Aleksandr Skobov
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Aleksandr Valerievič Skobov (1957 – vivente), storico, attivista e giornalista russo.
Dichiarazione durante il processo al Tribunale militare del 1° distretto occidentale di San Pietroburgo, 21 marzo 2025; citato in memorial-italia.it, 23 marzo 2025.
- [...] pretendiamo la restituzione incondizionata all'Ucraina di tutti i territori che la comunità internazionale ha riconosciuto come suoi e che la Russia ha occupato, ivi compresa la Crimea; sissignori: Крим це Україна, la Crimea è Ucraina.
- Ammettiamo qualsiasi forma di guerra contro la tirannia di Putin all'interno della Russia, compresa la lotta armata. Siamo ovviamente e profondamente disgustati dai metodi dell’ISIS, quando a essere prese di mira sono persone innocenti, come nel caso dell'attacco al Crocus City Hall.
I propagandisti di guerra del Cremlino, invece, sono o non sono obiettivi legittimi? - Sono convinto che i guerrafondai come, per esempio, il presentatore televisivo Vladimir Solov'ëv, meritino lo stesso trattamento che si meritò a suo tempo il suo analogo hitleriano Julius Streicher, impiccato dal Tribunale di Norimberga.
- Il paragone tra i fautori della propaganda di Putin e quelli di Hitler non è per me un espediente retorico. Gran parte dei miei scritti pubblicistici è dedicata a dimostrare che il regime di Putin è un regime nazista, con il quale, per principio, non è possibile pensare a una coesistenza pacifica.
- Se le annessioni di Putin saranno legalizzate, sarà un disastro per la civiltà. Europa, sei stata tradita, svegliati e vai a combattere per il tuo mondo!
Morte agli invasori fascisti russi! Morte a Putin, nuovo Hitler, assassino e criminale! Gloria all'Ucraina! Gloria ai suoi eroi! - Fra poco mi verrà chiesto se mi dichiaro colpevole delle accuse.
No, sono io che accuso, qui dentro. E accuso Putin e la sua cricca: puzzate di cadaveri e siete voi ad avere ordito, scatenato e condotto questa guerra di aggressione. Vi accuso dei crimini di guerra commessi in Ucraina. Del terrore politico instaurato in Russia. Di avere rovinato, profanato il mio popolo.
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