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Casablanca, Casablanca

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Casablanca, Casablanca

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Scena iniziale del film con al centro Marcello Lotti

Titolo originale

Casablanca, Casablanca

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1985
Genere Commedia
Regia Francesco Nuti
Soggetto Luciano Vincenzoni, Sergio Donati e Francesco Nuti
Sceneggiatura Luciano Vincenzoni, Sergio Donati e Francesco Nuti
Produttore Gianfranco Piccioli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Casablanca, Casablanca, film italiano del 1982 con con Francesco Nuti, Giuliana De Sio e Marcello Lotti, regia di Francesco Nuti.

Merlo: Erano anni che non vedevo gioca' in quella maniera. Anzi, forse non ho visto nessuno gioca' come lui, ma non era la tecnica di gioco a impressionarmi, eppure era perfetta, come quella dello Scuro. Era la musica: ecco che cosa usciva dai suoi colpi. Toc! Le palle che correvano sul panno verde avevano un rumore diverso: gli ubbidivano. Erano felici di ubbidirgli. S'è mai vista una palla da biliardo con il sorriso?
Primo giocatore: Ma questo Toscano, è vero che ha battuto lo scuro?
Merlo: In quel periodo battere lo Scuro era considerato impossibile. Ma il Toscano l'ha fatto, e l'ha battuto, qui, sul biliardo dello Scuro.
Barista: Io l'ho visto, e ho visto anche le palle sorridere.
Merlo: Sì, sì, vai, portaci da bere.
Secondo giocatore: Ma ora che fine ha fatto?
Merlo: Dopo quella partita non l'ho più visto. Però so che qualcuno l'ha visto. Un anno fa, a Venezia, l'hanno incontrato: lavorava in un albergo. Poi è stato visto a Torino: era a una pompa di benzina. E poco tempo fa... poco tempo fa vendeva enciclopedie a Milano.
Secondo giocatore: E per lo sforzo di battere lo scuro ha perso la memoria.
Primo giocatore: Starà ancora cercando l'indirizzo di casa! [ridono tutti, tranne il Merlo]
Merlo: Sta con una donna, una musicista che suona nei locali.
Secondo giocatore: Quindi ha smesso di giocare?
Merlo: Credo di sì. Però, prima di spostarsi da una città a un'altra, lui va in una sala da biliardo, tira un colpo e se ne va.
Secondo giocatore: Un colpo?! Un colpo solo?
Merlo: Non è un colpo qualsiasi. È un'ottavina a nove sponde.
Terzo giocatore: A nove sponde?!
Secondo giocatore: Che lui chiama "ottavina reale".
Primo giocatore: Un tiro così è impossibile, il biliardo non lo permette. Ce vorrebbe una forza terribile, ce vorrebbe.
Secondo giocatore: Nemmeno lo Scuro ce la farebbe.
Merlo: Sì, però... lui lo ha battuto.
Lo Scuro: È vero, quel ragazzo mi ha battuto. Però quel tiro che tu dici non esiste. È una favola, un sogno. Luce! [fa schioccare le dita e si accendono le luci della sala]

Dialoghi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Merlo: Hai saputo che a Casablanca presto ci saranno i mondiali di biliardo? La federazione ci manda lo Scuro.
    Francesco: Certo, è il migliore.
    Merlo: Uhm. Te sei più forte. Lo sa anche lo Scuro.
    Francesco: Sì, ma io ho smesso.
    Merlo: Ma perché t'hai smesso?
    Francesco: Perché mi sono innamorato, e quando uno s'innamora quello strano animale va curato, coltivato, coccolato, gli va dato mille attenzioni. Tu mi piglierai per matto, ma ti posso giura' che il biliardo era un anche un po' geloso. Lei suonava il sax e io il biliardo. Se avessi continuato...
    Merlo: Mah. Io non ti capisco.
    Francesco: Neanch'io. Però a volte mi capisco così tanto e trovo anche piacevole fare il cameriere.
    Merlo: Senti, Francesco, a Casablanca le eliminatorie sono aperte pe' tutti. Ci sono sette teste di serie, che sono i campioni nazionali, e tra questi c'è anche lo Scuro, lo sai. Però c'è un posto, un posto solo su 200 concorrenti. Te pensa, un unico posto per 200 concorrenti in gara. Difficilissimo, lo so, ma te ce la po' fa'. Guarda, Francesco, lo Scuro più su del terzo o quarto posto non ci può arrivare. Te potresti vincere, ma ci pensi?
    Francesco: Ma io non gioco più.
    Merlo: Ma allora perché ogni tanto te va' in una sala e tiri un colpo?
    Francesco: Chi te l'ha detto?
    Merlo: Lo so.
    Francesco: Come fo a dirtelo? Quel tappeto verde di du' metri e ottanta per uno e quaranta, con quattro angoli retti precisi, sei buche, due palle e un pallino, nove birilli di cui uno rosso, me lo sento così addosso che cerco di vederlo poco, però quando lo vedo gli voglio regalare qualcosa d'importante, di mai visto. È per questo che ho inventato l'ottavina reale.
    Merlo: Io continuo a non capire.
    Francesco: Neanch'io. È tardi, la luna va a letto. Ciao.
    Merlo: Ciao. Pensaci!
  • Ibrahim [indicando un cameriere obeso]: Scacciapensieri. A disposizion dell'hotel. Tu nervoso? Tu nervoso? [gli dà un ceffone] Via il nervoso. Tu nervoso? Tu nervoso? [gli dà un altro ceffone] Via il nervoso. Prova!
    Francesco: No, no.
    Ibrahim: Prova!
    Francesco: Non ce l'ho il nervoso!
  • Francesco: Posso offrire qualcosa?
    Sam [al pianoforte]: No, grazie, signore.
    Francesco: Come ti chiami?
    Sam: Sam.
    Francesco: Ah, infatti, mi sembrava.
    Sam: Cosa?
    Francesco: No, niente, una... una cosa mia.[1]
    Sam: Ah!
    Francesco: Da quanti anni è che sei qui?
    Sam: Tanti anni.
    Francesco: Quanti?
    Sam: Chi si ricorda! Ha qualche preferenza? Sì. Cantami una canzone che ti piaceva allora e adesso non canti più. [Sam intona As Time Goes By]
  • Lo Scuro: Sono venuto a salutarti.
    Francesco: Ti ringrazio, sei molto gentile. Come mai qui?
    Lo Scuro: Sono venuto a salutarti.
    Francesco: Ho capito.
    Lo Scuro: Ho saputo dal Merlo...
    Francesco: A me piace vincere, però riesco anche ad accontentarmi. So che tu non sei d'accordo. Ma io ho perso perché non c'ero. Allora come ho fatto a perdere? E invece ho perso. È come se domani fanno una guerra fra Russi e Americani e dici: "Chi ha vinto?" "Gli Americani." "E perché?" "I Russi non son venuti." "Ma come hanno fatto a perdere?" [...] Io ho fatto tardi perché... perché ero a far l'amore nel deserto. "Lei, signor giocatore, ha perso il campionato di biliardo perché era a far l'amore nel deserto?" Va bene. E che me ne frega? poi, più in là che si va e più diventa un problema di numeri, di cifre, di date, di tappe, di orologi, di mezz'ore precise, tutte già programmate. Il 17 maggio de' esse' lì. Il 2 gennaio de sera de' anda' laggiù. Il 6 agosto alle 10 e mezzo devi presentarti in quel posto, però non arriva' alle 11 se no pensano... Ah,! "Va be', tu se' pazzo." Meglio pazzo che esse' un calendario! Te, che tu ne pensi?
    Lo Scuro: Io non ho mai fatto l'amore nel deserto. Forse è per questo che ti cedo il mio posto nelle finali.
    Francesco: Cosa?!
    Lo Scuro: Ho detto che ti cedo il mio posto nelle finali. Però, questa volta, non arrivare in ritardo, perché tu puoi vincere.
  • [All'aeroporto di Casablanca]
    Francesco: Senti, io non parto.
    Chiara: Perché?
    Francesco: Non lo so.
    Chiara: Ma scusa, non s'era deciso che stavamo insieme una settimana per vedere quello che succedeva?
    Francesco: È questo che mi preoccupa, quello che può succedere.
    Chiara: Ma che cosa vuoi che succeda? Ci amiamo!
    Francesco: Ci amiamo? Mmh? Sì, ma quando? Dunque: ora ci si sta una settimana al Cairo. Poi, che tu va' in Turchia, io a Las Vegas. Bella Las Vegas! Allora forse ci si trova per Natale, ma a Natale no perché tu va' a Montecarlo. Allora fo a Merlo: "Perché non mi fai un paio di serate in Texas, che è così curioso?" E Merlo mi fa: "Certo." Quindi, che tu va' a Montecarlo e io in Texas. Poi tu mi telefoni e mi dici: "Sai, non vado più a Montecarlo, perché non ci siamo per Natale?" "Eh no, cara! Io son laggiù!" Sai che fo, quasi quasi? Mi compro un'agenda come la tua, che ognuno scrive: "Francesco ama Chiara", "Chiara ama Francesco", "Ore 23, partenza per Costantinopoli, finito l'amore. Riprenderà il 23 maggio sulla linea Basilea-Chiasso."
    Chiara: No, Francesco, non ti capisco.
    Francesco: Io ti sto proponendo semplicemente di restare qua. Perché qui c'è...
    Chiara: Il Rick's Bar!
    Francesco: Il Rick's Bar, sì. Anche se sospetto che qualcuno ce l'abbia spostato.
    Chiara: Ma se anche trovassi questo Rick's Bar, che cosa ci faresti qua?
    Francesco: Il cameriere! [si avvicina a due hostess] "Buonasera, signorine! Posso offrire qualcosa da bere? Whisky, vodka, grappa, gin, tonic? Un chinotto? Vada per il chinotto. Un chinotto al 17! Oh, signora London! Ah, signor London! Anche il figlio London, tutti insieme! Benissimo, venite con me. Il vostro tavolo è questo. Et voilà! Vi piace, è buono? Benissimo. Quando volete, chiamatemi, mi raccomando. Accendi l'insegna, così! Sam, adesso tocca te! Vai con la musica!" Ti sembro matto, eh?
    Chiara: Francesco...
    Francesco: È troppo facile innamorarsi a Casablanca.
    Chiara: Ma io ti amo.
    Francesco: Allora è troppo difficile.

Chiara: Scusi, questo è il Rick's Bar?
Francesco: Sì.
Chiara: Siamo a Casablanca, no?
Francesco: Sì.
Chiara: Casablanca Casablanca, mmh?
Francesco: Casablanca Casablanca. Mi pare proprio di sì. Posso offrirti qualcosa da bere?
Chiara: Sì?
Francesco: Due soliti. [si baciano e si abbracciano]

Note

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  1. Francesco nota la coincidenza col film Casablanca.

Altri progetti

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