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Angelica e il gran sultano

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Angelica e il gran sultano

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Titolo originale

Angélique et le Sultan

Lingua originale francese
Paese Francia, Germania, Italia
Anno 1968
Genere drammatico, storico, avventura
Regia Bernard Borderie
Soggetto Anne e Serge Golon
Sceneggiatura Bernard Borderie, Francis Cosne, Pascal Jardin, Louis Agotay
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Angelica e il gran sultano, film del 1968 con Michèle Mercier, regia di Bernard Borderie.

Dopo una serie di drammatiche avventure, Angelica aveva finalmente ritrovato suo marito Geoffrey di Peyrac, che, sfuggito al rogo, era diventato "il Rescator", l'uomo più temuto del Meditteraneo. Ma appena raggiunta tanta sospirata felicità, il corsaro rinnegato d'Ecrainville, che già aveva tenuto Angelica come schiava, la rapiva nuovamente, incendiando la nave di Peyrac per proteggersi la fuga. (Scritte su schermo e voce narrante)

Dialoghi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Angelica: Dove sono?
    Mezzo Morte: A casa mia, ad Algeri, la bianca.
    Angelica: Non ditemi che siete voi il mio nuovo padrone?
    Mezzo Morte: Non ne ho i mezzi, io sono solo un commerciante.
    Angelica: Potrei allora sapere a chi altri mi avete destinata?
    Mezzo Morte: Avrete l'onore di conoscere il letto del re di Meknès.
    Angelica: È chiaro che ignoriate che io sono la moglie del Rescator e che lui mi vendicherà.
    Mezzo Morte: Oh lo spero. E mi auguro che commetta questa pazzia che lo perderà. Quel folle libera gli schiavi. Se lo lasciamo fare rovinerà il commercio di tutto il Mediterraneo.
    Angelica: Anche me libererà.
    Mezzo Morte: No, madame, il Rescator non è né turco né arabo e la sua nave non ha il diritto di entrare ad Algeri.
    Angelica: Ci entrerà comunque.
    Mezzo Morte: No, madame. Tra vostro marito e il più leale dei suoi amici barbareschi esiste un muro insormontabile: quello della religione. Da domani sarete affidata a Osman Ferradji, gran maestro dell'harem del re di Meknès. Non ha rivali nell'arte di domare le femmine.
  • Osman Ferradji: Sono Osman Ferradji, gran maestro dell'harem di Sua Maestrà Mulay Ismail, re di Meknès. Voi sareste la donna amata dal grande re di Francia.
    Angelica: Chi ve lo ha detto?
    Osman Ferradji: Nessuno, ma io so tutto. Voi siete Angelica, marchesa di Plessis-Bellière. Ma prima siete stata la donna di altri due uomini che sono la stessa persona, Jeoffrey de Peyrac e il Rescator.
    Angelica: Indubbiamente siete ben informato.
    Osman Ferradji: La Francia e la sua cultura sono per me motivo di grande meraviglia. Mi faccio inviare degli strumenti musicali, dei libri, delle stoffe, delle donne. Insomma tutto ciò che può solleticare i sensi del mio signore e padrone.
    Angelica: Il quale approvverà la vostre scelte.
    Osman Ferradji: [ridendo] Che divertente piccola Firuzè.
    Angelica: Piccola cosa?
    Osman Ferradji: In arabo vuol dire francese, ma non soltanto francese, vuole anche dire incantevole deliziosa francesina.
  • Ambasciatore turco: Se vostra moglie si trova ancora in città nelle mani di Mezzo Morte, voi potrete tentare di riprendergliela. Se invece è già in viaggio per Meknès al seguito di Osman Ferradji non potrete fare più nulla. E nemmeno io anche volendolo potrei aiutarvi.
    Peyrac: Il re di Meknès vi incute tanto timore?
    Ambasciatore turco: È una questione di religione. Il re discende dal Profeta, nelle mani di Osman Ferradji vostra moglie diverrà moglie del re. Vale a dire, sacra e intoccabile. E voi non potreste contare su nessuno in questo paese.
    Peyrac: Sì, su di lei e su di me.
  • Osman Ferradji: Non essere così ostinata, lascia che ti presenti al re. Sei quella che speravo, che attendevo. Se lo vorrai, e mi darai retta, il re ti amerà senza dominarti. E tu lo renderai schiavo della tua bellezza.
    Angelica: State sognando.
    Osman Ferradji: Mai, in materia di politica. Mulay Ismail è un principe di una forza schiacciante. Vede chiaro, vede lontano. Sa agire con prontezza, solo che è un uomo insaziabile. E sempre in pericolo di cadere sotto l'influenza di un cervello fragile e meschino. Se tu l'aiuti a capire se stesso, se moderi i suoi sogni di conquista, allora egli potrà aspirare al titolo supremo di Capo dei credenti. Aiutami. Aiutami, te ne supplico.
    Angelica: Se ho capito bene, voi volete regnare tramite me.
    Osman Ferradji: Non voglio nulla per me, ma voglio tutto per lui.
    Angelica: Sono desolata, amico mio, ma non posso aiutarvi. Amo il Rescator.
    Osman Ferradji: Chissà... forse... domani.
    Angelica: No.
    Osman Ferradji: Conoscete il vecchio proverbo arabo "Non bisogna mai dire sorgente..."
    Angelica: Non berrò mai della tua acqua.
    Osman Ferradji: Lo conoscete?
    Angelica: Non è né vecchio, né un proverbio, né arabo. È di Jean de La Fontaine, poeta francese e mio amico.
    Osman Ferradji: Ah.
    Angelica: Proprio così. Voi leggete troppo e troppo svelto, finirete per confondere la Bibbia con il Corano.

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