Dmitrij Ivanovič Dolgorukov
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Dmitrij Ivanovič Dolgorukov (1797 – 1867), diplomatico russo.
Perepiska Knjazja Dolgorukova. Pis 'ma bratu
[modifica]- Genova è incantevole! Che palazzi! Che quadri! Che ostriche! (Genova, 20 maggio 1826)
- Oggi, non appena mi sono svegliato e avvicinato alla finestra, ho visto il famoso porto genovese. Il mare, questa incarnazione dell'infinito, le navi, cariche delle merci di tutto il mondo, che si dondolavano sulle onde, l'andirivieni dei marinai, il profumo del mare... tutto questo mi ha fatto la migliore impressione. (Genova, 20 maggio 1826)
- Il re è a Genova e le vie sono invase da una folla elegante che – ahimè, solo a Genova – si ritiene la padrona del mondo. (Genova, 20 maggio 1826)
- Le strade di Genova sono così strette che da una finestra all'altra ci si può dare la mano, e quello che ho detto non è per niente esagerato. (Genova, 20 maggio 1826)
- Le donne genovesi, rinomate per il visetto provocante, portano sul capo un manto trasparente [...] (Genova, 20 maggio 1826)
- Non faccio che passeggiare e ammirare i palazzi genovesi, che sono qualcosa di sorprendente. (Genova, 22 maggio 1826)
- [...] mi sono dato allo studio di Genova sotto l'aspetto politico, letterario e commerciale: a quest'ultimo riguardo è poco quello che può darmi un'impressione favorevole di questa città; tutto il resto è in una condizione penosa. (Genova, 22 maggio 1826)
- Genova è costruita come un anfiteatro, e l'orizzonte marino è talmente vasto che al vederlo il pensiero umano si fa completamente libero. Se qualche volta verrai a Genova, sali sui gradini di villa Durazzo, vedrai là un boschetto da cui si apre una sconfinata vista sul mare, la città e le mille navi, fuse in un unico punto. (Genova, 22 maggio 1826)
- C'è qui un piccolo giardino appartenente a un nobile genovese, vi si racchiudono tutte le meraviglie del mondo. Trovi l'albero del caffè assieme alla rosa del Bengala, la rosa cinese cresce accanto alla canna da zucchero, sullo stesso fazzoletto di terra. Più ti immergi in questo rifugio deserto, più la vista diventa ampia e pittoresca, l'aria è impregnata dell'aroma di mille fiori, che ti strisciano sotto i piedi e ti si snodano sulla testa; di tanto in tanto capitano folti di alberi d'arancio, in mezzo a cui stanno le effigi dei grandi uomini d'Italia. Ovunque questo culto religioso, questo risveglio della scultura contemporanea! Il proprietario di questo angolo filosofico è un uomo molto gentile che conosce bene la letteratura del suo paese. Si chiama Di Negro. (Genova, 22 maggio 1826)
Bibliografia
[modifica]- Dmitrij Ivanovič Dolgorukov, Perepiska Knjazja Dolgorukova. Pis 'ma bratu ("Corrispondenza del principe Dolgorukov. Lettere al fratello"), in Russkij archiv ("L'archivio russo") n. 4, 1915, pp. 510-513; citato in Avgusta Dokukina Böbel e Caterina Maria Fiannacca (a cura di), Passi, passaggi, passioni. Scrittori, poeti, artisti russi in Liguria nel corso di un secolo (1825-1925), traduzione di Caterina Maria Fiannacca, De Ferrari Editore, Genova, 2001, pp. 12-14
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