Ca' d'Oro
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Citazioni sulla Ca' d'Oro, edificio di Venezia.
- La cà d'oro sul Canal grande è la creazione più bella ed ammirabile di questo periodo di tempo[1]. Sin dall'XI secolo i grandi negozianti di Venezia – che trafficavano coll'Oriente e ne distribuivano le merci in Italia ed al di là delle Alpi – acquistate ricchezze, cominciarono a costruirsi case che servissero loro ad un tempo di magazzeno, di studio e di abitazione; e nonostante gli ostacoli naturali e le difficoltà tecniche particolari alla città della laguna, le vollero non solo comode e signorili ma altresì artistiche. (Giulio Carotti)
- Nel 1421, per Martin Contarini, si erigeva la Ca' d'Oro, Domus Magna, modello tipico al gotico fiorito veneziano. [...] Principalmente l'opera fu condotta da Matteo Raverti di Milano con una schiera di aiuti, milanesi e comaschi. Per essi il gotico fiorito si espande di palazzo in palazzo, di chiesa in chiesa, e tutto ricopre di una vegetazione rigogliosa. A Milano, il gotico si era fatto robusto, e ai virgulti del nord, agli steli ricurvi, aveva sostituito, nelle intrecciature, rami di quercia; alla ragione geometrica, apparati di festa, espressioni di ricchezza e di magnificenza. Venezia si prestava singolarmente alle forme del gotico fiorito di Lombardia; e Matteo Raverti con i suoi trovarono un ambiente adatto alla decorazione pittoresca. Mediante essa, trasformarono il palazzo veneziano, col loggiato inferiore sorgente dalle acque, e il gran loggiato superiore, o balconada, aperto sul salone mediano, ove la famiglia conveniva, riceveva, si raccoglieva con parenti e amici, ospiti e clienti. Di qua e di là dalla gran sala erano le ali, a guisa di torri fiancheggianti la casa; e il cornicione, coronato da ante, merlatura orientale, limitava il piano superiore dell'edificio. (Adolfo Venturi (storico dell'arte)
- Nella prima metà del Quattrocento, il più bell'edificio signorile in Venezia, di privata dimora, è adunque la cà d'oro, un meraviglioso gioiello d'arte, in cui il genio veneziano ha fuso e trasformato in uno stile nuovo veneziano elementi bizantini arabi e gotici, per opera principalmente di artisti lombardi, quali il maestro Matteo Raverti di Milano ed i numerosi suoi aiuti lombardi ed altri oriundi lombardi, quali il maestro Giovanni Bon e suo figlio Bartolomeo. (Giulio Carotti)
Note
[modifica]- ↑ Prima metà del Quattrocento.