Argenta
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Citazioni su Argenta, comune della provincia di Ferrara.
- Argenta è stata culla di artisti. Vi ebbero i natali Antonio e Giovan Battista Aleotti e Nicolò Balestri[1]. Per questi figli suoi, i quali con amore grande rivolsero ogni loro cura ad abbellirla, serba un patrimonio artistico considerevole.
Come a Bologna, e, in genere, nelle città dell'Emilia, ad Argenta abbondano le decorazioni in cotto, ricche di varii e leggiadri motivi ornamentali; però l'incuria e la volgare insapienza han fatto sì che molti fra questi pregevoli altorilievi siano deturpati da uno spesso strato di calce. Anche nell'esempio di Bologna conta alcuni portici, tra' quali elegantissimo quello della Pretura, costrutto nello scorcio del sec. XV, e quello del Municipio.
- Come per tutte le città che sorgevano fra i Sette Mari (i quali, secondo Plinio, si estendevano per 120 miglia, da Ravenna ad Altino) anche le origini di Argenta si perdono nell'oscurità dei tempi. Si vuole fosse fondata dai Pelasgi, dagli stessi che fondarono, secondo la leggenda, Comacchio, Adria, Ravenna. Altri sostiene sorgesse dopo la disfatta e la distruzione di Spina.
Ogni opinione decampa però nel regno delle ipotesi e non ha, storicamente, sostegno serio.
Il primo ricordo che si abbia d'Argenta, risale al 108 avanti G. C. Si sa che allora era un celebre castello di tal nome situato al nord-ovest di Ravenna, in mezzo alle acque; si sa che tale castello era possente e che i Romani vi tenevano un presidio.
- Nello stesso anno [1624, dell'inaugurazione del santuario della Celletta] [...] Argenta fu sconvolta dal terremoto. Per un'intera notte le scosse violente e continue si susseguirono; onde, a detta del Bandi, in brev'ora più di 170 edifizi e la maggior parte delle torri, che si erigevano su le mura circondanti il paese, crollarono.
Il popolo terrorizzato corse tumultuando ad invocare la Madonna della Celletta ed è tradizione che, per intervento di lei, non si avessero a deplorare, in sì terribile cataclisma, se non pochissime vittime. La fama della miracolosa immagine si accrebbe, onde la Celletta fu meta di lunghe teorie di bifolchi che vi giunsero pellegrinando da lontani paesi.
Note
[modifica]- ↑ Marco Nicolò Balestri (1555-1609), scultore, pittore e architetto.