Capracotta

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Citazioni su Capracotta.

  • «Mi piacerebbe che vedesse gli Abruzzi e andasse a trovare i miei a Capracotta» disse il cappellano. «Sentilo lui con gli Abruzzi. C'è più neve che qui. Lui non vuole vedere contadini. Deve andare in centri di cultura e di civiltà». (Ernest Hemingway)
  • A Capracotta, mi aveva detto, c'erano le trote nel torrente sotto la città. Era proibito suonare il flauto la notte. Quando i giovanotti facevano le serenate, soltanto il flauto era proibito. Perché, avevo chiesto. Perché alle ragazze non faceva bene udire il flauto di notte. (Ernest Hemingway)
  • A proposito dei comuni alpini, dirò di sfuggita che uno, Capracotta, è il più alto dei comuni appenninici, e perciò l'inverno è chiuso dalle nevi e dai ghiacci. (Guido Piovene)
  • I gusti sono differenti. Vi è chi, leggendo il giornale, si diletta nei brillanti paradossi dell'articolo di fondo, seguendone mentalmente le evoluzioni: molti frequentano l'appendice, pianterreno lugubre e sanguinoso, dove si commettono, sera per sera, i più atroci delitti: alcuni scelgono la cronaca interna dove leggono importantissimi fatti avvenuti nell'Uruguay, a Capracotta o a Roccacannuccia; altri prediligono i telegrammi particolari, tanto particolari che talvolta i fili del telegrafo non ne hanno saputo nulla: non mancano, infine, gli amatori della quarta pagina. (Matilde Serao)
  • In Molise, violente bufere avevano costretto la Polstrada a consigliare l'uso di catene per raggiungere i comuni di Capracotta e Pescopennataro. E chi voleva raggiungerli? Gli abitanti cercavano di andarsene da una vita. (Andrea G. Pinketts)
  • A Pretoro ci era stato detto che, essendo l'alto paese di Capracotta luogo di villeggiatura, v'avremmo trovato alberghi per riposarci. Dei luoghi di villeggiatura aveva infatti la riduzione di tutto a superficie e la sgargiante monotonia. (Eugenio Corti)
  • Pochi uomini stavan rivolti verso il mare; i più passavan a rassegna le passeggiere. I giovani, seduti sopra i parapetti, con una gamba spenzoloni di fuori e i cappelli arrovesciati sulla nuca, pigliavan degli atteggiamenti di baldanza marinaresca, parlando forte e modulando il riso in maniera da attirar l'attenzione, e quasi tutti guardavano verso la boccaporta del dormitorio femminile, dove s'erano raccolte, come sopra un palco molte giovani ben pettinate, con nastrini nei capelli, con vestiti chiari, con fazzoletti vistosi, annodati con garbo: la parte intraprendente, pareva, del bel sesso di terza. Fra queste spiccava una bella donnetta, – una contadina di Capracotta, – con un visetto regolare e dolce di madonna (lavata male), a cui diceva mirabilmente un fazzoletto da collo, che portava incrociato sul petto, tutto purpureo di rose e di garofani, che parean veri e fiammeggiavano agli occhi. (Edmondo De Amicis)
  • Un monferrino con un muso di cinghiale, era diventato addirittura canuto spettacolo per la contadina di Capracotta, il cui visetto tondo di madonna mal lavata, colorito dal riflesso del suo fazzoletto a rose vermiglie, faceva girar la cùccuma anche a vari altri, non ostante la presenza d'un lungo marito barbuto. (Edmondo De Amicis)
  • Altra cartolina double-face dell'imprenditore: piste da sci con la scritta «Courmayeur? No!». La giravi e c'era scritto: «Capracotta». Ma non basta; oltre al fatto che il Molise è bello, c'è da aggiungere il fatto non secondario che qui si vive benissimo. (Antonio Pascale)

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