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Domenico Fontana

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Domenico Fontana in un ritratto di Federico Zuccari

Domenico Fontana (1543 – 1607), architetto italiano.

Citazioni su Domenico Fontana

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  • Domenico Fontana è l'architetto che lavora una facciata di chiesa come il rettilineo d'una strada, e, quando fosse vissuto in tempi moderni, come le rotaie d'una ferrovia. È un tecnico d'alto valore: innalza obelischi sulle piazze di Roma, trasporta la cappella del Presepe sotto il pavimento della cappella Sistina a Santa Maria Maggiore; distrugge, impetuoso vandalo, antichità pagane e cristiane, sempre benedetto da Sisto V pontefice. (Adolfo Venturi (storico dell'arte))
  • L'infaticabile Sisto V si giovò dell'ingegno di Domenico Fontana anche per i miglioramenti del palazzo pontificio: gli commise di edificare quella parte, che da allora servì per la dimora dei Papi; e inoltre le sale, che servissero da Biblioteca per accogliere l'immensa copia di volumi antichi e nuovi, di codici preziosi e di manoscritti speciali, che colavano nel Vaticano. Il Fontana, buon conoscitore dell'indole del suo padrone, in quello spazio di tempo che altri avrebbe impiegato nello studiare il disegno, compì l'opera. In meno di due anni consegnò finita di tutto punto la libreria, di giuste proporzioni, di nobile apparenza, perfettamente adatta a' suoi scopi. Questa può dirsi l'ultimo grande lavoro avvenuto nel Vaticano. (Giuseppe Merzario)
  • Purtroppo l'attività edilizia di Sisto V andò a scapito di augusti monumenti; e il Fontana ne fu l'esecutore inflessibile. Rovinò i resti delle terme di Diocleziano, che impedivano la costruzione di Santa Maria degli Angeli; restaurò Santa Sabina, rimovendo gli antichi amboni, cancellando primitive pitture, demolendo i rivestimenti marmorei della tribuna; distrusse il Settizonio; e poco mancò che il Colosseo fosse da lui trasformato in lanificio, con logge per i tessitori, botteghe per le vendite. La morte del barbaro Pontefice sospese l'opera iniziata dal barbarico architetto, che già incominciava a spianare il suolo intorno al Colosseo, come racconta il Milizia. Il costruttore, ch'ebbe più grandezza di spazio che grandezza d'arte, che ci dette più quantità che non qualità di lavoro, ci rimane quindi in aspetto di impresario, tenace come il Pontefice che lo protesse, rapido, forte d'intelletto, non d'arte. (Adolfo Venturi (storico dell'arte))

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