Caterina Sforza
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Caterina Sforza (1463 circa – 1509), moglie di Girolamo Riario, signora di Imola e contessa di Forlì.
Citazioni su Caterina Sforza
[modifica]- Nata del sangue sforzesco, a Caterina per marito non bastava un gran principe, avrebbe voluto un gran capitano. Mancatole questo ideale sperò di essere madre di una falange di guerrieri famosi, sperò di rimandare nel mondo le grandi anime degli antichi Sforzeschi. Ma tale non era la tempra dei figli di Girolamo Riario, ed essa, delusa successivamente da ciascheduno, rinunziava via via al disegno di farne degli uomini di guerra, e rassegnata, li incamminava un dopo l'altro «a la militia clericale.» Ma questa aspirazione, che tormentandola la accompagnava attraverso le varie età della vita, racchiudeva una predestinazione, un presagio; emanava da una intima forza di tutto l'essere suo. A 35 anni Caterina ha un ultimo figliuolo [Ludovico, il futuro Giovanni dalle Bande Nere]. Ecco il guerriero, ecco l'onore delle armi d'Italia! La fiera madre non giungerà a veder le sue glorie, ma pur vivrà tanto da accorgersi che questi è il figliuolo cha per vent'anni essa ha aspettato. Nelle cure per lui bambino, nelle sollecitudini per lui giovanetto, più che in ogni altro periodo della vita di Caterina possiamo vedere e studiare in lei l'affetto e il senno di madre.
- Nel carteggio tra la duchessa Bona e Caterina la spontaneità dell'affetto rompe talvolta la rigidezza della forma: «Quando sentiamo del bene di te (scrive la duchessa) ne abbiamo quella allegrezza che viene ad ogni buona madre per la felicità de la cara figliuola como sey tu ad nuy.»
Questo ci rivela una vita domestica semplice e pura; Caterina, che doveva stupire i contemporanei con le virtù virili e che i posteri immaginarono un mostro di ferocia, fu dunque, (questi documenti lo provano) una giovinetta docile ed affettuosa.
- Un nuovo flagello, la peste, entra a desolare lo Stato di Forlì. Caterina non si perde d'animo: constatato che si trattava di vera peste, fa chiudere le porte della città acciocché non si aggiungano muovi contagi; a medici, a medicine, a spedali, a becchini, provvede e fa provvedere, e dalle savie ed energiche sue prescrizioni i cittadini riconobbero poi la sollecita cessazione del male che dapprima pareva volesse addirittura spopolare la città. Il coraggio, le cure, i provvedimenti di Caterina durante le pestilenze sono parte non solo assai onorevole, ma ancora importantissima della sua vita.
Voci correlate
[modifica]- Girolamo Riario, marito
- Giovanni delle Bande Nere, figlio
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