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Campionato mondiale di Formula 1 1974

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Emerson Fittipaldi, vincitore del mondiale piloti di Formula 1 1974.

Citazioni sul campionato mondiale di Formula 1 1974.

  • [«Come hai perduto il Campionato mondiale 1974?»] Credo che lo abbiamo perduto a Zeltweg. I meccanici hanno fatto un grosso sbaglio quando mi sono fermato per cambiare una gomma sgonfia. Erano due giri che facevo segno, ma non hanno capito. Quando mi sono fermato [...] credevano che fosse il motore che non andava. Nella confusione ho perduto due minuti, il secondo posto e quattro punti. [...] A Watkins Glen sono stati gli ammortizzatori. Avevamo dei Koni costruiti apposta per noi. Erano andati bene per tutta la stagione, ma su questo circuito le ondulazioni sono molto ravvicinate. Già nelle prove avevamo avuto un problema: le macchine saltavano parecchio. [...] i tecnici dicevano "sono le gomme. Non le hai scaldate abbastanza. Bisogna girare di più". Dimenticavano che gli altri andavano più forte di noi e che quindi doveva esserci un problema nostro. [...] in partenza ho cercato di superare Fittipaldi. Alla prima frenata ho staccato molto tardi e l'ho passato ma gli ammortizzatori si sono compressi e non sono più ritornati su... (Clay Regazzoni)
  • La Philip Morris [...] voleva un nuovo team, sul quale investire. La McLaren era giovane ma molto promettente. Era agile, piena di gente motivata. [...] Il team non aveva grandi ricchezze economiche ma lavorava molto bene. Io portai la mia esperienza [...]. La monoposto era nata bene, ma soprattutto progrediva cambiando moltissimo quasi di gara in gara. Eravamo fortissimi sulle curve veloci, anche se la Ferrari, nostra rivale numero uno, aveva i cavalli in più del suo 12 cilindri. Ma noi cambiavamo, cambiavamo. Anche sulle piste più lente [...] trovavamo sempre la quadra giusta, spesso durante le stesse prove per il Gran Premio. A fine anno vinsi il titolo anche grazie agli errori Ferrari [...]. Ma noi eravamo fortissimi e facemmo tutto giusto. Non si vince un Mondiale [...] se non si sfrutta il massimo del proprio potenziale: monoposto, team, pilota. Noi lo facemmo, e fu una soddisfazione gigantesca. La Ferrari di quella stagione era molto forte. Niki Lauda l'aveva resa grande con la sua capacità di analisi, di test. E poi diventò presto molto veloce. Ma io ero due volte campione del mondo. Quando tornai in Brasile, ero un eroe. (Emerson Fittipaldi)

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