Bianco, rosso e Verdone

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Bianco, rosso e Verdone

Immagine Bianco, rosso e verdone (furio).JPG.
Titolo originale

Bianco, rosso e Verdone

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1981
Genere Commedia
Regia Carlo Verdone
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone
Produttore Sergio Leone
Interpreti e personaggi

Bianco, rosso e Verdone, film italiano del 1981 diretto e interpretato da Carlo Verdone.

Frasi[modifica]

  • ...che poi me so' confuso Verona co' Vicenza! (Mimmo)
  • 'Sta mano po' esse fero e po esse piuma: oggi è stata 'na piuma. (Mario Brega) [dopo aver fatto un'iniezione alla Sora Lella]
  • E allungaje 'e gambe, aristendije 'e gambe, aritiraje 'e gambe, aricoprije 'e gambe... io jee tajerei quee gambe! (Mimmo)
  • C'hanno fregato le borchie? Eh, lo fanno, lo fanno... lo fanno! (Posteggiatore) [rivolto a Pasquale]
  • Sbajano, sbajano, quello se sbaja sempre, quest'artra ha sbajato a sposasse lui, e io sbajo a venì tutti ll'anni qui da loro che me rompono i cojoni, hai capito? (La nonna di Mimmo)
  • Ma vojo annà a Roma, vojo annà a votà pe' li communisti, perché a lui ll' hanno da caccià via! (La nonna di Mimmo) [riferendosi al genero carabiniere]
  • Buenas dias! Allora: un bel pienone di benzina, un bel controllino all'olio, batteria, olio freni! Ah senta le chiedo una grandissima cortesia, quando immette la benzina stia attento a non far fuoriuscire il liquido, mi raccomando! (Furio) [dal benzinaio]
  • Non ce la faccio più! Non ce la faccio più! (Magda)
  • Ametrano, rifatti la foto che sei peggiorato! (Poliziotto alla dogana) [rivolto a Pasquale]
  • Signor Presidente, se mi permette, vorrei far presente a lei e ai signori scrutatori una cosa poco piacevole di cui forse non sono a conoscenza. Niente, è successo che, sulla parete della cabina numero uno dove poc'anzi ho votato, c'è un disegno di un'oscenità sconvolgente! Il mio dovere era quello di informarvi. Tutto qua! Arrivederci. (Furio)

Dialoghi[modifica]

  • Furio: Magda per l'amor di dio fermati!
    Magda: Ma... ma scusa Furio, ma che cosa ho fatto?
    Furio: No, non si dispongono i bagagli dentro una macchina così... eh... tesoro! Quando compi questa operazione devi sempre tener presente di dover comporre un mosaico, ogni cosa deve combaciare con l'altra, eh... deve essere come un puzzle, né più e né meno...
    Magda: Su bambini salite, venite qua...
    Furio [mentre prende le misure con i pollici alzati]: Antongiulio vai al posto di Antonluca e te Antonluca vai al posto di Antongiulio... perché c'è un leggero squilibrio... [continua a controllare poi si rivolge a Magda] Questo è già un assestamento più accettabile... eh... d'altro canto la perfezione appartiene solo a Dio, per carità!! Senti, tesoro, allora, vediamo un po': tutto quello che dovevi fare, l'hai fatto?
    Magda [sospirando]: Sì.
    Furio: Il gas, lo hai chiuso? La chiavetta, l'hai portata in posizione orizzontale?
    Magda: Sì... sì...
    Furio: Le persiane, le hai sprangate? Perfetto. La sacca dei documenti, l'hai presa? Codice fiscale, carta d'identità, partita IVA?
    Magda: Sì
    Furio: Perfetto. Thermos latte? Thermos acqua e limone? Succhi di frutta? Sandwich al burro? Sandwich al prosciutto? Sandwich allo stracchino?
    Magda: Sì.
    Furio: Perfetto. A proposito: il prosciutto, dove l'hai preso? Da Luciano o da Gino?
    Magda: ... Luciano.
    Furio: La prossima volta, scusa, prendilo da Gino. A parte il fatto che il taglio è migliore, ma poi il prosciutto di Gino c'ha tutto un altro sapore rispetto a quello di Luciano, scusa... eh? D'accordo?
    Magda [afflitta]: Sì...
    Furio: Senti, l'ultimissima cosa: il binocolo, l'hai preso?
    Magda: Ma a cosa serve il binocolo?
    Furio: Ma come "a che serve"? Scusa, c'è tutto il tratto appenninico da Bologna a Firenze che, paesaggisticamente, è una favola!
    Antonluca [sporgendosi dal finestrino]: Papà, papà... l'ho preso io!
    Furio: Bravo! Otto ad Antonluca e cinque alla mamma. Povera mamma, sto scherzando! Ci mancherebbe altro... [guarda l'orologio] Manca un minuto alle sette e trenta; quasi quasi lo impiego per richiamare l'ACI, d'accordo?
    Magda [costernata]: L'ACI?
    Furio [tornando verso casa]: L'ACI! Tu m'aspetti qua? [ad un passo dal portone, Furio si volta verso Magda] Magda, tu mi adori?
    Magda: Sì...
    Furio: E allora lo vedi che la cosa è reciproca? [frase ripetuta varie volte nel corso del film]
  • Furio [Al telefono con un operatore ACI]: Pronto, parlo col servizio percorribilità strade? Ah, buongiorno! Senta, io sono un socio ACI, numero di tessera 917655 barra UT, come Udine Torino; la disturbavo per avere qualche delucidazione, dato che mi devo recare a Roma a votare.
    Senta, ho sentito dal bollettino dei naviganti che è in arrivo un'aria depressionaria di 982 millibar – e questo, purtroppo, mi è anche confermato da un fastidiosissimo mal di testa che sopraggiunge ogni qualvolta c'è un brusco calo di pressione – d'altro canto, caro amico, questo è il prezzo che dobbiamo pagare noi meteoropatici. Senta, io le domandavo questo, secondo lei, partendo fra circa... 3 minuti e mantenendo una velocità di crociera di circa ottanta/ottantacinque chilometri orari... secondo lei faccio in tempo a lasciarmi la perturbazione alle spalle, diciamo nei pressi di Parma?
    Operatore ACI: Ma va a caghèr! [riattacca]
    Furio: Pronto, pronto? ACI, pronto? Che strano, dev'essere caduta la linea...
  • Furio: Magda, dove state andando?
    Magda: Porto i bambini al gabinetto.
    Furio: Allora io parlo al vento!
    Magda: Perché?
    Furio: Allora te lo ripeto per l'ottocentocinquantesima volta: i bar e i bagni pubblici sono i distributori automatici della salmonellosi e del tifo, d'accordo? Antonluca e Antongiulio, papà vi chiede un grandissimo favore: fra venti minuti, ventidue, ventitré al massimo, vi garantisco che giungeremo in una bella e ampia piazzuola dove potrete fare con tutta calma i vostri bisognini. Se papà vi chiede questa cortesia, glielo fate questo regalo a papà?
    Antonluca e Antongiulio: Sì, sì te lo facciamo! te lo facciamo! [davanti all'autogrill]
    Furio: Magda...
    Magda: Sì? [disperata]
    Furio: Dove ti stai dirigendo?
    Magda: Ma anch'io devo fare i bisogni nella piazzola?
    Furio: Vai, vai! Non sarò certo io a trattenerti con le catene! Vai! Se vuoi andare incontro alla salmonellosi la troverai là, con la mano tesa!
    [Magda finalmente si avvia verso il bagno]
    Furio: Magda! [ Le porge un oggetto] Almeno usa questo!
    Magda: Ma cosa l'è?
    Furio: Un copritavoletta sterilizzato, per lo meno cerchiamo di rendere la vita difficile ai bacilli, no?
    [Di nuovo Magda si incammina, visibilmente irritata]
    Furio: Ecco! Tanti auguri, e in bocca al vibrione, che te devo di'?
  • Mimmo: Scusi, che lei è di qua? Senta, che lei sappia ce sta qua una tomba con un cognome come "Soriso", "Rise", "Risata", "Come me viè da ride"?
    Uomo: Sssst! C'è poco da ridere [al cimitero]
  • Furio: Sei andata al bar di nascosto! Ma mi vuoi spiegare che necessità c'era se ci siamo portati appositamente dietro i thermos?
    Magda: Ma, Furio, io ho preso una pasticca.
    Furio: Ancora psicofarmaci? Magda, io ho l'impressione che tu ne stia abusando un po' troppo, eh! Magda, tu ti stai rovinando, eh! Magda, tu non ti vuoi bene! E questo è un elemento di grandissimo dispiacere per me, grandissimo proprio! Comunque sia, per tagliare corto, bisogna andare a cambiare Antonluca che si è fatto la pipì addosso.
    Magda: Ma come? Ma non doveva resistere fino alla piazzola?
    Furio: Ce l'avrebbe sicuramente fatta, se io non mi fossi dovuto assentare per venirti a chiedere questa famigerata carta carburante. Eh. E così quattro energumeni lo hanno sbatacchiato nella macchina sollecitandogli la vescica. Andiamo. Forza! Dai, muoviti!
  • Furio [in ospedale]: No, guardi, caro dottore, le dico subito che io non mi faccio iniettare un liquido del quale non conosco la composizione! Eh? Per carità! Eh? Ah! Ah! Ah! Ah! [urla per il dolore].No, niente. Perché una volta mi ferii con un ferro arrugginito. Volevano farmi per forza un'antitetanica, ma niente! Il risultato fu che ebbi uno shock, uno shock, uno shock terri... [si addormenta]
    Medico: Lei [si riferisce a Magda] è la moglie?
    Magda: Sì.
    Medico: Allora, guardi, dai primi esami non risulta niente di preoccupante. Gli ho messo quattro punti in fronte. Soltanto, suo marito si trova in uno stato di shock confusionale. Parla, parla, parla. Una logorrea continua, inarrestabile! Adesso gli ho fatto un'iniezione calmante.
    Magda: Ma guardi, dottore, che lui è sempre così. E' il suo stato normale! E' fatto così!
    Medico: Ah, è fatto così? Io sono stato con lui per meno di un'ora...Signora, mi scusi, non ce la faccio più!
    Magda: E lo dice a me?
    Medico: Però, francamente, non lo posso neppure dimettere. Devo fargli delle lastre. Lo devo trattenere per almeno dodici ore.
    Magda: Dottore, ma lui lo sa?
    Medico: Eh, lo sa! Lo sa! Ha fatto il diavolo a quattro quando gliel'ho detto. Prima, voleva una camera con quattro letti per voi, poi voleva fa dormì i bambini nella lettiga e poi voleva far dormire lei con una suora! Ma suo marito è un nevrotico ansiosi di quelli che...Signora, bisognerà seguirlo seriamente!
  • Nonna: Mimmo, 'o sai a chi somiglia 'sto signore? A quel soldato te...
    Mimmo [la interrompe]: ... tedesco che, nell'aprile del 1945, se presentò a casa perché doveva scappà... e allora se spogliò d' 'a divisa e tu je hai dato er vestito de nonno e bona notte ar seguito... Ma è mai possibile mo che tutti gli stranieri che vedi devono pe' forza somijà a quer sordato tedesco? Basta co' 'sto sordato tedesco!
  • Mimmo: Scusi, che ha visto una vecchia?
    Casellante: Una vecia?
    Mimmo: Sì, cioè una signora un po' anziana.
    Casellante: Ah, sì, con un ufficiale.
    Mimmo: Sì, infatti quello è mi' zio.
    Casellante: E un'altra signora.
    Mimmo: Sì, infatti quella è mi' zia, la moglie di mi' zio, la sorella di mi' madre.
    Casellante: Sì, era qui a l'ombra.
    Mimmo: E do sta, l'ombra?
    Casellante: Non lo so, due ore fa qui c'era il sole, adesso si sarà spostata!
    Mimmo: Ma chi s'è spostata? l'ombra o mi' nonna?
    Casellante: Si en spostè tute due!
    Mimmo: Insieme? [ Al casello di Verona]
  • Mimmo: Nonna... nonna [venendo verso la macchina].. m'hanno fatto un buono... che vor di'? vor di' che...?
    Nonna: Che te la piji n'der culo!
  • Mimmo [si reca in camera dopo l'incontro rovinoso con la prostituta]: A' nonna! Ho visto una cosa nera nera che me so' spaventato. Me sa quella portava la pelliccia sulle mutande.
    Nonna di Mimmo: Dormi, a nonna. Hai fatto un brutto sogno... dormi!
  • Nonna di Mimmo: C'ho un nipote grande, grosso e fregnone che scambia 'na sorca per un par de mutande! [a un soldato che presidia il seggio elettorale]
    Mimmo: A' Nonna! Pure questo je stai a racconta'?

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