Basilica di Superga
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Citazioni sulla basilica di Superga di Torino.
Citazioni
[modifica]- Sull'altura di Superga, nel luogo donde Vittorio Amedeo II e il principe Eugenio di Savoia avevano considerato le posizioni nemiche che investivano Torino, prima di scendere a liberare dall'assedio la città, per compiere il voto fatto allora dal duca, nel 1717 furono gettate le fondazioni della sontuosa chiesa architettata da Filippo Juvara. E già nel 1731 l'opera era compiuta.
L'edificio, nel raccoglimento della sua pianta rotonda, è improntato al concetto che da più secoli attraeva e affaticava in soluzioni diverse, nelle sue infinite varianti, i maggiori architetti nostri: collegare ogni parte della costruzione a un centro comune, coordinarla al grandeggiare della cupola. E la forma nella quale Filippo Juvara esplicò quell'idea è degna per bellezza di stare nella mirabile serie di simili edifici che dal Quattrocento, dal Brunellesco e dal Bramante, giunge alle creazioni del Bernini e del Longhena. (Pietro Toesca)
- In questa chiesa di grande e nobile maniera v'ha in generale molto gusto in tutte le parti architettoniche, ma l'eleganza sua viene rabbellita di molto dal sito incantevole ov'essa è posta. L'elevatezza delle colline , la varietà delle vedute che ella offre, danno a questo tempio tale un aspetto di magnificenza e di grandezza che formerà sempre l'ammirazione del viaggiatore.
- Lungo e dispendioso fu il lavoro per lo innalzamento di questa basilica. Il solo trasporto dei materiali costò somme ingenti. Quando si pensi che poche e scarse sorgenti d'acqua trovansi ne' dintorni di Superga, e che a schiena di mulo dovette pressoché tutta essere condotta dalle rive del Po; che le pietre da costruzione e i marmi di cui abbonda l'edifizio dovettero venire da Frabosa e dalle cave di Busca, di Susa e di Vaud; che per il trasporto delle statue, delle colonne e d'altro fu necessario far uso di macchine, non farà stupore il conoscere avere la spesa oltrepassato i tre milioni di lire antiche.
- Signoreggia la vetta più eccelsa di questa catena una chiesa dedicata alla Vergine, che si presenta da ogni lato maestosa dominatrice della sottoposta pianura, e spicca biancheggiante sopra il fondo azzurro del bellissimo cielo subalpino.
Questa chiesa siede sulla sommità del monte denominato Superga[1], monumento, come vedremo, di vittoria e di pietà; racchiudente in sé tante insigni memorie del passato; oggetto di culto presente e simbolo di speranze avvenire.
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