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Andrea Marchesi (architetto)

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Formigine: porta del Collegio di Spagna

Andrea Marchesi, detto il Formigine (1480/1490 – 1559), architetto, intagliatore e scultore italiano.

Citazioni su Andrea Marchesi

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  • Andrea Marchesi da Formigine s'ingegnava nell'arte dell'architetto non sua propria. Molti falegnami passarono all'architettura specie nel '400, ma Andrea Marchesi vi trapassò a fatica, perdendo alquanto della sua gran valentia di decoratore. Essa si manifesta nel fregio della porta [del Collegio di Spagna di Bologna], degna d'un antico, ma la forza, il chiaroscuro di quei girali, vien meno. L'intagliatore non poteva conservare il suo aspetto occupando spazi che l'architetto avrebbe dovuto riservare a sé, senza riempirli d'ornamenti, senza fiorirli. La subordinazione dell'ornato veniva a mancare collegandosi, con l'ornamentista, il dominatore architetto. (Adolfo Venturi)
  • Il Formigine architetto, anche giudicandolo dai soli lavori da attribuirglisi sulla guida del Lamo[1], è dunque un eclettico[2] adottò uno stile grandioso e non freddamente classico nella chiesa di S. Bartolomeo, cercò l'effetto delle masse pittoricamente disposte nel palazzo Fantuzzi sicché questa non parrebbe quasi opera sua se l'interno non servisse di anello di congiunzione col palazzo Malvezzi Campeggi in cui il cortile é una derivazione di quello della Cancelleria di Roma; e seguì la fantasia propria, non del tutto con buon risultato, nel rivestire questo ultimo palazzo di decorazioni originali e strane. (Francesco Malaguzzi Valeri)
  • Il nome di Andrea Marchesi da Formigine nel Modenese é ricordato più spesso nelle guide di Bologna che nei documenti, cosi che non é dato sapere gran fatto della sua vita e della sua attività artistica. A lui e alla sua famiglia si attribuisce la maggior parte degli ornati in macigno e in legno che ornano porte, chiese, ancone e altari della nostra città: lavori nei quali è sempre una grandissima fantasia creatrice non disgiunta da buon gusto, talché certi intagli che passano sotto il nome di formigineschi rappresentano meglio di molti altri d'altrove il gusto decorativo della seconda Rinascenza, nel momento in cui l'arte, resasi padrona fino alla virtuosità della tecnica, si svincolò da quell'avanzo di durezza che si osserva in molte opere del primo Rinascimento nell'alta Italia e toccò il sommo della ricchezza e dell'effetto prima di precipitare nel barrocco. (Francesco Malaguzzi Valeri)
  • L'equilibrio, il ritmo voluto dall'architettura di questo tempo non è sempre sentito da Andrea da Formigine, che, nel palazzo Scarselli, a destra, fece un pilastrone scanalato non corrispondente con l'altro a sinistra. In tutto si vede che l'intagliatore ingegnoso, ora per le sue architetture s'ispira a Venezia, ora a Milano, talvolta cerca forme antiquate, tal altra si studia di fare il nuovo. Poco fondato, egli si prova a fare quanto può, contento d'ornare, di fiorire d'intagli i palazzi sorti su suo disegno. Più che l'armonia del corpo egli vede la veste adorna. (Adolfo Venturi)
  • Nella prima metà del secolo XVI [Bologna] vanta [...] un artista di bella fantasia, ricercatore di novità, ed è Andrea Marchesi detto, dal luogo di derivazione della sua famiglia, il Formigine. Capo d'una famiglia d'artisti e di una fiorente bottega, in cui s'intagliavano minutamente e leggiadramente legni e marmi, seppe raggiungere ampiezza bramantesca nel portico di S. Bartolomeo, e vivacità pittorica nei palazzi Fantuzzi e Malvezzi Campeggi. Ma possiamo dire di lui quel che dicemmo di Pirro Ligorio; la irrefrenata varietà fu tutta a scapito del suo stile e della sua fama. Non creò un tipo architettonico che poi fosse ammirato e seguito; fece diversi edifici quali li avrebbero fatti diversi architetti, e ciò giustifica le altre attribuzioni a lui del palazzo Castagnoli, di quello Amorini-Bolognini e del cortile, sino, del Palazzo Buoncompagni prima assegnato al Peruzzi, poi al Vignola! (Corrado Ricci)

Note

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  1. Pietro Lamo (m. 1578), pittore e scrittore bolognese.
  2. Nel testo: "eccletico".

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