Alfredo Ambrosetti
Aspetto
Alfredo Ambrosetti (1931 – 2025), economista e dirigente d'azienda italiano.
Citazioni di Alfredo Ambrosetti
[modifica]- Cesare Romiti era un leader straordinario [...] una persona di leadership, di una forza fisica di resistenza al lavoro con la capacità di conseguire gli obiettivi incredibile. I miei rapporti con lui non sono mai cessati. Quando, alla fine della mia carriera, feci la biografia e la presentai nella libreria di gran lunga più importante di Milano [...] il primo ad arrivare e a sedersi fu Cesare Romiti. Nessuno si accorse ma mi scesero le lacrime perché ero orgoglioso di me stesso per aver meritato la sua attenzione anche quando la mia carriera era finita.[1]
- Desidero dire che le aziende sane non devono quotarsi in borsa. Ferrero mi confidò: non voglio che nessuno si impicci dei fatti miei.[2]
- Il forum l'ho fatto a Cernobbio perché Varese non aveva Villa d'Este [...] Ma non creda: per me è stato un dispiacere, non farlo dalle nostre parti. Il problema è che io ho un difetto: quando faccio le cose, devo farle al miglior livello possibile al mondo. E all'epoca in cui l'ho lanciato il meglio, per l'ospitalità di chi contavo di invitare, era lì.[3]
- In famiglia siamo cattolici. Ma la Chiesa dovrebbe fare del marketing. E non sono d'accordo sul pauperismo: se tutti sono poveri, dove si trovano i soldi per la beneficenza?[2]
- Io inizialmente volevo fare medicina, ma mio padre che aveva un gran senso pratico mi suggerì di fare economia. Mi sembrò una buona idea, ma davanti all'alternativa tra Cattolica e Bocconi, le due università milanesi che avevano la facoltà di economia, chiesi qual era la più vicina alla stazione Nord [la stazione di Milano Nord Cadorna]: è stato così che ho scelto di frequentare la Cattolica. Mario Monti [presidente dell'Università Bocconi dal 1994 al 2022], caro amico da sempre, ancora me lo rinfaccia.[3]
- La vera età non è anagrafica, ma è il rapporto tra ricordi, rimpianti e progetti.[2]
- Le aziende familiari sono spesso condotte bene da un imprenditore illuminato, ma in troppi casi le regole della famiglia vengono applicate anche in azienda. E sono regole opposte: la famiglia è protezione e solidarietà, l'azienda è competizione e rischio. Il "familismo" è il cancro delle imprese familiari, non permette loro di crescere. È uno dei motivi per cui in Italia facciamo fatica ad avere multinazionali.[4]
- Ogni singolo Paese ora dovrebbe dare risposte concrete e convincenti a una domanda: come posso rendermi interessante ad aziende, talenti e contribuenti, per convincerli a rimanere? È la prima cosa che chi è al governo dovrebbe chiedersi. Purtroppo non succede.[5]
- Siamo arrivati completamente impreparati alla pandemia, con il personale sanitario che non sapeva come comportarsi, e questo ha causato un grande numero di morti nella prima fase. Credo che Speranza dovrebbe rendere conto di tutto ciò. [...] Penso sia il [ministro] più inadeguato all'interno del governo Draghi.[6]
- [Sulla prima edizione del Forum di Cernobbio] Un bagno di sangue. La data ideale è inizio settembre, ma quell'anno ci sarebbero state le elezioni. Fummo costretti ad anticipare al 4 luglio: ma era l'Independence Day e non arrivarono americani. Beniamino Andreatta rimase ospite a casa mia. Ero indeciso se continuare, ma lui mi confidò: "Non ho mai imparato tanto come in questi giorni". Detto da uno che aveva un ego enorme... Tenni duro e andò sempre meglio.[2]
- [Sull'Unione Europea] Un casino. Francesco Alberoni diceva che nella globalizzazione ci sono Stati-Nazione che fanno da soli. Noi invece siamo piccoli e abbiamo bisogno di un'Unione Europea che sia tale. Ma hanno inventato la cosa più stupida: decidere all'unanimità. È la soluzione meno democratica: se uno si oppone, sei in scacco.[2]
- [Su Piero Angela] Un giorno mi permisi di chiedergli "Piero cosa ti costringe a continuare a studiare?" Lui rispose subito "la curiosità, la curiosità è paragonabile alle colline, ogni volta che si scala una collina se ne presenta un’altra senza fine".[7]
- Un percorso simile al mio è ancora possibile, però è aumentata la concorrenza. [...] Quello che non è cambiato sono le domande fondamentali che ciascuno deve porsi: chi sei? Chi vuoi diventare/essere? Entro quando? Cosa devi acquisire per diventare ciò che vuoi? Seneca diceva: "Non esiste vento a favore per chi non conosce il porto". In un'epoca di accelerazione del cambiamento, per un giovane è del tutto fisiologico che si debba ridefinire il porto più volte nella vita. È del tutto patologico, invece, non avere, in ogni momento, un porto definito.[8]
Note
[modifica]- ↑ Dal necrologio pubblicato sul Corriere della Sera il 18 agosto 2020.
- 1 2 3 4 5 Dall'intervista di Flavio Vanetti, Alfredo Ambrosetti: «Il primo Forum di Cernobbio? Disastroso, ma Andreatta mi incoraggiò. Conobbi Agnelli alla toilette. Berlusconi il più simpatico», Corriere della Sera, 20 dicembre 2023.
- 1 2 Dall'intervista di Stefania Radman, Quando il cittadino del mondo Ambrosetti raccontò a Varesenews la sua varesinità, varesenews.it, 6 settembre 2025.
- ↑ Citato in “15 MINUTI”: L’INCONTRO CON IL CAV. LAV. ALFREDO AMBROSETTI, cavalieridellavorolombardia.it, 11 febbraio 2021.
- ↑ Dall'intervista di Angelo Allegri, «La mia carriera l'hanno decisa i treni che andavano a Varese», Il Giornale, 5 giugno 2018.
- ↑ Dall'intervista di Francesco Borgonovo, Il ddl Zan è assurdo. Sarebbe meglio rinviarlo all'infinito, La Verità, 9 settembre 2021.
- ↑ Dal necrologio pubblicato sul Corriere della Sera il 15 agosto 2023.
- ↑ Citato in Alfredo Ambrosetti, unicatt.it, 2014.
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Alfredo Ambrosetti