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Alfonso Petrucci

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Alfonso Petrucci

Alfonso Petrucci (1491 – 1517), cardinale e vescovo cattolico italiano.

Citazioni su Alfonso Petrucci

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  • Il cardinale [Alfonso], fratello minore dell'espulso Borghese, nato in Siena nel febbraio del 1492 e destinato dal padre alle dignità ecclesiastiche, ebbe una accurata educazione letteraria da un valente umanista, Severo Varini, monaco cisterciense. Bello della persona, fornito di ingegno, difettava di buon senso e di equilibrio, né era immune da quella vena di pazzia che afflisse più o meno i figli di Pandolfo, a quanto sembra per eredità materna. Nominato da Giulio II vescovo a diciannove anni e cardinale a ventuno, per motivi politici e finanziari, non ebbe mai i sentimenti del suo carattere e del suo grado. Frivolo, dissipatore, dedito alle caccie, ai cavalli, ai cani ed a simili passatempi, dissoluto e, quel che è peggio, di animo inclinato alla crudeltà. Insieme ad altri cardinali giovani fu caldo fautore della elezione di Leone X; donde insaziabili pretese di ricompense e di favori. (Alessandro Ferraioli)
  • Nel 1517, dopo quattro anni dacché Giovanni de’ Medici era salito al trono pontificio col nome di Leone X (1513-1521), fu scoperta una congiura ordita fra alcuni dei componenti il sacro collegio dei cardinali per attentare alla sua vita.
    Il Bruto di questa, come lo chiama Gregorovius, fu il giovine e prodigo cardinale Alfonso Petrucci, figlio di Pandolfo, signore di Siena. [...].
    Il card. Alfonso, benché nel conclave per l'elezione di Leone X gli avesse dato il suo voto, pure aveva concepito un odio violento contro la persona del Papa che, non essendosi più curato del voto da lui ricevuto, ed avendo dimenticato quanto il suo padre avesse fatto per il ritorno dei Medici a Firenze, aveva con una rivoluzione fatto cacciare da Siena Borghese Petrucci, suo fratello, ostile alla famiglia dei Medici per porvi a capo un suo fido, Raffaele Petrucci, vescovo di Grosseto, castellano di Castel S. Angelo e parente del cardinale Alfonso. Questi più volte aveva tentato di uccidere il Papa di propria mano, sia alla caccia che in concistoro, ma sempre gliene era mancato il coraggio. (Pietro Capparoni)

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