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Domenico Capellina

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Domenico Capellina (1819 – 1860), politico italiano.

Delle dottrine dell'antica scuola pitagorica contenute nei Versi d'oro

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  • Volendo io ragionare de' Versi d'oro, di cui gli antichi fecero autore Pitagora, non è necessario che pigli ad esporre tutte le dottrine pitagoriche, di cui in que' versi è toccata soltanto una piccolissima parte, quale si è quella, che riguarda i doveri religiosi e morali de' seguaci di tale setta, secondo la duplice natura di lei mistica od ascetica nello stesso tempo, e pratica o perfezionatrice dell'uomo anche per quel che spetta alla vita mortale e alla social convivenza. (p. 37)
  • Tempi erano quelli, in cui le dottrine mistiche dell'Oriente ripigliavano la via della Grecia, loro dischiusa dal commercio, che gli uomini dell'Asia minore avevano coi grandi regni dell'Asia e coll'Egitto, commercio reso più facile dalla comune signoria de' Persiani dopo la caduta del regno di Lidia, e dopo le grandi conquiste di Ciro e di Cambise; e si compieva una reazione contra le dottrine materialistiche introdotte dai poeti epici della Ionia, reazione richiesta eziandio dal progredire delle greche intelligenze, che invano cercavano in quelli la soluzione de' misteri più grandi e più importanti per l'uomo, che è entrato nella via della riflessione, quali sono quelli, che riguardano Dio, l'anima e la vita futura. (p. 38)
  • Ma qual era la culla di questa santa dottrina ideale, che Pitagora era venuto ad insegnare fra i Greci d'Italia? Tre opinioni a questo riguardo vediam sostenute dai dotti, due delle quali ho già superiormente indicate. La dottrina pitagorica è di natura orientale. La provano tale la patria stessa di Pitagora, l'isola di Samo vicina all'Asia minore e, come questa, a contatto delle grandi civiltà orientali, la tradizione, che attribuisce a Pitagora lunghi viaggi in Egitto e fra i Caldei ed i Magi, la testimonianza di Erodoto, il quale nota la somiglianza grandissima che era tra le istituzioni pitagoriche e quelle de' Geti non lontani dai confini dell'Asia, e le egizie, e tra le orgie pitagoriche e le orfiche e le bacchiche, la cui origine orientale era dagli antichi Greci concordemente riconosciuta[1], e l'indole simbolica di essa dottrina, così conforme a quella delle dottrine asiatiche e specialmente delle egiziane. (pp. 39-40)

Note

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  1. V. Diog. Laerzio, Pythagoras, c. iii. — Erodoto, l. ii. c. 81.

Bibliografia

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