Alfredo Trombetti

Alfredo Trombetti (1866 – 1929), linguista italiano.
Le origini della lingua basca
[modifica]Da quando, in principio del secolo passato, Severino Vater e Guglielmo di Humboldt richiamarono l'attenzione dei dotti sulla singolarissima lingua basca, lo studio di essa andò acquistando sempre maggiore interesse scientifico. Ogni linguaggio isolato e poco esteso attrae per ciò stesso la nostra attenzione, suscitando vivo desiderio di scrutarne le origini. E il Basco può considerarsi come un esempio tipico di tali linguaggi. Limitato a ristrette regioni montuose e costiere, appare come un'isola in mezzo ai flutti della latinità che non valsero a sommergerla. Ciò aumenta la nostra simpatia per il valoroso popolo degli Euskaldunak, che seppe conservare col vetusto idioma la nazionalità ereditata dagli antichi Iberi. Poiché i Baschi sono appunto i discendenti di questa forte razza che fu un tempo molto estesa, anche a nord della grande catena dei Pirenei; e la lingua basca è l'unico residuo, miracolosamente salvatosi fino ai giorni nostri, del ceppo iberico. Intorno ai Pirenei si è compiuto un ciclo storico che ha riscontro intorno al Caucaso.
Citazioni
[modifica]- Il Basco è un idioma molto arcaico e conserva la caratteristica primitiva di ripetere nella frase il nome mediante il pronome, per es. «la donna, essa lo dà a lui, il pane al mendicante»; da ciò proviene l'incorporazione obbligatoria dei pronomi soggettivi e oggettivi nel verbo, come nelle lingue americane, e da ciò anche la profonda distinzione tra la coniugazione intransitiva e la transitiva. Anche la declinazione presenta delle caratteristiche assai notevoli, come l'articolo posposto, la flessione del solo secondo termine di un gruppo, le numerose posposizioni, e soprattutto la distinzione del soggetto attivo e inattivo. (Introduzione, p. 1)
- Che il Basco sia la continuazione dell'antico Iberico è già a priori verosimile, e l'esame dei nomi propri lo confermò un secolo fa a Guglielmo di Humboldt. (Introduzione, p. 2)
- L'idea che il Basco possa essere imparentato con i linguaggi dell'Africa settentrionale, data la vicinanza e le condizioni storiche e geografiche, è così ovvia che si presentò assai per tempo alla mente degli studiosi di lingue, anzi essa fu suggerita già per la prima volta nel 1710 dal grande filosofo Leibnitz in uno scritto in cui egli tentava di scrutare le origini dei popoli potissimum ex indicio linguarum. (Introduzione, p. 6)
Bibliografia
[modifica]- Alfredo Trombetti, Le origini della lingua basca, Coop. tipografica Azzoguidi, Bologna, 1925.
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