Carlo Chiti
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Carlo Chiti (1924 − 1994), ingegnere italiano.
Citazioni su Carlo Chiti
[modifica]- Di Chiti [...] ricordo l'incredibile capacità nell'ottenere grandi risultati con budget molto risicati rispetto alla concorrenza. E poi un'umanità davvero straordinaria: veniva da una famiglia per bene ed era una persona per bene, che leggeva e s'interessava di tutto. Era anche un grande appassionato di animali: la sua cagnetta, quando sentiva il rumore delle monetine che entravano nella macchinetta del caffè, correva a prendersi uno zuccherino, e se un impiegato o un operaio non glielo concedeva erano guai. Per quella bestiola avrebbe dato la vita. Cosa che rischiò di accadere in una 1000 chilometri di Buenos Aires, quando vide quel cane, che non lo abbandonava mai, spaesato in mezzo al rettilineo della pista. Saltò il guard-rail con un'agilità insospettabile per la sua possente mole e trasse in salvò l'animale schivando le auto che sfrecciavano a 290 km/h. (Andrea de Adamich)
- Era un tipo burbero all'apparenza. Inizialmente ti metteva timore. Non gli piaceva ammettere che qualcosa si rompesse sulle sue auto. Mi ricordo che alla prima corsa cedette il motore: fui costretto a raccontare che era stato il cambio. Ma si trattava di uno dei suoi vizi d'amore. Sul piano umano era straordinario. (Andrea De Cesaris)
- Progettista geniale, ha nell'incostanza e nell'ostinazione i suoi punti deboli. Nel 1977 sulla 33 SC 12 turbo [...] adotta bracci dello sterzo in titanio. Durante le prove sulla pista di Balocco il pilota Teodoro Zeccoli, in prossimità di un curvone veloce "perde" lo sterzo. I "braccetti" non reggono allo sforzo e cedono di schianto. La vettura [...] esce di pista passando miracolosamente tra due alberi. Tra il rischio in pista e quello di una protesta che – dato il carattere di Chiti – avrebbe anche potuto determinarne l'appiedamento immediato, Zeccoli sceglie di continuare i collaudi. Ma il guasto si ripete [...] al punto da convincerlo a chiedere udienza al progettista. Che lo riceve nel suo piccolo studio. Tetro, poco illuminato e ulteriormente appesantito da imponenti mobili del '600 di colore scuro. Ascolta le proteste di Zeccoli che si sofferma sulle uscite di pista nelle quali ha ripetutamente sfiorato gli alberi. Chiti conviene con il pilota che il rischio è davvero troppo grande. Ma i bracci dello sterzo rimangono in titanio. Sono gli alberi ai lati della pista a venire sacrificati. (Mauro Coppini)
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