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Bartolomeo Borghesi

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Bartolomeo Borghesi, monumento a San Marino

Bartolomeo Borghesi (1781 – 1860), numismatico ed epigrafista italiano naturalizzato sammarinese.

Citazioni su Bartolomeo Borghesi

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  • Il desiderio dei viaggi non fu l'ultimo ad affacciarsi nel cuore del nostro Borghesi; e lasciata la patria, corse l'Italia tutta, visitando musei, archivi, biblioteche, raccogliendo medaglie, libri, manoscritti ed entrando in corrispondenza col fiore degli scienziati del suo tempo. Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e parecchie altre cospicue città dalla penisola lo videro più volte. Ma nel 1821 mal soffrendo il Borghesi le agitazioni politiche, né si affacendo colla sua natura placida e quieta il rumore del mondo ritirar si vedea nella Repubblica di S. Marino, tenendosi occulto alle scienze per più di venti anni, nello studio della scomposta e disperala tela dei fasti della Romana Repubblica e dell'Impero.
  • In S. Marino, e propriamente sull'alto monte Titano Bartolomeo Borghesi, vero solitario della scienza, fissò l'attenzione di tutti i dotti d’Europa, i quali fecero a gara per portargli da ogni dove materie e documenti per la continuazione dei suoi nuovi frammenti di fasti consolari capitolini illustrati, opera immensa, arricchita di monografie e di iscrizioni che gettano la più viva luce sopra molte epoche sconosciute della Storia Romana. Su quel monte, l'illustre Savignanese cominciò la sua estesissima corrispondenza coi primi numismatici della Francia, della Germania e di Europa tutta, e là ancora si vide circondato da allievi che da ogni parte convenivano a lui, e ripartivano col mandato di divulgare la scienza. Tutti gli si vantavano discepoli e tra essi l'epigrafista danese Olao Kelermann, Mommsen, Hengen, des Vergers e il Renier i quali tenevano alla lor volta cattedra in Germania e in Francia.
  • Questo rinomato ed insigne scrittore che tutti estimano a buon diritto il più grande archeologo dei tempi moderni, diede in moltissimi fogli d'Europa un'infinità di articoli di una critica impareggiabile, i quali riuniti in tanti volumi verrebbero per metà a formare il gran Corpus Universale inscriptionum latinarum che il Borghesi ebbe incarico di raccogliere e pel quale vari governi d'Europa gli diedero incoramenti, ma, a dir vero, pochissimi aiuti.

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