Borsalino (film)
Borsalino
| Titolo originale |
Borsalino |
|---|---|
| Lingua originale | francese |
| Paese | Francia, Italia |
| Anno | 1970 |
| Genere | drammatico, noir |
| Regia | Jacques Deray |
| Soggetto | Eugène Saccomano (romanzo) |
| Sceneggiatura | Jean-Claude Carrière, Jean Cau, Jacques Deray e Claude Sautet |
| Produttore | Alain Delon |
| Interpreti e personaggi | |
|
|
| Doppiatori italiani | |
|
|
Borsalino, film francese del 1970, con Alain Delon e Jean-Paul Belmondo, regia di Jacques Deray.
Frasi
[modifica]
Citazioni in ordine temporale.
- Se non contate non andremo mai a tempo. Ma che razza di bordello è?! (il Ballerino, alle sue prostitute)
- Lo sai? Avrò avuto dieci anni quando ho marchiato carne per la prima volta. (François, a Roch)
Dialoghi
[modifica]
Citazioni in ordine temporale.
- Il Ballerino: Sei già fuori!
Roch: Due mesi di condono, per buona condotta. Ti stupisce, Ballerino?
Il Ballerino: Oh, no.
Roch: Ti dispiace?
Il Ballerino: Al contrario.
Roch: Ma che carino. Ho da farti due domande.
Il Ballerino: Di' pure.
Roch: Dov'è Lola?
Il Ballerino: Lola?
Roch: Sì, Lola.
Il Ballerino: Non lavora più qui, è già parecchio che se n'è andata.
Roch: Con chi?
Il Ballerino: E che ne so? Che cosa vuoi che me ne freghi?
Roch: Con chi?
Il Ballerino: Con un tizio.
Roch: Che tizio?
Il Ballerino: Guarda, parola mia, non l'avevo mai visto.
Roch: Dove li trovo?
Il Ballerino: Vanno spesso da Adrien, lo conosci?
Roch: Chi mi ha denunciato?
Il Ballerino: Cosa vorresti dire? Cosa vuoi dire? [Roch prende una bottiglia di un superalcolico e si mette a riempire dei bicchierini, facendoli debordare sul bancone, finché la bottiglia non si svuota] Non... non te la prenderai mica con me?!
Roch [si accende una sigaretta con un fiammifero]: Sì. [getta il fiammifero sul bancone, provocando un incendio] - Roch: Ciao, Lola.
Lola: Buongiorno.
Roch: Stai bene?
Lola: Sto bene, sì.
Roch: Hai pagato?
Lola: Sì, sì.
Roch: Metti il cappello, prendi la borsa e vieni via. [fa come le ha detto Roch]
François: Dove vai, Lola?
Lola: Io? Da nessuna parte.
François: Allora posa il cappello, la borsa e vatti a sedere. [fa come le ha detto François]
Roch: Hai sentito quello che ti ho detto?
Lola: M-mh. Eh...
Roch: Dunque... [Lola va a riprendere il cappello e la borsa]
François: Che cosa fai, Lola?
Lola: Niente, volevo...
François: Te ne vai?
Lola: Be', c'è Siffredi...
François [guarda Roch]: Uhm. [rivolto a un suo scagnozzo] Buttalo fuori. - Roch: Ma non ne hai mai abbastanza, mamma?
Mme Siffredi: No.
Roch: A furia di dipingere occhi, perderai i tuoi. - [A un ricevimento. François fa segno a Roch di guardare un capannello di invitati]
Roch: Chi è?
François: È Marello. Da due anni lui e Poli si dividono Marsiglia. Sono della vecchia scuola, ma dei veri capi. Gente "arrivata".
Roch: E che ci fa qui?
François: Boccace senza Rinaldi non è nessuno, e Rinaldi senza Marello non vale granché. - Roch: Buonasera, madame.
Mme Rinaldi: Buonasera.
Roch: Perché aspettava in macchina, questo pomeriggio?
Mme Rinaldi: Io detesto la boxe.
Roch: Mi chiamo Siffredi.
Mme Rinaldi: Roch Siffredi, lo so. Uscito ora di prigione, furto con scasso. In precedenza aveva passato due anni in una compagnia di disciplina in Tunisia. Non ha abbastanza soldi, e ne sta cercando. Io sono la moglie dell'avvocato Rinaldi, e lei si trova in casa mia. Devo conoscere la gente che invito; è il minimo che possa fare, no? - [François entra in casa Escarguel]
Mme Escarguel: Finalmente! Non l'aspettavamo più. Il suo amico, almeno, è puntuale. Mi ha perfino portato dei fiori.
François: Eh, eh! Sì ma, eh, io... ho bucato.
Mme Escarguel: Ora le presento mio marito. Il signor Capella. Mio marito.
François: Piacere. [porge la mano a M. Escarguel, che non ricambia]
Mme Escarguel: Mio marito ha avuto un incidente, qualche anno fa. Fa fatica a esprimersi e a muoversi, ma è rimasto lucidissimo, e dato che sono l'unica a capirlo bene devo occuparmi di tutto. Eh, non che sia molto divertente... [annusa l'aria] Che cattivo odore! [spruzza in giro un profumo] Come ho già spiegato al suo amico...
Roch: Sì, sì: il signor Escarguel ha due concorrenti che gli danno fastidio, i fratelli Pradel. Bisognerebbe "scoraggiarli".
François: Scoraggiamoli!
Roch: E vorrebbe che tutti i mercati di Marsiglia fossero riforniti dalla sua compagnia.
François: È chiarissimo.
Mme Escarguel: Sì, è vero. Lei spiega le cose molto meglio di me. [Roch annuisce]
François: E... per questa collaborazione?
Roch: Be', ho pensato il... [mostra una mano con le dita aperte. François lo urta e gli fa aprire anche l'altra mano] dieci per cento. [tutti ridacchiano, tranne M. Escarguel]
Mme Escarguel: Mio marito è entusiasta di voi. Avete qualche idea?
Roch: Qualche idea?
Mme Escarguel: Circa il metodo da seguire.
François: Ah, be', dobbiamo pensarci.
Mme Escarguel: Non è urgentissimo. Possiamo rivederci: gradirei avervi a colazione, uno di questi giorni. E se vi viene in mente qualcosa nelle prossime settimane... ma soprattutto deve essere... eh, insomma, deve restare...
M. Rinaldi: Riservato.
Mme Escarguel: Mio marito ci tiene molto. Che sia una cosa efficace ma...
M. Escarguel: Riservata. - Mme Escarguel: Lei crede che possa essere pericoloso per lui? [riferendosi alla gita in barca fatta da Roch con una ragazza]
François: Con le donne c'è sempre un po' di pericolo. - Roch: Ho preferito venire personalmente.
Marello: Hai fatto bene. Che cosa vuoi?
Roch: Ti sei sbagliato riguardo a Rinaldi.
Marello: Possibile.
Roch: No, è sicuro. È stato il Ballerino a farlo fuori, per aizzarci contro e così rimanere solo. Capella l'ha saputo in tempo e ha fatto quello che doveva. Tu non avevi nessun motivo di ricominciare, e questo lo sapevi.
Marello: Non ho bisogno che mi si dica ciò che devo fare; e con questo?
Roch: È un errore che si scorda difficilmente. Diventi vecchio, Marello: ci sono delle cose che ti sfuggono. ed è grave. Dovresti passare la mano.
Marello: Per dirmi questo sei venuto? Non valeva la pena di scomodarti.
Roch: Ci tenevo a dirtelo. [si alza e si avvicina alla scrivania di Marello] Sentimi bene: io so quello che rischio. So che potresti farmi fuori, anche adesso. Sarebbe uno scherzo. Ma tu hai i giorni contati, Marello, e questo volevo dirtelo in faccia. [Marello prende la pistola, ma Roch è più veloce a lanciargli nel petto il tagliacarte che ha preso dalla scrivania] - François: Spero che stavolta avrà capito.
Roch: Stai tranquillo. Ha capito. - Commissario: Naturalmente avete l'alibi migliore, eravate sul posto. Scommetto che vi hanno rubato il portafoglio: dovete sporgere denuncia.
François: Sì, l'abbiamo fatto.
Roch: Spero che li trovino; nel mio c'erano le foto di mia madre, e queste cose non si ricomprano.
Commissario: Gli uomini che hanno fatto il colpo non li avete riconosciuti, immagino.
François: No.
Roch: No.
Commissario: E sulla morte di Marello? Nessuna indicazione?
Roch: Nessuna.
François: Pare che sia scivolato, e che sia caduto sul suo tagliacarte.
Ispettore: C'è chi muore nel modo più strano.
Roch: Certamente.
Commissario [prende una foto del Ballerino]: Questa faccia non vi dice niente, per caso?
François: No.
Roch: Io l'ho conosciuto ma non ricordo il nome.
Commissario: Lo chiamavano "il Ballerino". La signora Rinaldi l'ha indicata come l'assassino di suo marito. Siccome è morto anche lui, l'affare è archiviato. Siete i piccoli re di Marsiglia: non c'è più nessuno avanti a voi. Adesso vi conviene stare molto attenti.
[Alla fine di una festa nella villa di Roch]
François: Sei soddisfatto?
Roch: Abbastanza. E tu? Che cos'hai?
François: Niente. Adesso me ne vado.
Roch: Hai tempo.
François: Mica tanto. Ho un treno da prendere.
Roch: Cosa?
François: Prendo il treno tra un'ora.
Roch: Dove vai?
François: A Nizza. E da lì parto per l'Italia.
Roch: Parti solo?
François: No... mi porto Lola.
Roch: Vai via?
François: Te l'ho detto.
Roch: Per molto?
François: Può darsi. Passo in albergo a prendere le valigie.
Roch: François, perché te ne vai?
François: Perché siamo in due.
Roch: Non ti capisco.
François: È facile da capire. Prima è toccato a Poli, poi al Ballerino, poi a Marello: non può finire lì. Un giorno o l'altro ne resterà uno solo, di noi due. È meglio che me ne vada prima. Finiremmo per spararci addosso, e magari comincerei io. Sarebbe inevitabile. E tu lo sai.
Roch: Se partissi io, invece, al tuo posto?
François: Lo faresti?
Roch: Di corsa!
François: Ce lo giochiamo. Se perdi, vai via tu, d'accordo?
Roch: D'accordo.
François: Che cosa vuoi?
Roch: Testa.
François [estrae una moneta dal taschino e la lancia in aria]: Stavolta hai vinto tu, Roch. [Roch afferra la moneta e constata che è truccata] Lo sapevi?
Roch: Una moneta in ogni tasca. Prima mi divertiva, ma stasera no.
François: Ciao, Roch. La fortuna non esiste, credimi. [esce. Il complesso jazz smette di suonare e Roch accenna un motivetto al pianoforte. Dall'esterno s'ode provenire una raffica di spari]
Roch [correndo fuori a soccorrere François, gravemente ferito]: François! François!
François: Roch... Roch... La... La fortuna... La fortuna non esiste. [ultime parole]
Roch: François!
Testo in sovrimpressione: ... e di Roch Siffredi non si sentì più parlare.