole squadre. Ma non solo noi, succede anche alle altre squadre. Possibile una roba del genere? L'Inter vince il campionato lo stesso, non c'è problema... L'Inter è la squadra più forte del campionato, oggi era in emergenza... e non aveva bisogno di 'sta cosa qua l'Inter. [Pietro Vierchowod: "Ciao, scusa, hai perfettamente ragione, perché io t'ho dato ragione che il fallo non c'era. Però bisogna vedere anche nella punizione, era molto distante e secondo me il portiere ha sbagliato nettamente, eh. Se dobbiamo guardare..."] Ma cosa c'entra. Ma allora vabbè, ok. Va bene, dai...vabbè. [Pietro Vierchowod: "Ti dico io, la punizione non 'era..."] E allora, se non c'era... se non c'era era finita la partita! Che discorsi fai, cazo? Ma... [Pietro Vierchowod: "Però, dato che te l'ha data, per prendere un gol così a me..."] Vabbè, dato anche domenica scorsa con la Fiorentina...non c'era, ce l'hanno data e abbiamo preso il gol. Ma non datecela, che così allora il risultato rimane a favore nostro! Eravamo 3 a 2 qua, eh, ragazzi. [Amedeo Goria (inviato): "Comunque, ecco, il... Sneijder ha battuto la punizione, 3-3. Poi che cosa è successo?"] Vabbè, ma vedi adesso, vedi? Io...vabbè, io ho detto quello che dovevo dire, adesso basta, vi saluto.[3]
  • Cioè, non è che sono nato ieri. Demotivato, mollo. Ma che mollo? Ma che...cosa dite? Mollo che? Ma che mollo? Ma quale mollo? Cioè, cosa vuol dire mollo, qua? Non capisco, io. Devo fare i salti in panchina? Non è nel mio carattere fare i salti in panchina. C'è qualche allenatore che fa i salti perché li ha sempre fatti. Io faccio le esultanze magari, però i salti in panchina non li ho mai fatti. Ma con questo non è che sono mollo. Mollo... se uno resiste 21 anni a questi livelli qua non credo che sia tanto mollo. Un po' di rispetto anche lì. Che mollo? Siete molli voi quando dite quelle...queste cose qua, perché vi fa comodo dire 'ste cose qua che uno è mollo. No voi tu...qualcuno, qualcuno fra virgolette. Non sono mollo. Quale mollo? Eh...ci mancherebbe, se sei mollo non fai st'attività qua. Ricordatevelo. Quest'a...è la più dura al mondo. Questa è l'attività più dura al mondo.[...]Se sei mollo non vai da nessuna parte. Ok? Mollo non lo sono. Mollo saranno gli altri. Gli fa comodo dire che sono mollo. [...] Qual è il problema? Perché uno dice mollo? Ma che mollo che? Cioè, siamo pazzi qua? Molli non sia...chi fa sto mestiere non è mollo. Assolutamente non può essere un mollo chi fa sto mestiere qua, ok? [...] Chi dice che sono mollo non ha mai detto una volta che noi... il nostro attaccante titolare era Zé Edoardo, nel progetto nostro. [...] Avete vist...avete sentito una volta che mi son lamentato, il mollo? Avete sentito il mollo che si lamenta? No! Vuol dire che non sono mollo. [...] Il mollo dice un'altra cosa. [...] Eccolo qua: questo vi dice quello che... che voi dite che è mollo. Non sono mollo, ho tanta grinta ancora, nel momento in cui mi sento mollo, io smetto, non è che...ci metto 30 secondi, ho sempre deciso in trenta secondi le mie...le mie cose, no no non sto lì tanti anni, no non mi voglio far niente, non voglio che la gente che mi...piangermi addosso eccetera su...c'ho tanta grinta, c'ho tanta voglia, e...io ci metterò l'anima per questa squadra, perché...per questa società, ci metterò l'anima fino, fino... sudore e lacrime anche per me, perché io a questo punto della mia carriera voglio far bene, finire bene, non non sono aspetti economici e non sono aspetti di nessun tipo che m'interessan, m'interessa solo far bene... Quando, specifico un'altra cosa, quando dico "mi diverto", non è che è un divertimento 'sto lavoro, mi diverto nel senso che ho una squadra di ragazzi che mi seguono, stiam facendo...stiam provando...concettualmente dei lavori particolari, eccetera, e questo è il divertimento, non è: se perdo mi diverto. Se perdo m'incazzo e non dormo per tre notti, se perdo sono in...spengo il cellulare e non voglio sentir nessuno, litigo a casa, litigo con tutti, non son mollo neanche qua. Anzi, sono più nervoso di tanti altri magari. Una sconfitta per me è un macigno nella testa, soffro tantissimo. Devo fare la mia autobiografia, vero, per farvi capire, per farla finita? Io vorrei più onestà professionale, io il calcio...io il calcio non lo maltratto, io il calcio, io al calcio gli voglio bene...voglio bene al calcio, soprattutto sono...ho spirito nazionalista: il calcio italiano, gli allenatori italiani, i giocatori, a tut...cioè, il b...io non voglio maltrattarlo con sterili polemiche, con cose da bassofondo. Guardiamo avanti invece, guardiamo avanti... poi l'allenatore, se perde, paga, non è un problema quello. [...] Io son fatto così, son coragioso, non sono mollo. [uscendo] Vi saluta il mollo! [4]
  • Beh, guarda...io... Noi due non ci conosciamo, sicuramente non ci conosciamo. Però... apro una parentesi veloce, senza polemiche e senza niente. Credo che tu non sia stato...non sei molto al corrente della mia carriera. [Voce fuori campo: "Male, alza la voce, per favore!"] Tu non sei molto al corrente della mia carriera e di quello... anche degli ultimi risultati miei. Perché... nel duemila... nel 2010, se parliamo di salvezza, si portò in salvezza il Bologna - non è... non è distante il 2010... Vedi, e allora bisogna essere precisi quando si fa una domanda. Si portò in salvezza il Bologna che... che era senza società. Subito dopo andai a Genova e in 15 partite ho fatto 21 punti e...era il punteggio migliore fatto negli ultimi anni dal Genova. Poi fui esonerato, quello... [Giornalista: "Due volte, sei stato esonerato"] Sì, però...io... io... io purtoppo...i punti parlano chiari. [Giornalista: "A Palermo, ... due settimane..."] Mi fai parlare adesso? Adesso mi devi fare parlare! Perché già partiamo male qua, partiamo malissimo. Allora, eh... a Palermo ho fatto 2 settimane, 3 punti e mi hanno esonerato. Quello non è un problema, tu devi guardare quello che ha fatto un allenatore, se parliamo delle ultime cose. Poi, non vado indietro perché non bisogna mai andare indietro, guardare avanti e sono al Sassuolo. Allora, io credo che se il Sassuolo ha deciso di dare fiducia a un allenatore come il sottoscritto, abbia la competenza... la competenza di aver capito che comunque c'è un allenatore che può dare qualcosa, un contributo importante a livello generale. Bene. Adesso, detto questo... quindi, bisogna...quando si formulano le domande bisogna stare molto atenti al curriculum delle persone. Detto questo... anche perché sono uno molto... io non è che me...non sono uno che mi sponsorizzo né che me la tiro. Io ho sempre fatto il mio percorso. Finiamo dicendo che, se un allenatore... tu vai a vedere in Italia gli allenatori... di presenze, quanti anni ho fatto io in Serie A di presenze, eccetera, beh, credo che tu debba avere un po' più di rispetto nei miei confronti. E qua... 'spetta 'n attimo! E qua ho chiuso. Però questo non è importante; è importante invece risponderti a quello che io posso dare al...al Sassuolo. Adesso veniam... No! Prima ti ho risposto...devo far chiarezza a quello che hai detto te, perché sembrava che fossi di fronte a uno che il calcio non l'ha mai visto. Invece devi avere molto più rispetto! Siccome sei giovane, devi avere molto più rispetto. Allora... no, no... per favore, mi lasci parlare, dopo ribatti. Adesso, invece... cos'è che...cos'è che mi anima qua? Mi anima, appunto, la tanta voglia di incidere, di fare bene, di lavorare... Ho capito che siamo in una società importante, anche se si chiama Sassuolo e è piccola, però dietro le spalle ha una grande società e questo lo annusi entrando qua. Ho visto cose che secondo me in questa società qua - ne ho girate tantissime io - non le ho viste da altre parti tante cose qua. Questa è una società che comunque, sono molto in linea con quello che ha detto il direttore, ha idee chiare, è attrezzata e quindi è una società che è al primo anno di...di...di Serie A, quindi si possono pagare inesperienze e cose varie... Io devo portare dentro il mio bagaglio di esperienze e dare una mano a poter raggiungere questo obiettivo qua. Ecco, questa è la mia...è la mia risposta.
    [...] Per quanto riguarda la via Emilia...sì, probabilmente c'è un destino. Devo dire una cosa io, ecco, e della quale io mi vanto sempre nella mia carriera. Io credo, ho sempre ricevuto telefonate... non per che motivo, eccetera, ma mi sono arrivate telfonate. E io son sempre andato nelle squadre che mi chiamano, non ho mai spinto per andare in una squadra o nell'altra. Se poi la via Emilia per me è terreno fertile perché mi arrivino telefonate, quello mi fa piacere. Probabilmente hanno apprezzato anche un po' il lavoro che ho fatto in cui...nel corso di questi anni, ecco.
    [...] Guarda, la mia estrazione viene dalle giovanili, io ho fatto un percorso completo, credo...quello che dovrebbe fare ogni allenatore: prima partire nelle giovanili, imparare, crescere, andare ad allenare una squadra di categoria inferiore, poi iniziare...io ho fatto tutto quel percorso lì e mi son divertito con tutti, guarda, perché poi dopo, anzi...anzi, ti dirò di più, che il campione a volte ha più sete del...del...del non campione. Ha voglia di imparare, di migliorare, ed è un esempio. Avere più giocatori importanti in una squadra è una cosa molto importante, perché l'esempio nel calcio è determinante. All'interno di un gruppo, se ci sono tanti giocatori che danno esempi positivi, la squadra sicuramente beneficia molto di questa cosa.
    [...] Si, è il mio carattere. [...] Beh. [...] No, assolutamente...no, non mi pesa perché io sono questo, non mi posso cambiare. Io non sono uno che vuole cambiare la testa al giornalista o che vuol...ognuno su di me può esprimere i propri giudizi. Poi però dopo bisogna essere attenti anche a quello che si dice, perché è giusto che uno evidenzi il mio sfogo, le mie cose, però se dopo è una cosa che strumentalizza per fini diversi, eccetera, mi può dar fastidio...quello solo mi può dar fastidio. Per il resto va bene, il calcio è gioia, è felicità... adesso son stato anche percussore anche lì, credo, in questo senso, perché quando li facevo io sembravano... passaggi di...di....di... non so, di carnevale, eccetera. Adesso li fanno tutti ste cose qua. [...] Io...io...io purtroppo ho aperto le porte anche lì, ho aperto una via anche lì. Io ho preso le parole, adesso invece vedo grandi allenatori che vanno in campo ad esultare, quindi adesso... [Giornalista: "Ogni riferimento a Conte è puramente casuale."] No, no, no, tutti quanti...ma io parlo anche non so, facciamo un nome che è anche amico mio, Mourinho. Lo fa anche lui, però ormai è sdoganata la cosa e quindi mi fa piacere di essere stato un percussore della felicità. Perchè ragazzi ricordiamoci una cosa: noi siamo sempre cupi, ma il calcio è gioia, è l'aspetto ludico che conta anche...che cosa c'è di male se uno esulta... Non credo che ci sia niente... [Giornalista: "Tu prometti che lavori 24 ore al giorno anche qua come hai promesso ad Atene?"] Ecco un'altra cosa che ci tengo...è quella, è quella che...che ci tengo di più e per cui mi arrabbio, perchè io credo di essere uno che ho dato...ha dato l'anima, ho dato il cuore al calcio. Il calcio mi ha dato tanto, ma io ho dato tanto...e purtroppo a volte quando vedo che le cose, pur danto tanto, non vanno in una certa maniera...eh, è quello...è quello che mi dà fastidio e mi anima. Io spero che questo, siccome c'ho sempre sta cosa qua, sto fuoco qua...che ne benefici il Sassuolo, che è una società che se lo meriti e che io sia capace di...di dar fuoco a tutto, capito, questo ambiente qua che magari in questo momento qua, non è... è una cosa importante perchè...il rispetto secondo me nella vita, me lo insegnava mio padre, è la cosa più importante, quindi... se uno ti attacca su cose che non son giuste, che non son vere, mi arrabbio, mi incazzo forte. [Giornalista: "Quindi domenica sei pronto a fare una corsa, anche se il Verona è..."] Io, io ho sessan... [...] Io, io ho...no... No, io adesso, beh, passano anche gli anni, sai, e poi non è sempre... Credo però che io... dire adesso, il Verona, eh, il Verona anche il direttore qua, noi siamo veronesi, è normale...noi siamo nati tifosi dell'Hellas, questo non bisogna nasconderlo. Poi avevamo la squadra base, che fra l'altro corrisponde anche con quella del mio presidente. Io ero tifoso del Milan e ero tifoso del Verona, per dire. Poi dopo so' andato a allenare al Chievo e il Chievo rimane sempre nel cuore, adesso, ci son due situazioni che comunque ti rimangono, com'è il Verona. Però il cuore finisce, quando arrivi a domenica lì non c'è cuore, lì è battaglia, e quindi bisogna cercare di vincerla.
    [...] [Giornalista: "Pensa di portare a termine un progetto magari a lungo termine?"] Lo sogno. Lo sogno perché mi manca, mi manca di far... di lasciare un po' l'impronta. Sogno, spero, lo farò con tutto il mio... con tutto quello che mi anima, di lasciare un segno, ecco. Quindi, lo spero, sarebbe bellissimo per me. [...] Perché è meglio darsi un focus, darsi un obiettivo... poi dopo, poi dopo vediamo. Io però mi riallaccio a quello che hai detto te prima... Io son stato un po' zingaro, fra virgolette, perché ho una carriera che son and...non ho mai allenato una grandissima a dire il vero, ci sono andato vicino ma le grandis...perché anche il Parma era una grande squadra ma non era l'Inter, Milan, la Juve [Giornalista: "Però erano piazze, intendo...], la Fiorentina anc...eh però, però nel mio curriculum... Però, se ti devo dire la verità, ti devo dir la verità...arrivato qua mi sembra di esser tornato ai tempi del Chievo. Però cosa c'è qua? Che respiri un'aria, pur essendo piccola... ecco la differenza, eh...c'è, c'è aria di una società mol...importante, secondo me. Ecco, queste sono le mie prime sensazioni quando mi son calato nel nero-verde.
    [...] E quando vieni fuori da una situazione di 'sto tipo qua, che comunque poi ti hanno scelto, beh, parti ancora più rinvigorito, perché vuol dire che...che tu li hai convinti e...e che è una cosa bella! Se tu invece vieni fuori da situazioni forzate, eccetera, non sta bene, capisci? Ecco, questa l'ho vissuta molto bene. Perché comunque credo che alla fine dopo, o per un motivo o per l'altro, la scelta è caduta su di me perché ero quello...quello a cui la scoietà voleva arrivare.
    [...] Esonero se tu fai... Allora, chiaro che se tu fai 2 anni di carriera, la statistica, magari fai 2 esoneri di fila, è un conto. Se tu fai 20 anni di Serie A e lavori anche all'estero qualche esonero ci sta, vai a vedere le carriere degli allenatori... Poi dopo, sai...un conto è lavorare in un posto, un conto è lavorare in un altro posto. È una cosa normale in un...in un trand, diciamo di lavoro di un allenatore. La vivo, l'ho sempre vissuta... chiaro che non fa mai piacere essere esonerati, però bisogna sempre trovare l'energia e la forza di andare avanti, di capire perché comunque sei stato esonerato, di cercare di, di, di, di...di avere quel coraggio di insistere e di migliorarti in modo che poi di far ricredere anche chi ti ha esonerato, ecco, questo ti deve sempre animare secondo me. [...] Modena, Modena fu...il mio esonero è stato perché c'è stata incompatibilità col direttore sportivo Tosi. Non è stato un esonero di quelli...e non c'era incompatibilità, io purtroppo ho un carattere di quelli, allora magari più di adesso, avevo un carattere che io non, non...non ci si deve sposare per forza nella vita, se c'è incompatibilità ci si lascia. Ecco, di Modena ho 'sto ricordo qua.
    [...] Però sono parito dalle giovanili, ho fatto un percorso, un cammino credo giusto e mi hanno scelto per allenare la prima squadra, ho fatto 2 anni di allenatore in seconda, ho imparato; poi mi hanno dato in mano la squadra, l'ho portata in Serie B, credo che se non è un'impresa come il Sassuolo, ci manca poco. Perché il Chievo, chi sa dov'è Verona, era un posto dove c'era la diga, ci passa l'Adige...ci sono 500 persone, e lì siamo andati in Serie B. In Serie B ho fatto 3 anni, tutti in miglioramento fino alla soglia della Serie A. Poi l'ho lasciato...l'ho lasciato perché sai, e lo sa anche il Sassuolo, tu quando vai, ad esempio il Sassuolo va in Serie A e cerca il giocatore di grande esperianze, eccetera, a volte ti senti dire di no. Quindi al Chievo c'era questo grande enigma. Noi eravamo in B madovevamo fare ancora con giocatori di C. Quindi sono state grandi imprese quelle lì. Perché, chi veniva al Chievo? Capisci? Chi veniva...adesso al Chievo ci va anche il grande giocatore, ma allora figurati. Quindi, abbiamo seminato insieme anche là con una grande società insieme con buon lavoro di gruppo, e siamo arrivati alla soglia della Serie A, che dopo l'ha ottenuta Del Neri dopo 2 anni. Però bisogna guardare anche il lavoro precedente, perché non è che tutto quanto è da buttare a mare, capito? Ecco, questo voglio dire.
    [...] Io quando la mattina apro gli occhi e guardo il cielo ringrazio il Signore, perché credo che bisogna anche nella vita essere... Io credo di aver fatto, di avere avuto la fortuna di fare il lavoro che mi piace e di averlo svolto in maniera professionale al massimo e sono ancora qua dopo 20 che ho questa voglia qua perché penso che sia...per me è il più bel lavoro del mondo. E mi limito a dire questo, capito? Cioè, non ho nessun rimpianto, non ho nessun rammarico. La carriera di un allenatore purtroppo, o bene o male, ha degli alti e bassi e bisogna accetarli, bisogna sempre essere lì sul pezzo, a migliorarsi, a... la voglia di, di... altrimenti quando non c'è quella voglia lì bisogna smettere. Se non c'hai quella voglia lì bisogna smettere, qualsiasi tipo di lavoro. Oppure cambiare lavoro. Io questa voglia qua ce l'ho ancora, quindi sono qua con la voglia di, di, di...di trasmettere le, le, le, le, le, le mie sensazioni e le mie motivazioni a questa società ma soprattutto ai ragazzi.[5]

Note[modifica]

  1. Dal servizio di Controcampo su Italia 1 nell'immediato post-partita del primo storico derby di Verona in Serie A, vinto 3-2 allo scadere dall'Hellas di Malesani, il 18 novembre 2001 (video su YouTube)
  2. Dalla conferenza stampa in Grecia, da tecnico del Panathinaikos, 15 dicembre 2005 (video su YouTube)
  3. Da un'intervista nell'immediato post-partita di Inter-Siena, da tecnico del Siena, terminata 4-3, 9 gennaio 2010 (video su YouTube)
  4. Dalla conferenza stampa al Genoa, 1 dicembre 2011 (video su YouTube, video su YouTube)
  5. Dalla conferenza stampa di presentazione al Sassuolo, il 30 gennaio 2014 (video su YouTube, video su YouTube, video su YouTube)

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