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Annibale Pastore

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Annibale Pastore (1868 – 1956), filosofo e logico italiano.

Il solipsismo

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L'ipotesi dogmatica che fuori di noi esista una realtà esteriore indipendente da noi, e che la nostra conoscenza ne sia la rappresentazione più o meno fedele, è la più ingenua forma di filosofia nel senso amplissimo della parola. Lo stesso Kant in metafisica non oltrepassò la sfera del principio realistico (che la realtà percepita per virtù della nostra funzione conoscitiva è la parvenza in noi della realtà in sé, cioè il fenomeno del noumeno). Solo l'idealismo trascendentale giunse a considerare tutto il mondo oggettivo dell'esperienza come un prodotto del Soggetto puro o Io puro.

Citazioni

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  • Il presupposto fondamentale di tutta la conoscenza è [...], secondo il solipsismo, costituito dal solo mio io pensante, dal solo mio io personale; e il suo programma filosofico, quindi, non può e non vuole essere altro che questo: l'identificazione di tutta la realtà al mio io individuale cosciente e pensante, unica realtà. (cap. I, p. 25)

Verso un nuovo relativismo

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  • Volgarmente si crede che logica significhi sistematicità, si crede che la tesi della costituzione logica del reale si risolva nella tesi del panlogismo. Ma queste opinioni restano nei vecchi quadri statici della logica da Aristotele a Hegel, sottomettono la forma all'impero della formalità, ignorano la concretezza della relazione, la scambiano coll'astrattezza dei rapporti, suppongono che la logicità s'identifichi colla razionalità in senso stretto. (p. 2)
  • Colla logica classica, ove impera il principio tautologico, si possono dedurre solo le relazioni possibili tra n enti indipendenti e costitutivi. I termini sono tautologici (invarianti). Il metodo è sillogistico. Niente si può dire sui dati. Quello che si deduce è già tutto contenuto nelle premesse. Le relazioni del discorso sono rappresentabili coi simboli euleriani. Tra enti siffatti la logica non può considerare altri rapporti. Ne risulta che, volendo applicare una logica di tal tipo al reale, e dato che la realtà nel suo incessante muoversi e trasformarsi presenti, come presenta, altri fatti o altre combinazioni, l'espressione logico-formale diventa inadeguata. Il logico è costretto a dire che si trova di fronte a una realtà extralogica. Nasce la teoria dell' irrazionalità del reale. (p. 4)
  • I fenomenologisti, quando vogliono restare negli orizzonti intenzionali, hanno, si capisce, orrore profondo d'ogni deduzione logica: nondimeno ammettono la struttura necessaria dell'essenza eidetica[1]. Quindi se si domanda: perché, eideticamente parlando, il tetraedro regolare esiste e il decaedro regolare non esiste? la risposta dev'essere l'esplicazione di tale necessità. Hering, che ha studiato questo caso di costituzione fenomenologica come esempio di passaggio dal pensiero concettuale al pensiero intuitivo puro, avverte che non solo siamo incapaci di modellare il decaedro regolare fisicamente e neanche di imaginarlo, ma che l'essenza stessa di questa idea, essendo sinteticamente assurda, ripugna ad ogni realizzazione. (pp. 9-10)

Incipit di Patria e Lingua

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L'uso della lingua francese in Valle d'Aosta è in conflitto coll'ideale di molti italiani esclusivisti che vagheggiano l'unità della lingua italiana in tutto il suolo della patria. L'Italiano intransigente freme d'orrore dinanzi al Valdostano che chiama materna la lingua francese e non si appaga della sola lingua di Dante; per contro il Valdostano, pur dichiarandosi intimamente italiano e desideroso di imparare la lingua italiana, mantiene e difende l'idioma francese come un sacro diritto.

Note

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  1. Eidetismo: capacità di rievocare mentalmente, con precisione e nitidezza, immagini e scene viste precedentemente.

Bibliografia

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Altri progetti

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