Antonio Lubin
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Antonio Lubin (1809 – 1900), letterato e dantista italiano della Dalmazia.
Dante spiegato con Dante
[modifica]- Dante spiegato con Dante per me significa che, in ogni questione dantesca, quella soluzione è la vera, la quale si ottiene da Dante; e che quindi necessariamente cadono a fronte di essa tutte le altre, siano di chi si sia, dal più antico al più moderno degli interpreti, si chiami esso l'Ottimo o Pietro o Iacopo di Dante, della Lana, Boccaccio, Buti, Landino, Vellutello, Lombardi, Foscolo, Rossetti, Filalete, Blanc, Witte, Tommaseo, Giuliani ecc, ecc., non monta: ove sia Dante spiegato veramente con Dante, la questione è finita e la controversia cessa. (p. 6)
- La Beatrice di Dante non è tipo né genere, ma è individuo reale storico come il suo Virgilio, il suo Stazio, la sua Lucia, la sua Matelda, il suo Bernardo, che fu da lei mosso dal luogo ov'era, per terminare i desideri tutti di Dante. Essa vi è assisa Nel trono che i suoi meriti le sortiro, come i Beati tutti dell'Empireo, dove non vi ha nulla di figurato, di allegorico, ma vi è tutto sostanza e realtà. Ed essa accoglie ivi i ringraziamenti che il Poeta le porge, per averlo di servo tratto a libertate e giunge anch'essa le mani con li Beati della Celeste corte, perché la Regina del Cielo esaudisca la preghiera di Bernardo, intesa ad ottenere a Dante, che vi è ancora in prima vita, la grazia che gli si spieghi il Sommo Piacere. (pp. 11-12)
- Beatrice non è neppure faccia od apparenza di tutto ciò che è bello e vero e buono, ma è l'esemplare di bellezza, di virtù e di sapienza, ed è un ideale sì, ma un ideale realizzato per quell'innesto dell'allegorico al naturale, del divino all'umano, quanto in questo vi ha di virile (a viro virtus), non di femminile, che si fa sentire nella traduzione italiana [del Faust di Goethe] ma non però nell'Ewig-Weibliche dell'originale. E quindi Beatrice per vero non è femmina; e perciò neppure il femminile, e meno ancora l'eterno femminile del Goethe. Penso anzi che il Goethe stesso, se sentito avesse tali confronti, ne sarebbe stato scandalizzato. (p. 12)
Intorno all'epoca della Vita Nuova
[modifica]- Invitato [Dante] da un amico alle nozze di una gentildonna per servire alle donne ivi raccolte, come tra quelle vide Beatrice (e il presentimento gliel'aveva di già annunciata) tramortì, usci di sé, fu trasfigurato in modo che fatto scopo dei ragionari e delle risa di quelle donne e di Beatrice stessa, l'amico credette bene di trarlo fuori della sala. Da ciò le doglianze contro Beatrice, i rimproveri a se stesso di volerla vedere, mentre non poteva sostenerne la vista, e le ragioni a propria discolpa, e le riflessioni sul proprio stato. (p. 13)
- [...] è ben naturale che Dante da principio esitasse a lasciare, per darsi a nuovi studj, le poesie, nelle quali egli aveva riposto sua beatitudine e che lo avevano già fatto noto tra li poeti; ma è pur naturale che, gustato ch'ebbe Filosofia, questa gli abbia ispirato qualche bella Canzone. Che quindi, inebriato del piacere dei primi saggi, siasi proposto di far un corpo di poesie nello scopo di chiamare gli uomini alla Rettitudine, e che, intendendo a ciò con amore, abbia dimenticato affatto Beatrice. (p. 25)
- [...] il libro della V. N. non è una storia degli anni giovanili di Dante, come fu detto da alcuno; e quindi, sebbene presso Petrarca, Boccaccio e Dante stesso si trovino le parole vita nuova nel senso di età giovanile, di prima età; non è per questo a dirsi che queste parole nel titolo di quel libro abbiano lo stesso valore, e sieno da prendersi nella piena estensione del loro significato comune; mentre e da quelle parole, di già riportate: in una parte del libro della mia memoria si trova un rubrica, la quale dice: incipit Vita Nova; e dall'intendimento espresso di voler assemprare in esso libro quelle delle sue poesie che potessero farne conoscere la sentenzia di tutte – intendimento che gl'impedì il trattar di proposito in questo libro della morte di Beatrice – e finalmente dal contenuto stesso del libro si vede apertamente che la Vita Nuova non contiene la storia dell'adolescenza e della prima gioventù di Dante; ma soltanto la storia e il carattere della sua Musa, inspirata da amore nella sua adolescenza. (pp. 41-42)
- [...] Dante dopo la Pasqua del 1300 imprese a scrivere la Vita Nuova a fine di far conoscere le fasi che la sua Musa aveva percorso sino al 1300, e ciò a che ella intendeva: cioè per far conoscere il suo carattere poetico, di poeta lirico erotico, di poeta lirico filosofo e morale, e di poeta epico; cosi però che, mentre gli ultimi due erano soltanto indicati, il primo era perfettamente sviluppato, come quello che, essendo l'espressione della prima età dell'uomo, dell'Adolescenza, doveva essere completamente trattato in questo libro, in cui si conveniva pur indicare come una nobile natura possa essere mediante Amore preparata e condotta alla virtù. Ond'è che la Vita Nuova sarà la storia di ciò che la nobile sua natura preparò nella prima etade a perfezionamento delle susseguenti: la storia dell'intellettuale e morale perfezionamento di Dante, iniziato dall'Amore suo per Beatrice Portinari, continuato dall'Amore suo per le scienze filosofiche e teologiche; la prima delle quali avevagli dettato il canto della Rettitudine, e la seconda stava preparandolo al Canto della Restaurazione sociale [...].
Ond'è che a ragione potrà anche dirsi, che la Vita Nuova sia l'Introduzione alla Divina Commedia, e in pari tempo il Proemio al Convito; mentre senza di essa non potremmo di certo farci un'idea né dell' essere di Beatrice né della ragione delle due opere. (pp. 42-43)
Citazioni su Antonio Lubin
[modifica]- Antonio Lubin (Intorno all'Epoca della Vita Nuova, Graz, 1862) tiene un luogo insigne fra i commentatori della Vita Nuova, pe' suoi diligenti studj intorno all'epoca di essa. Con sottili argomenti egli sostiene che tanto le poesie contenute nella Vita Nuova, quanto quelle del Convito sono molto anteriori alle prose che le accompagnano, le quali per la prima furono scritte nella primavera del 1300, quando già era incominciata la Divina Commedia; pel secondo furono parte anteriori (libro 2 e 4), parte posteriori (1 e 3) a quel tempo. (Raffaello Fornaciari)
Bibliografia
[modifica]- Antonio Lubin, Dante spiegato con Dante e polemiche dantesche, Tipografia G. Balestra & C., Trieste, 1884.
- Antonio Lubin, Intorno all'epoca della Vita Nuova di Dante Alighieri, col tipi di Giuseppe A. Klenreich, Graz, 1862.
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