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Carlo Cappelletti

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Carlo Cappelletti (1900 – 1990), botanico italiano.

I concetti di vegetazione, flora analitica e flora, con presentazione della nuova Flora della regione veronese di F. Bianchini

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  • Ritengo opportuno dare un breve cenno sul significato di questi due termini, Flora e Vegetazione, come vengono intesi nel linguaggio scientifico e nella letteratura cui fanno capo.
    Senza voler dare una definizione strettamente lessicale, dirò che con vegetazione si intende lo studio del rivestimento vegetale di un certo territorio, dove le piante sono raccolte in aggruppamenti (associazioni) fatte da più specie distinte ma dove molto spesso una pianta è dominante. Basti pensare ad un bosco di faggio che forma la faggeta, o di abete una abetaia o pecceta se si tratta dell'abete rosso, il cui insieme dà la fisionomia della vegetazione, cioè del rivestimento vegetale, sia arboreo, arbustivo od erbaceo che spesso vi si accompagna e può esserne parte integrante. (pp. 1-2)
  • Lo studio delle singole piante di una regione o di una zona, cioè di tutte le piante che vi si trovano è oggetto della flora, la quale a seconda che comprende zone di diversa ampiezza può essere strettamente localizzata o comprendere un territorio più vasto. Una flora così concepita, riporta il nome tecnico di ogni singola specie e di solito indica il più accuratamente possibile la loro ubicazione nella zona studiata. (p. 2)
  • Le flore del tipo analitico hanno dunque lo scopo di poter giungere alla conoscenza delle singole specie vegetali, attraverso lo studio analitico delle forme. In generale oltre alla descrizione della forma, vengono riportate anche indicazioni sull'habitat di ogni specie, la zona altimetrica in cui cresce, se frequenti oppure rare, prescindendo dal tipo di vegetazione cui fanno capo. (p. 3)

La Flora alpina ed i suoi adattamenti alle radiazioni Ultra-violette del sole

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  • La flora alpina a cagione della trasparenza dell'atmosfera nelle alte regioni, è esposta normalmente a ricevere delle radiazioni di lunghezza d'onda inferiore a quelle che arrivano sulle piante di pianura. (p. 291)
  • Anche più interessante apparisce l'osservazione dei fiori a corolle pigmentate di giallo, in tutte le sfumature del colore fino al giallo-ocre. In essi si distinguono nettamente due categorie: quella dei colori giallo pallido, giallo solfino, la quale assorbe totalmente le radiazioni U. V., l'altra dei giallo-ocracei, nella quale le radiazioni U. V. vengono riflesse completamente. Si può nello stesso fiore osservare le due categorie, cioè una parte del petalo può assorbire l'altra riflettere. (p. 295)
  • Potei così accertarmi con queste esperienze, che anche allo stato secco il vegetale non cambia sostanzialmente le sue proprietà di fronte alla luce per quanto dipende dalla costituzione chimica dei suoi organi; non così per quanto riguarda i fenomeni di riflessione speculare in relazione alla lucentezza, determinata a sua volta dalla turgescenza dei tessuti epidermici. (p. 302)

Bibliografia

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