Cisitalia D46
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Citazioni sulla Cisitalia D46.
Citazioni in ordine temporale.
- Disegnando lo chassis mi venne spontanea l'idea di costruire il telaio in tubi. Piacerà a Dusio – pensavo – che costruisce nella sua officina le biciclette Beltrame. Con il telaio formato di tubi sottili disposti in posizioni accuratamente studiate risolvevo diversi problemi: ingombro minimo, grande rigidezza a flessione e a torsione, leggerezza, facilità di lavorazione per le maestranze della Cisitalia esperte nella saldatura dei tubi. La carrozzeria in lamiera di alluminio, un semplice rivestimento a protezione del pilota e delle parti meccaniche più esposte, non avrebbe avuto alcuna altra funzione oltre quella di resistere all'azione dell'aria. Il telaio in tubi è una soluzione valida ancora oggi per le vetture da corsa. Ma a quel tempo fu ragione di commenti e anche di stupore. Quando le piccole monoposto Cisitalia furono raccolte nel cortile del palazzo del Valentino, in attesa del segnale per recarsi alla linea di partenza della prima corsa, il mio amico Massimino, ex collega disegnatore nell'Ufficio motori avio Fiat [...], avvicinandosi col fare sornione che gli era abituale, mi disse in dialetto piemontese: "Ngegné! Che curage! (Ingegnere! Che coraggio!) ... quel telaio in tubi!".
- Per un tocco di civetteria estetica avevo previsto di nascondere gli organi della sospensione anteriore con due carenature, come due piccole ali sovrapposte. [...] ne costruii io stesso, con fogli di cartone, un modello che applicai alla vettura. Le carenature non erano né utili, né pratiche per la corsa, anzi erano una complicazione inutile e un inutile peso aggiunto, ma acquetavano le mie aspirazioni estetiche.
- Alla fine del mese di agosto [1946], sette vetture erano pronte per la corsa che doveva svolgersi al Valentino, il parco di Torino sulla riva sinistra del Po. [...] Era la prima corsa su circuito chiuso in Italia dopo la seconda guerra mondiale. Ventisei erano le vetture che partecipavano per contendersi la Coppa Brezzi. Le [...] Cisitalia erano pilotate da Piero Taruffi, Raymond Sommer, Tazio Nuvolari, Franco Cortese, Louis Chiron, Clemente Biondetti e Piero Dusio. [...] dominarono per tutta la corsa [...]. Purtroppo Nuvolari [...] dovette presto ritirarsi. Ne fui desolato, sentendomi in parte colpevole. Disegnando il telaio avevo lasciato fra i tubi laterali lo spazio di appena 45 cm per il pilota. Il volante [...], che aveva un diametro molto maggiore di quelli usati oggi sulle monoposto [...], rendeva [...] difficile infilarsi nel posto di guida a un pilota che non fosse [...] sottile e agile. Io consideravo importante per la sicurezza e la praticità che il pilota potesse rapidamente infilarsi o balzar fuori dalla vettura e perciò avevo voluto rendere il volante ribaltabile verso l'avanti o sfilabile dal piantone [...]. Evidentemente Nuvolari [...] non si era assicurato che il volante fosse bloccato nella sua sede. Bastarono poche curve fatte con [...] violenza [...] perché [...] si staccasse [...]. Nuvolari, liberatosi di quell'oggetto diventato inutile, continuò a guidare aggrappato al piantone manovrando con la corta leva alla quale il volante avrebbe dovuto essere fissato. Dopo qualche giro, fra la delusione generale, [...] dovette abbandonare la corsa. Vinse [...] Dusio seguito da [...] Cortese e [...] Chiron. La Cisitalia ebbe così un successo trionfale di cui parlarono tutti i giornali del mondo.
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