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Arturo Salucci

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Arturo Salucci (1879 – 1936), giornalista, scrittore e traduttore italiano.

Il crepuscolo del socialismo

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Per cinquant'anni Carlo Marx dominò incontrastato, col suo rictus satanico, sulla socialdemocrazia europea. La sua luce sembrò cacciare nell'ombra i precursori, i pionieri e gli eresiarchi. Anche in Francia, non ostante Saint-Simon, Fourier, Proudhon, Louis Blanc, Blanqui, Benoît Malon, e una pleiade d'altri, il marxismo irruppe vittorioso, con Lafargue e con Guesde. In Italia non ebbe avversari temibili, fuori di Bakounine, che era russo. Come la borghesia italiana (ha detto Carducci) dopo le vittorie del 70 vestì i suoi bimbi alla foggia degli ulani di Prussia, così il proletariato, compiuta bene o male la patria, abbandonò Mazzini per gettarsi in braccio al «barbaro enorme» e per vestirsi alla tedesca. Il pensatore di Treviri diceva, scherzando: – Moi, je ne suis pas marxiste. Ma, se non lo fu lui; lo furono i suoi figliuoli spirituali.

Citazioni

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  • Contro la tirannide spirituale di Carlo Marx è tempo di ribellarsi. Questo pensatore acre, pesante e cattedratico, non ha mai potuto essere compreso ed amato nella nostra patria. È troppo «tedesco». La sua testa quadrata e leonina figurò nelle oscure sale dei nostri circoli e dei sodalizi operai e democratici accanto al profilo pensoso di Giuseppe Mazzini e alla luminosa figura di Garibaldi, ma apparve sempre come una divinità lontana e misteriosa, che parlava un linguaggio inconcepibile, tutto irto di teoremi e di filosofemi, sonoro e stridente come una catena metallica di sillogismi e di sofismi cattivi. Io non ho mai potuto amarlo, neanche quando, per uno scrupolo di coscienza, mi son creduto in dovere di sprofondarmi nello studio delle sue pagine. (cap. I, p. 23)
  • Due colpe [...] rendono Carlo Marx singolarmente odioso agli occhi nostri: il suo settarismo e il suo anti-italianismo. Non tollerò rivali nel campo del pensiero e volle dominare incontrastato come un re assoluto. (cap. I, p. 24)
  • La scoperta scientifica, l'invenzione tecnica, costituiscono il fatto primitivo, fondamentale, irriducibile d'ogni mutamento sociale, e sono fenomeni intellettuali, volitivi, morali e non già, in se stessi, fenomeni economici. La scienza è la più grande – forse l'unica – forza rivoluzionaria del mondo civile. Lo spirito umano – intelligenza e sentimento – è il motore più alto e più potente nella dinamica della storia. (cap. I, p. 31)
  • I pubblicisti del socialismo han sempre trascurato di fare un diligente esame statistico e demografico della Società moderna. Il semplicismo marxista delle due classi distinte quasi come potrebbero essere i due sessi – capitalisti e operai; borghesia e proletariato – è falso nel suo significato statico (in quanto non è vero che esistano queste due sole classi, né che il proletariato costituisca l'enorme maggioranza della popolazione) e in quello dinamico (in quanto non è vero che i borghesi o capitalisti diminuiscano numericamente e che i proletari aumentino continuamente di numero). La verità è questa: la società è divisa in un gran numero di classi, sottoclassi, categorie, ceti e gruppi che non possono, nemmeno schematicamente, ridursi a due tipi. La grande maggioranza della popolazione è costituita dalle cosidette classi medie, che sono veramente il tessuto connettivo della società e insieme la maggior forza d'ogni nazione. Queste classi medie non diminuiscono, ma tendono piuttosto ad aumentare. (cap. II, p. 67)

Bibliografia

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Altri progetti

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