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Bernardino Ramazzini

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Bernardino Ramazzini

Bernardino Ramazzini (1633 – 1714), medico, scienziato e scrittore italiano.

Le malattie degli artefici

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Varia, e molto abbondante n'è la raccolta delle infermità, che bene spesso alcuni Artefici, con estremo suo danno ricavano da quei mestieri, che n'esercitano, quasi per suo guiderdone; e ciò, a mio credere per due cagioni succede principalmente: la prima, e la principal delle quali si è la cattiva qualità della materia da essi maneggiata, la quale esalando sottili vapori, e particelle nocive alla natura umana, ne arreca mali particolari; la seconda si attribuisce a certi moti violenti, scomposti, ed incongrue configurazioni del suo corpo, per cui resta viziata la struttura naturale della macchina vitale in guisa che da ciò a poco a poco gravissime infermità ne vanno crescendo. In primo luogo dunque numereremo quei mali, che traggono la sua origine dalla cattiva qualità della materia, e fra essi quei che tormentano coloro, che cavano i metalli, e tutti gli altri Artefici, che ne' suoi artefizj adoperano minerali, come gli Orefici, Archimisti, e quei che stillano l'acqua forte.

Citazioni

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  • Io poco tempo fà ho potuto osservare un giovane indoratore, il quale dopo il decubito di due mesi se ne morì, costui poco riguardatosi dal fumante Mercurio, prima contrasse una Cachessia, dappoi la faccia gli diventò brutta, e da morto, gli occhi gonfi, respiro tardo, ottusità di memoria, pigrizia in tutto il corpo: a questo sopravvennero nella bocca ulcere fetenti, dalle quali continuamente scaturiva una marcia pessima in grande abbondanza. (p. 20)
  • Disgrazie poi molto maggiori n'incontrano quei, che lavorano di vetri colorati, per far ornamenti alle donne plebee, e per altri usi; attesoché per dar il colore al cristallo lor è necessario il borace calcinato, e l'antimonio, con una porzione di oro, e tutte queste cose pestate in polvere impalpabile bisognando mescolarle col vetro, per farne una pasta pel suo lavoro, non possono far di meno nella detta operazione (per quanto si coprino la faccia, e la rivoltino altrove) di non ricevere nella bocca quegli aliti nocivi; onde bene spesso avviene, che taluni di essi cadono in deliquio, e talora restino soffogati, oppur in progresso di tempo vengano loro delle ulcere nella bocca, nell'esofago, e nella trachea, ed alla fine non passino nel numero de' tisici seguendo l'ulcerazion de' polmoni, conforme si è chiaramente veduto coll'aprir de' cadaveri. (p. 46)
  • Alla classe de' Cuojai possono parimente rapportarsi coloro che fabbricano le corde per gl'istrumenti musicali; stante che vengono assaliti dalle medesime malattie, avendo necessità di far continua dimora ne' luoghi umidi, e di cattivo odore, maneggiando budelle d'animali, lavando, e voltando quelle; perloche cotesti lavoranti si veggono per lo piu di trista cera, cachetici, e con le gambe gonfie. (p. 107)

Bibliografia

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Altri progetti

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