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Christopher Nolan

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Christopher Nolan nel 2018
Oppenheimer
  • Miglior film (2024)
  • Miglior regia (2024)

Christopher Jonathan James Nolan (1970 – vivente), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico britannico.

Citazioni di Christopher Nolan

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  • [Sull'Odissea] Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su Batman Begins, sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.[1]
  • [Su Batman] È un vigilante che opera al di là della legge per realizzare qualcosa di positivo, ma spinto da desideri negativi infrange la legge e rischia di distruggere la società. Penso che sia una figura di supereroe complessa e molto problematica ed è per questo che è così interessante trattarlo.[2]
  • [Sulle polemiche su Odissea] Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.[1]
  • [Sulla scelta di Leonardo DiCaprio per il ruolo in Inception] Leo ha dato un contributo enorme al film. Credo che sia uno degli attori più bravi in circolazione e la sua performance in questo film è veramente straordinaria. (da Inception - La produzione, Warner Bros.it)
  • Penso che il Joker ami esaminare o costringere le persone ad esaminare l'insieme di regole morali ed etiche con cui pensano di condurre le loro vite. Lui adora rivoltare questo contro di loro e far sì che debbano confrontarsi con l'ipocrisia con cui conducono le loro vite. In questo senso, è decisamente il catalizzatore della storia, una forza che confronta le persone e le costringe ad affrontare quello che sono realmente.[2]
  • Quando pensi allo stile visivo, quando pensi al linguaggio visivo di un film, tende ad esserci una naturale separazione tra lo stile visivo e gli elementi narrativi, ma con i grandi, sia che sia Stanley Kubrick, Terrence Malick o Hitchcock quello che vedi è inseparabile, una relazione vitale tra le immagini e la storia che sta raccontando. (da Chistopher Nolan and David Fincher featurette, Movieweb)
  • [Sull'Odissea] Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.[1]
  • [Sulla scelta per il ruolo in Batman Begins] Quello che ho visto in Christian è l'espressione massima di Bruce Wayne. Egli infatti possiede l'esatto equilibrio delle tenebre e della luce che stavamo cercando. (da Official: Christian Bale is Batman, Superherohype.com)
  • Sono rimasto davvero elettrizzato da quello che era riuscito a fare [Tom Hardy] in Il cavaliere oscuro - Il ritorno con due occhi, un paio di sopracciglia e pochi centimetri di fronte, che ho pensato di provare a vedere cosa era in grado di fare senza fronte, senza sopracciglia e magari con un solo occhio. E siccome Tom è Tom, quello che riesce a fare con un solo occhio supera di gran lunga quello che tanti altri attori possono fare recitando con il corpo intero. È un uomo dal talento straordinario.[3]
  • [Sull'Odissea] Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.[4]

Intervista di Arianna Finos, repubblica.it, 16 luglio 2026.

[Sull'Odissea]

  • Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con Batman.
  • Per me l'Odissea è diventata il racconto delle conseguenze della guerra e del viaggio dei guerrieri attraverso un paesaggio più mitico, fantastico.
  • Quello che amo di più dell'Odissea è il ritorno a casa. È una storia di perdita, amore, ritorno, vendetta, elementi potenti e primordiali che ritroviamo in tanti grandi film.
  • [«Perché Matt Damon Ulisse?»] È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all’interno della narrazione. Al cinema, è stato l’uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
  • Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
  • Tornare al poema e leggerlo per intero, leggerlo così come fu originariamente scritto, è stato sorprendente. C’è moltissimo che si ricorda, ma anche moltissimo che è diverso da come lo si ricorda. Dei ventiquattro libri del poema, credo che soltanto quattro riguardino davvero il viaggio di Odisseo. Gran parte dell’opera parla invece di Itaca e di ciò che accade lì mentre Odisseo è lontano, dopo i vent’anni della sua assenza. È stato davvero entusiasmante tornare al poema e rendersi conto che molto di ciò che ricordavo era effettivamente presente, ma in forme diverse da quelle che conservavo nella memoria, e per ragioni diverse da quelle che immaginavo. È stato molto emozionante ritornarci.
  • Una delle prime cose che colpiscono, quando si guarda al poema, è quanto poco, in fondo, sia cambiato. Attraverso il poema ci si sente profondamente connessi al mondo di migliaia di anni fa. Per questo ho sentito un forte desiderio di raccontare la storia in modo molto accessibile per il pubblico contemporaneo, in modo che potesse dialogare con il nostro mondo.
  • In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
  • La famiglia è assolutamente il cuore della storia. Credo che siano proprio questi elementi primordiali e universali ad aver mantenuto il poema al centro della cultura per migliaia di anni. Perché è una storia profondamente riconoscibile. L’emozione che contiene è potentissima.
  • Quando realizzi un film tratto da un’opera verso la quale le persone provano sentimenti forti e associazioni culturali profonde, penso che tu debba, nel bene e nel male, mettere tutto questo da parte e appropriarti del materiale in prima persona. Devi seguire il tuo istinto più autentico. Devi scegliere gli attori in base a chi riesce a incarnare veramente il personaggio, chi è in grado di esprimere tutte le sfumature, tutte le complessità, tutta la grandezza della letteratura che ne costituisce il fondamento.

Note

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Filmografia

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Altri progetti

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