Bianchi americani
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Citazioni sui bianchi americani.
- Di sicuro c'è una cosa: in America il mondo è dei bianchi! Ho cresciuto quel ragazzo [Chance] da quando si faceva ancora la piscia addosso! E che mi venga un accidente se ha mai imparato a leggere o a scrivere! Nossignore, era mezzo deficiente! Al posto del cervello aveva un pugno di fichi secchi. Una svista del Padreterno. Era cretino, come un papero. Guardatelo ora. Sissignore, non hai che da essere un bianco, in America, per avere tutto quello che vuoi! Tutte stronzate! (Oltre il giardino)
- Per la classe lavoratrice e media la situazione è davvero difficile e la disuguaglianza aumenta. Per molti, poi, l’America è cambiata sul piano sociale troppo velocemente e diventa troppo diversificata. In realtà i bianchi sono ancora la maggioranza e detengono la maggior parte del potere economico e politico, però è facile sfruttare quest’ansia per fomentare l’odio e vincere le elezioni. (Dinaw Mengestu)
- [Sull'uso dei termini "afroamericano", "asioamericano" e "nativo americano"] Quando i bianchi avranno accumulato abbastanza sensi di colpa da autodefinirsi «euroamericani», sarà venuto il momento di far piazza pulita del gergo del divisionismo nevrotico: tutti, gialli, neri, rossi e bianchi, potranno ridiventare, vivaddio, «americani» e basta. Le parole, comunque, non sono fatti, e la pura nomenclatura non cambia granché. (Robert Hughes)
- Se il linguaggio diviene, nell'aggredire, grottescamente turgido, nel difendere si fa timidamente floscio, e cerca parole che non possano recare offesa, seppure immaginaria. Non facciamo fiasco, riusciamo meno bene del previsto. Non siamo drogati, eccediamo nell'uso di sostanze stupefacenti. Non siamo paralizzati, ma affetti da tetraplegia. [...] Se questi leziosi contorsionismi inducessero la gente a trattarsi vicendevolmente con maggiore civiltà e comprensione, si potrebbe anche apprezzarli; ma in realtà non sortiscono alcun effetto. I negri, nella parlata educata dei bianchi di settant'anni fa, erano chiamati «gente di colore»; poi diventarono «neri»; ora sono «afroamericani», o di nuovo «persone di colore». Ma per milioni di americani bianchi, dal tempo di George Wallace a quello di David Duke, erano e restano niggers, e i cambiamenti di nome non hanno modificato le realtà del razzismo. (Robert Hughes)
- Se si fa un elenco dei tratti caratteristici degli americani bianchi riscontrati dagli osservatori europei, si scopre che esiste una correlazione positiva con le caratteristiche tradizionalmente attribuite agli indiani dagli americani bianchi. Non solo: se si confrontano gli aggettivi usati dagli americani per descrivere gli europei con quelli usati dagli indiani per descrivere i bianchi americani, anche qui la correlazione è piuttosto alta. (Robert M. Pirsig)
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