Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)
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Citazioni sulla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Locarno.
- Mia madre mi portava spesso nel parlatorio del convento di Santa Caterina dove stava la zia e dove studiavano le mie due sorelle; era una stanza scura, i muri e le piastrelle del pavimento trasudavano umidità, c'era una enorme grata di ferro, doppia, che teneva quasi tutta una parete e dietro si intravvedeva una monaca nera, come un fantasma: erano lunghe conversazioni bisbigliate fitte fitte, intramezzate di sospiri e giaculatorie, mia madre stanca su una seggiola e dietro la grata non si vedeva che il bianco del soggòlo e delle mani della monaca.
Il portone dell'atrio non si apriva mai, si tirava un campanello e di lì a poco s'apriva lo sportello dietro un disco di latta a minuti forellini (come nei confessionali), dallo spioncino uscivano bisbigli e giaculatorie: «Sia lodato Gesù Cristo», diceva una voce attraverso i forellini; «E sempre sia lodato», rispondeva mia madre. Accanto alla porta c'era la ruota, un misterioso cilindro di legno lustro nel muro, girava su di sé, a un tratto s'apriva un vuoto, come un armadio scuro, se ne tiravano fuori maestà pagliettate d'oro, e agnus dei, e biscotti duri come sassi, pane di san Nicola; ma era più la roba che ci entrava, frutta per lo più, pesche e uva, il cilindro silenziosamente girava e la roba spariva, «Sia lodato Gesù Cristo...». (Piero Bianconi)
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