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Casimir Henricy

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Louis Casimir Henricy (1814 – 1900), linguista, giornalista, letterato e politico francese.

Storia dell'Oceania

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  • Benché soggiaccia all'equatore, Sumatra, la mercé delle varie cause di umidità testé esposte, è preservata dall'eccessiva arsura, molestia consueta delle contrade che giacciono nella zona torrida. Ai mattino evvi anzi gran frescura, e gli abitatori dell'intorno sono spesse volte costretti ad accendere il fuoco onde scaldarsi. Cionnondimeno la neve e il ghiaccio sono cose loro ignote. Le pioggie sono frequentemente accompagnate in Sumatra da lampi e tuoni. (libro I, cap. I, pp. 77-78)
  • L'elefante, il rinoceronte, l'ippopotamo, il tigre regale, e quasi tutti gli altri mammiferi, selvaggi e domestici, della Malesia, s'incontrano in Sumatra, che è anche la patria di parecchie varietà notabilissime di scimmie. Abondanvi i rettili dell'ordine de' sauriani, dal coccodrillo, appiattato nella mota giallastra dei fiumi, sino alla lucertola, arrampicantesi ai muri ed alle soffitte delle case. Le macchie sono popolate di camaleonti e di una specie di lucertole volanti. Numerosissimi sono anche gl'insetti e molestissimi; alcuni vi fanno grandi guasti, ed in ispezieltà la formica termite, che rode e le stoffe e le vettovaglie e i mobili e le case. Fra gli uccelli meritano special menzione splendidi fagiani, bei tacchini, un aghirone[1] della specie maggiore e l'angang o uccello-rinoceronte, che ha sul capo un'escrescenza cornea. (libro I, cap. I, p. 79)
  • Vi sono in Sumatra miniere d'oro, ma l'escavazìone ne è tanto difficile e di sì poco frutto, che gli Olandesi hannole abbandonate ai Malesi; gente che, tenendosi paga del più meschino lucro, è più in grado di trarne profitto. (libro I, cap. I, p. 80)
  • [Tasmania] Alte, boscose sono le sue marine, in cui si trovano ottimi porti; l'inaffiano molti e bei fiumi, i primi fra' quali sono il Derwent, che mette foce ad ostro nella Baia delle Tempeste, e la Tamar, che sbocca a tramontana, ove la sua foce forma il porto Dalrymple. Quest'isola, lunga sessantacinque leghe, larga cinquanta, è tutta vestita d'una vegetazione rigogliosa, fresca e piacevole, benché non tanto magnifica quanto quella dei tropici; il paesaggio è da per tutto ameno, ed anche grazioso, sebbene un po' selvaggio, e molti sono, e lungo le marine e nell'interno, i siti veramente maestosi. (libro II, cap. II, p. 190)
  • Il clima è saluberrimo e temperato, ma freddo anzi che no; simile all'un di presso al clima d'Inghilterra, tranne le nebbie; e se la Tasmania non soffre inverni così rigidi, come sono quelli dell'Inghilterra, non ha per altro gli estati così caldi. Di gennaio, che è il mese più caldo, vedi assai di rado il mercurio salire oltre il sedicesimo grado centigrado, e di notte lo vedi scender talvolta poco lungi dal zero. (libro II, cap. II, p. 190)
  • [Sui māori] Non meno intendenti dei loro fratelli delle regioni equatoriali, pel carattere, per gli affetti, per gl'istinti s'accostano assai più ai bruti che all'uomo. Abominevoli antropofagi, non sanno dar ragione dei loro gusti né dei loro sentimenti, non posseggono veruna nozione del diritto né della giustizia, non sono capaci d'affezione né di gratitudine, e tengono qualunque uomo disarmato che si rechi da loro, per una preda da divorare, e non mai per un fratello da accogliersi benignamente, da soccorersi, da proteggersi. Feroci, vendicativi, ipocriti, perfidi, invidiosi, abbiettissimi d'animo, ladri, accattoni importuni, sucidi oltre quanto si possa imaginare, hanno insomma tutti i difetti, tutti i vizi che si possano imaginare, e non una buona qualità. (libro II, cap. III, p. 200)
  • [Sui māori] Poco numerose sono le tribù neo-zelandesi, e intente quasi sempre a guerreggiar fra di loro. Ciascuna tribù, o, per dirla altrimenti, ciascun picciol villaggio ha il suo capo. Non leggi del resto, non ordini sociali, non culto divino: solo poche pratiche superstiziose hanno quegli sciaurati, e un grossolano politeismo. Il diritto non è altro per loro che la ragione del più forte; ond'è che incontransi spesso dei pâhs, o villaggi ricinti di fortificazioni, eretti quasi sempre sopra promontori, in siti inespugnabili, e perciò in grado di sostener lunghi assedi. Parecchi giri di palafitte e di fòsse circondano questi villaggi, il cui accesso è sempre difficile, e in cui si chiudono magazzini d'arme, di vettovaglie e di approvvigionamenti. Le armi però sono giavellotti che hanno la punta fatta con osso di pesce od umano, lance di legno duro, clave ed accette; e le vettovaglie e provvigioni non consistono in altro che in fascine di radici di felce, in sacchi di patate e in pesci secchi. (libro II, cap. III, pp. 200-201)

Note

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  1. obsoleto per "airone".

Bibliografia

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Altri progetti

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