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Campo Marzio (antichità)

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Il Campo Marzio in età imperiale nel plastico del Museo della civiltà romana

Citazioni sul Campo Marzio (in latino Campus Martĭus, "Campo di Marte"), zona dell'antica Roma.

  • Conviene prima di venire alla particolare descrizione del Campo Marzo, che io dimostri ove fosse, cosa fosse, e i suoi confini. Non si sa, se questo Campo fosse consagrato a Marte, o dai Tarquinj, o da Numa, o detto ancora dagli esercizj Marziali, essendovi autorità per l'una, e l'altra parte. Fu diviso in due porzioni, che si dissero Campo Marzio Maggiore, e Minore. La sua estensione, e il sito vengono circoscritti tra le sponde del Tevere, e le radici del colle Capitolino, Quirinale, e degli Ortuli; e credo, che cominciasse dalla Porta Carmentale verso il Foro Olitorio, sotto il Campidoglio, e continuasse sino al ponte Milvio. Strabone ha definito il Campo Marzo ne' suoi confini con maggior chiarezza d'ogni altro: dicendoci, che la grandezza della pianura del Campo Marzo è maravigliosa, e libera per il corso dei carri, e per tutti gli altri esercizj a cavallo, come pure capace di una gran moltitudine di gente, che vi esercitavano i giuochi della palla, del circo, e della palestra. L'opere poi fattevi per ogni parte, il terreno erboso, e verdeggiante per tutto l'anno, e le corone de' Colli sopra il Fiume sino al di lui alveo, mostrano un tal prospetto di figura scenica, che lo spettacolo ne incanta. (Ridolfino Venuti)

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