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Alessandro Minelli

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Alessandro Minelli (1948 – vivente), biologo e zoologo italiano.

Insetti: breve storia di un concetto e di un termine

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  • Ἔντομον, insectum, insetto. Non c'è da stupirsi del fatto che questo termine, nel corso dei secoli, sia stato usato in accezioni differenti. Del resto, la parola di per sé accenna solo ad un carattere diagnostico, la suddivisione del corpo in "anelli" o segmenti, un carattere che forse appartiene a molti animali diversi, senza particolare affinità reciproca. (p. 51)
  • Per il momento, Insecta sono per Linneo gli animali riscoperti da una corazza rigida e con il capo provvisto di antenne. Curiosamente, la diagnosi non fa riferimento né alla suddivisione del corpo in segmenti, né alla presenza, su un numero più o meno grande di questi, di un paio di appendici articolate. Nonostante la diagnosi incompleta, tuttavia, questi "insetti" corrispondono chiaramente ai nostri Artropodi. (p. 55)
  • Nel recente passato, Insetti era sinonimo di Esapodi. Detto questo, si era consolidata la distinzione, al loro interno, fra due sottoclassi: quella degli Atterigoti e quella degli Pterigoti. Agli Atterigoti venivano attribuiti quattro ordini di Insetti (Proturi, Collemboli, Dipluri, Tisanuri), i cui rappresentanti sono tutti privi d'ali. (p. 63)

Zoologia della porpora

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  • Lo studio della porpora, sostanza colorante di origine animale, non può non coinvolgere la zoologia. Due aspetti, quanto meno, sono di pertinenza zoologica: da un lato, l'identificazione dei molluschi purpuriferi, con gli associati e controversi problemi di nomenclatura; dall'altro, la localizzazione e descrizione dell'organo (ghiandola ipobranchiale) che produce la sostanza colorante (o, meglio, un suo precursore), con gli associati interrogativi circa il significato, per i molluschi stessi, di questa ghiandola e del relativo secreto. (p. 67)
  • Per trovare una buona descrizione zoologica di un mollusco purpurifero, in ogni caso, non occorre attendere la letteratura scientifica dei nostri giorni. In questa, anzi, difficilmente potremmo ritrovare la vivacità, non disgiunta invero da precisione, con cui Fabio Colonna annotava, nell'ormai lontano 1616, i caratteri della Purpura nostras violacea – un animale in cui non è difficile riconoscere il nostro Hexaplex trunculus. (p. 68)
  • Colonna era convinto, peraltro, che questa specie non fosse l'unica, fra i molluschi, a produrre il prezioso colorante. Un preciso indizio gli veniva, in proposito, da un'osservazione compiuta nel Golfo di Napoli nel maggio del 1609. (p. 71)
  • Similmente all'atteggiamento dei primi botanici del Rinascimento, che identificano le piante di Dioscoride o di Teofrasto, proprie della flora mediterranea e del Vicino Oriente, con quelle che vivono spontanee nelle campagne dell'Europa Centrale, così accade che i naturalisti che si occupano di molluschi purpuriferi siano convinti di poter trovare i molluschi di Tiro nelle acque dei loro mari, si tratti dell'Alto Adriatico o del Golfo di Napoli, con una fauna tipica dei fondali rocciosi, ovvero, indifferentemente, di quelli sabbiosi o fangosi. Non meraviglia, quindi, che Fabio Colonna, che ha familiarità con una fauna di carattere dichiaratamente mediterraneo come quella partenopea, riesca in una identificazione in cui sembra invece fallire Olivi, che conosce quella di un bacino marginale, e relativamente povero di specie, quale è l'Alto Adriatico. (pp. 72-73)

Bibliografia

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