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Certosa di Pavia

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Certosa di Pavia

Citazioni sulla Certosa di Pavia.

Citazioni

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  • Salutiamo la Certosa, che può dirsi una permanente esposizione di dipinti i più graziosi, di sculture le più eleganti, di bronzi e intagli i più preziosi: è una vera scuola di architettura e dei diversi stili che si succedettero, dal gotico-lombardo, che spiegasi severo nelle vòlte arcuate e nei piloni massicci, e dal lombardo-bramantesco, che sorride nei rigiri del chiostro a vari colori e nelle pietre cotte dei fianchi, del retrocoro, della cupola, delle guglie, fino al classico Michelangiolesco e ai principi del barocco. Qui vi sono fasci di luce del genio, pagine immortali della storia dell'arte! (Giuseppe Merzario)
  • Chi vorrà godere bene la bellezza della facciata della chiesa della Certosa di Pavia dovrà recarsi alla Certosa stessa nel pomeriggio perché allora è illuminata dal sole e poi, più tardi che sia possibile, portarsi nel gran viale che dalla Torre del Mangano viene alla Certosa. Una volta era fiancheggiato interamente di alti pioppi; ora non ne rimangono che gli ultimi due, quelli più vicini all'ingresso. La loro massa cupa, reca risalto alla splendida facciata, tutta dorata nei suoi marmi dai raggi del sole. Entrato nel cortile ed avvicinandosi, apparrà la facondia esuberante lombarda, appassionata di decorazione; questa però, ricchissima nella metà inferiore eseguita nel Quattrocento, si riduce quanto mai nella metà superiore eseguita a datare dal Cinquecento, quando il gusto artistico si era fatto più sobrio. La linea terminale non è completa; vi sono le due lunette laterali minori, ma manca il grande lunettone di coronamento, non eseguito. Di stile veneziano, affine alle facciate di s. Zaccaria e di santa Maria dei Miracoli in Venezia, era adunque il concetto generale della gran linea complessiva di questa facciata, e di concetto veneziano altresì la policromia di marmi, porfidi e serpentini incrostati nella metà inferiore. Il portale invece ricorda assai l'arte del Rinascimento in Roma, qualcuno vi vedrebbe però l'imitazione di un concetto di Bramante.
  • La Certosa di Pavia, fondata da Gian Galeazzo Visconti nel 1396, ha conservato l'organismo medievale nell'impianto complessivo, nella struttura della chiesa e dei chiostri; ma ha ricevuto quasi la totalità della sua decorazione nel Rinascimento e non già in uno stile di importazione, bensì nello stile creato dai maestri lombardi colla assimilazione e trasformazione con spirito lombardo, sia dell'arte toscana, sia (anzi ancor più) dello stile veneziano.
  • La visita dell'interno, nonostante i mutamenti e le alterazioni introdotte nel Seicento e nel Settecento, trasporta il visitatore di meraviglia in meraviglia. Questa raggiunge infine il grado maggiore nei due chiostri adorni di terrecotte cremonesi della seconda metà del Quattrocento. Incantevole è il chiostrino [...]; cercate una delle arcate del suo portico vicino all'ingresso al refettorio, e fermatevi in quel punto in cui un'arcata fa da cornice alla veduta del bel giardinetto tutto verde e fiorito, al disopra l'esterno rosso amaranto delle terrecotte del portico, sopra ancora lo splendore dei marmi della chiesa e del tiburio che distacca sull'azzurro del cielo: oh quanto è bello, disse appunto il Manzoni, il cielo di Lombardia, quando è bello!

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