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Attrazione fatale

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Attrazione fatale

Immagine Fatal Attraction.png.
Titolo originale

Fatal Attraction

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1987
Genere thriller, drammatico, erotico
Regia Adrian Lyne
Soggetto James Dearden
Sceneggiatura James Dearden
Produttore Stanley R. Jaffe, Shelly Lansing
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Attrazione fatale, film statunitense del 1987 con Michael Douglas, Glenn Close e Anne Archer, regia di Adrian Lyne.

Frasi

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  • Ciao, Dan. Sei sorpreso? Ecco che cosa mi costringi a fare. Pensavi di potertela cavare facilmente, e invece non puoi, perché una parte di te sta crescendo dentro di me, è innegabile, e faresti meglio ad affrontare con coraggio la realtà, Dan, perché sai, io ti sento. Ho il tuo sapore in bocca. Io... io penso a te. Ti accarezzo. Tu capisci cosa provo, vero? Tu capisci? Ora io ti sto solo chiedendo di assumerti le tue responsabilità. Lo trovi così terribile? Be' non mi sembra, e non credo che sia chiedere troppo. Ah, c'è un'altra cosa che vorrei dirti. Se tu pensavi di entrare impunemente nella mia vita, be', ti sei sbagliato. Vuoi sapere che cosa sei, Dan? Sei un fottutissimo figlio di puttana, ecco cosa sei. Io ti odio. Scommetto perfino che non ti piacciono le donne, vero? Probabilmente ti fanno paura, lurido finocchio! (Alex, nastro registrato fatto recapitare a Dan)

Dialoghi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Beth [dopo aver incontrato con un uomo con un collare ortopedico]: Che gli è successo al collo?
    Dan: Poveretto, stava scopando con la moglie.
    Beth: Stai scherzando?
    Dan: Sto scherzando?
    Jimmy: Vedessi la moglie! L'hanno portata via in barella!
  • Dan: Dello champagne, per favore.
    Barista: Subito.
    Dan [incrocia reciprocamente lo sguardo con Alex]: No! Non le rivolgo neanche la parola. Non voglio guardarla.
    Alex: Faccio tanta paura?
    Dan: Meno male che non ero io il bersaglio di quello sguardo terribile. Salute!
    Alex: Io li detesto quelli che vogliono provarci a tutti i costi.
    Dan: Ah, Jimmy non è di quel genere, è solo un po' insicuro, come tutti. Ah, mi chiamo Danny Gallagher.
    Alex: Alex Forrest. [si danno la mano]
    Dan: Molto lieto. Come mai si trova qui stasera?
    Alex: Sono un dirigente della Robbins & Hart.
    Dan: Ah.
    Alex: E lei?
    Dan: Lavoro da Miller & Goodman, curo i vostri affari legali. Io non l'avevo mai vista nei loro uffici.
    Alex: Sono lì da un paio di settimane.
    Beth [chiama Dan da lontano]: Andiamo!
    Alex: È sua moglie?
    Dan: Sì.
    Alex: È meglio che corra.
    Dan: È stato un vero piacere.
    Alex: Arrivederci.
  • Dan: Che c'è? Eh? A che pensi?
    Alex: Mi stavo chiedendo perché tutti gli uomini interessanti sono già sposati.
    Dan: Forse è per questo che li trovi interessanti: perché non puoi averli per te.
    Alex: Da quanto sei sposato?
    Dan: Nove anni.
    Alex: Hai figli?
    Dan: M-mh. Una bambina di sei anni.
    Alex: È perfetto.
    Dan: Già. Sono fortunato.
    Alex: Allora che ci fai qui?
    Dan: Ti piace mettere in imbarazzo gli uomini, eh?
    Alex: No, voglio saperlo davvero. È stato meraviglioso con te stanotte, voglio vederti ancora. Ti fa così paura?
    Dan: No. Solo che non mi sembra una cosa possibile.
    Alex: È strano, io penso di averti già conosciuto, e vorrei sapere cosa pensi tu.
    Dan: Penso che tu sei straordinaria, ma io sono sposato. Che altro devo dirti?
    Alex: La mia solita fortuna.
  • Alex: Ma cosa fai?
    Dan: Me ne devo andare.
    Alex: Dan, mi hai detto che tua moglie torna domani.
    Dan: Sì, sì, è vero, ma ho un sacco di cose da fare. Devo andare a casa.
    Alex: No, direi proprio che non mi va.
    Dan: Che cosa?
    Alex: Un uomo non può andar via così dopo aver fatto l'amore.
    Dan: Scusa, ma che differenza fa se me ne vado adesso o domani mattina, vesto che me ne devo andare?
    Alex: No, tu adesso non te ne vai! [si aggrappa a lui e cerca di sbottonargli la camicia]
    Dan: No, avanti, ti prego, smettila!
    Alex: Non te ne vai!
    Dan: [...] Alex, basta! [Alex desiste e si rimette a letto] Che diavolo ti prende?
    Alex: Scusami.
    Dan: Cerchiamo di ragionare.
    Alex: Ah, sì, ragionare. Umpf! Vuoi dire: "Grazie, ciao. Non chiamarmi, ti chiamo io", mh?
    Dan: Oh, insomma, lo sai che siamo sposati. Non è che non te l'ho detto, no? Noi due eravamo d'accordo.
    Alex: Ma d'accordo su cosa?
    Dan: Che era una buona occasione da non perdere. Avanti, basta, siamo grandi, su!
    Alex: Che cosa vorresti dire?
    Dan: Ah... Quanto la fai difficile!
    Alex: Non è vero. Sei tu che la fai troppo facile. Non hai pensato neanche per un momento a quello che provavo io!
    Dan: No, no cazzate. Tu le conosci le regole.
    Alex: Ma quali regole?!
    Dan: Senti, Alex: tu mi piaci, e se non avessi un'altra donna forse sarebbe come vuoi tu. Ma non è così.
    Alex: Ti prego, non giustificarti, diventi così ridicolo. Giuro che se mi dicessi "vaffanculo" ti rispetterei di più.
    Dan: E bene, allora "vaffanculo".
    Alex: E tu vattene via! [lo allontana dal letto con un calcio]
    Dan [esce dalla stanza]: Me ne vado.
  • Alex: Cosa ti offro? Ho dello scotch, della vodka, e in frigorifero c'è anche un'ottima bottiglia...
    Dan: Vuoi smetterla? Basta con le cazzate! Io non lo so che cosa hai in mente, ma questa maledetta storia deve finire.
    Alex: Mi dispiace per te, Dan, ma andrà avanti finché non ti assumerai le tue responsabilità.
    Dan: Quali responsabilità?
    Alex: Quali responsabilità?! Nostro figlio!
    Dan: Alex, l'hai deciso tu! Io non c'entro per niente!
    Alex: Voglio far parte della tua vita, Dan.
    Dan: E ti sembra questo il modo, eh? Venendomi a trovare a casa mia!
    Alex: Cosa dovrei fare? Non rispondi quando ti chiamo, cambi il numero telefonico... Tu non puoi pensare di buttarmi via così.
    Dan: Non capisci. Tu... tu non vuoi capire.
    Alex: Hai dimenticato le nostre notti. Non è stato meraviglioso? Amore, perché non sei più come allora? Io... io lo so che lo vuoi anche tu, lo so, ma perché, perché hai paura?
    Dan: Ah, ma smettila, è inutile che ti agiti tanto.
    Alex: Allora picchiami. Se non vuoi scoparmi, perché non mi picchi?
    Dan: Sei molto infelice, ecco cosa sei. Una donna sola e molto infelice.
    Alex: Non ti permetto di compatirmi così, lurido bastardo!
    Dan: Alex, tu mi fai pietà. Tu sei una povera donna malata!
    Alex: Perché? Perché non mi faccio trattare come una puttana che si può sbattere un paio di volte e poi puoi buttare via nell'immondizia. Sto per diventare la madre di tuo figlio: voglio almeno un po' di rispetto.
    Dan: Vuoi un po' di rispetto? Rispetto!
    Alex: Che cosa fai? Ti prego... ti prego, Dan, non andartene! Non andartene! Lo dirò a tua moglie!
    Dan [sbatte Alex contro il muro]: Se lo dici a mia moglie, ti ammazzo
    Alex: Le telefono! Le telefono e glielo dico! [compone il numero di Dan]
    Beth [rispondendo al telefono]: Pronto? Pronto? [Alex sbatte la cornetta a terra]

Citazioni su Attrazione fatale

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  • Era il finale della sceneggiatura originaria. E lo abbiamo girato. Alex si suicidava e io credo che la sua parabola potesse concludersi solo così. Ma il pubblico delle proiezioni-test detestò il fatto che, poiché le impronte sul coltello con cui lei si uccideva, erano quelle di Michael Douglas, lui finisse in prigione. Così il finale cambiò. E così il mio personaggio divenne quello di una psicopatica. [...] Ma capisco anche la psicologia del pubblico: quel finale è più rassicurante, è molto greco, molto shakespeariano. Qualcuno arriva, distrugge l'ordine, e l'ordine viene ricomposto attraverso il sacrificio. Il pubblico, dopo la tensione, la suspense, vuole che tutto torni a posto. Ma per me è stato difficile da accettare. (Glenn Close)

Altri progetti

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