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Dracula - L'amore perduto

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Dracula - L'amore perduto

Immagine Dracula - A Love Tale (2025) logo.png.
Titolo originale

Dracula: A Love Tale

Lingua originale inglese
Paese Francia, Regno Unito
Anno 2025
Genere orrore, romantico
Regia Luc Besson
Soggetto Bram Stoker (Dracula)
Sceneggiatura Luc Besson
Produttore Virginie Besson-Silla
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Dracula - L'amore perduto, film francese-britannico del 2025 con Caleb Landry Jones e Christoph Waltz di Luc Besson.

Targol [interrompendo Vlad ed Elisabeta durante l'amplesso]: Mio signore, il nemico è alle porte.
Elisabeta: Gli ottomani sono così crudeli da interrompere il nostro amore?
Vlad: Me la pagheranno per questo, mia amata!

Frasi

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  • Spesso, quando una situazione sfugge alla nostra comprensione, ci vediamo l'opera del Diavolo. (Prete)
  • Contrariamente a quanto si pensa, i vampiri si adattano molto bene alla luce in generale, però non riescono a sopportare i raggi diretti. (Prete)
  • Come sapete, la scienza è una strada lunga e tortuosa che possiamo percorrere solo un piccolo passo alla volta. (Prete)
  • Non riesco a non sentirmi come se [...] non appartenessi a questo tempo. (Mina)
  • Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito maligno! (Dracula)
  • Guardate cosa Dio ha fatto di voi: dei cuori di pietra in corpi dormienti, soffocati dalle vostre pesanti vesti. Lasciate che vi liberi da questa prigione. (Dracula)
  • Un dono non può mai essere rifiutato. (Dracula)
  • Dracula! Tu pensi di amarla, ma ti aspetti che lei sacrifichi la sua vita per te. [...] La tua anima appartiene ancora a Dio. Se la ami veramente, lascia che lei torni alla vita. (Prete)

Dialoghi

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  • Vlad: Questa battaglia sarà sanguinosa, Eminenza. I morti si conteranno a migliaia. Siete certo che Dio voglia questo?
    Cardinale: Il nostro regno è l'ultimo bastione contro i musulmani. Hai fede nel nostro Signore?
    Vlad: Sì, ce l'ho. Sono pronto a morire per Lui.
    Cardinale: Insegui quei barbari fino all'ultimo uomo!
    Vlad: Sì, io combatterò in Suo nome, però ho un favore da chiederGli.
    Cardinale: Ti ascolto, figliolo.
    Vlad: Voglio che risparmi mia moglie. Se lei non sopravvive non potrò andare avanti. Tutto perderebbe significato, la vita sarebbe insopportabile.
    Cardinale: Calmati! Rischi di essere blasfemo. Dio ti ha dato la vita, Lo devi onorare e servire.
    Vlad: Ma mi ha dato anche l'amore. Non può biasimarmi perché non so vivere senza di esso. Se le toglie la vita, che la tolga anche a me.
    Cardinale: Pregherò per la tua richiesta.
    Vlad: No, non pregate: diteGlielo!
  • Vlad: Mia moglie è morta.
    Cardinale: Preghiamo per lei da quando sei partito.
    Vlad: Quindi Dio è sordo o non L'avete pregato abbastanza.
    Cardinale: Mio principe, Dio ha le Sue ragioni e non sta a noi metterle in discussione. Forse aveva un altro destino per lei.
    Vlad: Lei non ha un altro destino, lei è morta! Non mi ha nemmeno dato modo di dirle addio un'ultima volta. Vi supplico, dite a Dio di farla tornare da me!
    Cardinale: È impossibile.
    Vlad: Perché? Perché?
    Cardinale: Perché, vedi figliolo, Dio non compie la reincarnazione.
    Vlad: Ma può compiere dei miracoli, non è vero? Non è vero? Se pregate abbastanza intensamente vi ascolterà. Vi prego, diteGlielo! DiteGlielo!
    Cardinale: Lei era una brava cristiana e un'anima pura. Sono sicuro che Dio si prenderà cura di lei.
    Vlad: E che ne sarà di me? Ho fatto tutto quello che Lui mi ha chiesto. La mia anima è macchiata dal sangue dei nostri nemici che ho ucciso in Suo nome.
    Cardinale: Io non ho le risposte, mio principe. Io sono solo il Suo umile messaggero.
    Vlad: Bene, ho un messaggio che vorrei che voi Gli consegnaste. [trafigge il cardinale con uno scettro spezzato] Dite al vostro Dio che fin quando non mi restituirà mia moglie, la mia vita d'ora in poi non Gli apparterrà più.
  • Dumont: Mi dispiace di avervi accolto in questo modo, ma temo che la direzione dell'ospedale e la diocesi non approvino la vostra presenza qui.
    Prete: Ci sono abituato. La Chiesa e le accademie scientifiche non vanno molto d'accordo. È per questo che il Vaticano da secoli ha l'abitudine di delegare tutti i suoi casi più delicati a noi.
  • Prete: Perché tutte queste catene? Temete che voli via?
    Dumont: Era al quanto aggressiva quando l'abbiamo presa, una vera bestia.
    Prete: Anche gli animali hanno diritto a un po' di umanità.
  • Prete: Maria, mostrami il collo per favore. Vedete? Non è un vampiro di prima generazione.
    Dumont: Volete dire che potrebbero essercene altri?
    Prete: Oh, senza dubbio. Oramai sono quattrocento anni che cerchiamo la fonte.
    Dumont: La fonte?
    Prete: Sì.
    Maria: Il mio padrone.
    Prete: Chi è lui? Come si chiama? Dove possiamo trovarlo?
    Maria: No, non preoccuparti. Vi troverà lui.
    Prete: Lui è qui a Parigi?
    Maria: No, ma arriverà presto. Vi prego...
    Prete: Maria!
    Maria: Vi prego...
    Prete: Maria, chi è lui?
    Maria: Lui è un principe.
    Prete: Un principe?
    Maria: Sì.
    Prete: Viene per le celebrazioni?
    Maria: Oh no, viene qui a cercare la sua principessa.
    Prete: La sua principessa? E chi è? Che aspetto ha?
    Maria: È davvero bellissima. Ancora sangue, per favore!
  • Jonathan: Io non credo in Dio.
    Cocchiere: Allora pregate che Dio creda in voi!
  • Jonathan: Perdonatemi, signore, ma non mi sono ancora presentato. Jonathan Harker, avvocato.
    Dracula: Siete alquanto giovane per essere un avvocato?
    Jonathan: Sì, lavoro allo studio legale Philips di Parigi da quest'anno.
    Dracula: Congratulazioni...
    Jonathan: Grazie! E voi siete?
    Dracula: Vlad II, principe di Walacchia, Conte Dracula.
  • Dracula: Il vostro appetito è un piacere per gli occhi, giovanotto.
    Jonathan: Tutto squisito e, a dire il vero, stavo morendo di fame.
    Dracula: Di certo questo non accadrà qui...
    Jonathan: La manutenzione di una tale dimora richiederà molto personale.
    Dracula: Fin troppo...
    Jonathan: Eppure mi stupisce di non aver visto nessuno.
    Dracula: Sono molto discreti...
  • Dracula: Il castello è molto ben sorvegliato, ma preferirei che non lasciaste la vostra stanza per nessuna ragione.
    Jonathan: Perdonatemi, ma di cosa avete paura?
    Dracula: I castelli antichi come questo sono pieni di ricordi che potrebbero tormentarvi.
    Jonathan: Non sono superstizioso.
    Dracula: Questo è un peccato...
  • Jonathan: O mio Dio!
    Dracula: Non pronunciate quel nome! Lui non è il benvenuto qui.
    Jonathan: Voi siete il Diavolo?
    Dracula: Dio e il Demonio, due entità quasi identiche, due menti che si combattono l'un l'altra senza mai farsi vedere, e noi siamo i loro giocattoli, dei burattini che si muovono solo ai loro ordini.
  • Jonathan: Chi siete davvero?
    Dracula: Sono una povera anima rinnegata da Dio condannata a camminare nell'ombra della morte per l'eternità a nutrirmi col sangue fresco. Il sangue umano è preferibile.
    Jonathan: Perché Dio farebbe questo? Lui è amore e misericordia.
    Dracula: Oh? Pensavo che non foste credente.
    Jonathan: Ma ora lo sono.
    Dracula [ridendo]: Siete così divertente!
  • Dracula: La morte è un privilegio che Dio concede a voi e che nega a me. Eppure ero uno dei suoi più fedeli servitori.
    Jonathan: Cosa è successo?
    Dracula: Ha preso mia moglie, la mia principessa, l'amore della mia vita. [...] Da allora ho vissuto nell'attesa che lei tornasse.
    Jonathan: Quanto tempo esattamente?
    Dracula: Quattrocento anni.
    Jonathan: È molto tempo. Come sapete che tornerà?
    Dracula: Perché talvolta le anime pure possono reincarnarsi e lei, la mia amata, era l'anima più pura di tutte.
    Jonathan: Perdonatemi, ma immagino non sappiate quando, dove o come.
    Dracula: Esattamente.
    Jonathan: Certo, non mi sembra un granché.
    Dracula: Se avessi saputo che eravate così esperto, giovanotto, vi avrei interpellato prima.
    Jonathan: L'avete cercata tutto questo tempo?
    Dracula: L'impresa non è stata facile. La peste nera si diffuse in tutta Europa per secoli. Quasi duecento milioni di anime furono decimate, metà delle quali donne. Questo rese la mia ricerca ancora più difficile giacché tutte le donne rimaste furono radunate in luoghi sacri dove io non ero il benvenuto. Ero così solo che cominciai a invidiare gli sfortunati che la morte reclamava. Vivere senza amore è la peggiore malattia, amico mio. È come una pioggia fine e incessante che gradualmente ti consuma le ossa, trasformandoti in una spugna informe, incapace di reggersi in piedi. E poi, dopo un po', non importa quanto grande sia il tuo amore, tu perdi la speranza.
    Jonathan: Eppure la speranza è l'essenza della vita.
    Dracula: Nel mio caso piuttosto preferirei che la speranza mi uccidesse. Ma tutto questo non è servito a nulla, perché Dio mi ha negato il diritto di morire. Con tempo, ogni desiderio scompare, anche quello di porre fine alla propria vita. Tutto quello che resta è soltanto un'insignificante malinconia priva di odore e la speranza che io possa ritrovarla un giorno. Ma non potevo visitare ogni castello, casa e villaggio, e così, non potendo andare io da lei, dovevo trovare il modo affinché venisse lei da me.
    Jonathan: Come? [Dracula gli mostra una fiala] Veleno?
    Dracula: Adesso chi è che fa il melodrammatico? Questa è una fragranza a cui lavorai per oltre un secolo. Visitai la grande città di Baghdad, nota per i suoi magici giardini dai mille e uno fiori. Poi proseguì il mio viaggio a Kannauj in India dove imparai a catturare l'essenza dei fiori tra i più delicati. Ma fu solo di ritorno in Europa che la mia ricerca diede i suoi frutti. Dapprima dai variopinti campi di Grasse in Francia, dove alcuni fiori hanno inebriato la nostra immaginazione per tanti secoli. Ed infine nel cuore dell'Italia, nella magnifica città di Firenze che era, a quell'epoca, la capitale di tutti i profumi. [...] Questo profumo era davvero efficace, più potente di quanto avrei potuto immaginare. Devo ammettere che quel periodo non fu il più sgradevole.
    Jonathan: Immagino...
    Dracula: In seguito, dopo aver visitato tutte le corti d'Europa, io conclusi il mio viaggio alla famosa corte francese di Versailles. Il re a quell'epoca era un Luigi di cui ho dimenticato il numero. Quel tenero fiorellino ebbe la brillante idea di riunire tutti insieme i nobili e gli artisti del suo regno per tenerli d'occhio da vicino. Non vi era alcun dubbio nella mia mente che se Elisabeta fosse tornata sarebbe stata lì. Non ero mai stato così vicino a trovarla. Nel mio cuore ero emozionato come quando tutto ebbe inizio. [...] Ma il mio compito sembrava impossibile e quel giorno la speranza mi abbandonò. Tutti gli sforzi fatti, il tempo e il denaro speso non fecero che alimentare un mondo di dissolutezza e artificio che non lasciava spazio all'amore. Era giunto il momento di affidare ad altri il compito di trovare la mia Elisabeta.
    Jonathan: Quante ne avete morse?
    Dracula: Non importa, perché alla fine i miei soci furono sfortunati quanto me. Così tornai dalla mia Elisabeta. Da allora di rado lascio questo castello, nell'illusoria speranza che un giorno i miei discepoli troveranno la mia amata.
    Jonathan: Quindi a quanto pare voi sapete che cos'è l'amore.
    Dracula: Infatti.
    Jonathan: Allora dovete risparmiarmi. Anch'io ho un'amata. Ci separerete per sempre.
    Dracula: In nome di chi? Dio? [ride]
    Jonathan: No. In nome dell'amore.
  • Dumont: Supponiamo di trovare questo demone. Come intendete sbarazzarvene?
    Prete: Questa è la parte facile: gli piantiamo un paletto nel cuore con un martello e lo decapitiamo.
    Dumont: Meraviglioso...
    Prete: In un altro libro viene menzionato l'uso dell'aglio per farlo fuggire. Escludo che tale metodo sia efficace.
    Dumont: È più alla mia portata.
  • Dracula: Madame, è un onore e un piacere vedervi di nuovo.
    Mina: Ci siamo già incontrati?
    Dracula: In un sogno, probabilmente. Ho una strana sensazione che noi ci conosciamo da molto tempo.
    Mina: Siete davvero romantico.
    Dracula: Terribilmente.
  • Dracula: Vivete a Parigi?
    Mina: No, a nord, in campagna, dove c'è meno rumore.
    Dracula: Vi piace il silenzio?
    Mina: Tutt'altro. Amo i suoni della natura, gli uccelli, gli alberi e il vento che li fa cantare. Posso chiedervi dove vivete?
    Dracula: Nella casa di famiglia, un vecchio castello ai piedi dei monti Carpazi in Romania, dove vi è solo inverno e solitudine.
    Mina: Adoro l'inverno, con i suoi paesaggi aspri, ma i miei genitori sognano l'Andalusia.
    Dracula: Forse il vostro può essere il ricordo di una vita passata.
  • Mina: Cerco tra i miei ricordi, ma non so dove o quando
    Dracula: Continuate a cercare! Nel vostro cuore, nella vostra pelle, nella vostra anima, nella tua anima, mi senti, Elisabeta?
    Mina: Quale incantesimo mi state facendo?
    Dracula: Nessuno, Mina. Sono solo tormentato dal ricordo di mia moglie, il mio unico e solo amore. Le somigliate così tanto che questo mi turba. Si chiamava Elisabeta e quando voleva che andassi da lei suonava questa melodia. Echeggiava in tutto il castello. Era il segnale che dovevo correre da lei.
  • Dracula: È passata un'eternità da quando ho provato una tale... felicità.
    Mina: Questa parola vi è sconosciuta ormai.
    Dracula: Mia moglie se l'ha portata via.
  • Mina: Lui non mi ha mai toccata né mancato di rispetto. È stato un gentiluomo. Io...
    Prete: Lui usa un profumo per sedurre le sue vittime, una sorta di elisir che annienta ogni volontà e ogni inibizione. Potreste essere sotto il suo incantesimo senza neanche saperlo.
    Mina: Che orrore!
    Prete: Sì, infatti.
  • Dracula: Ho aspettato quasi quattrocento anni per rivederti. Se vuoi che me ne vada lo farò.
    Mina: Sì! Ora andatevene! [Dracula si reca al balcone] No, vi proibisco di uccidervi sotto la mia finestra!
    Dracula: Quindi vorresti che morissi lontano da qui?
    Mina: Sì! No... Sì! Venite via dal balcone immediatamente! Voi mi avete mentito.
    Dracula: Nemmeno una volta.
    Mina: Usate la magia per sedurmi come con le vostre vittime.
    Dracula: Hai ragione, con questo profumo. Ma non l'ho mai usato con te.
    Mina: So che bevete il sangue delle vostre vittime.
    Dracula: È vero, ma tu non sei la mia vittima. Sei la mia amata.
    Mina: Tacete!
    Dracula: Il mio unico e vero amore.
    Mina: Chi siete per parlarmi in questo modo?!
    Dracula: Io sono dannato, Mina. Un uomo morto condannato dal volere di Dio.
    Mina: Perché Dio farebbe questo?
    Dracula: Perché ti ha portata via da me, e così io L'ho maledetto e L'ho abbandonato e, diversamente dalle credenze popolari, non amo il sangue, sebbene il tuo abbia un sapore delizioso. Senza di esso sarei soltanto un vecchio ripugnante che difficilmente ti degneresti di guardare.
    Mina: Sono soltanto parole, parole affascinanti dette per ingannarmi.
    Dracula: Hai ragione. A volte le parole possono ingannare. Prendi le mie mani! Loro non mentono mai. Ti diranno la verità su di me e anche la verità su di te, su chi sei veramente, e ti diranno quanto esse adoravano accarezzare il tuo viso e il tuo collo, e anche i tuoi fianchi. Ricordi l'ultima cosa che mi hai detto? Hai detto: "Abbi cura di te, mio principe, mio re...".
    Mina: "... mia vita, perché io non sopravviverei senza di te".
  • Dracula: Pensi che Dio ci perdonerà per il fatto che ci amiamo così tanto?
    Mina: Dio è amore. Lui comprende, e se non lo fa, che vada all'Inferno.
  • Jonathan: Laggiù! È lì che dorme, nella sua bara.
    Henry: Una bara?! L'ultimo posto in cui dormirei!
    Prete: Lo faremo tutti un giorno.
  • Dracula: Dunque siete voi il prete che perseguita la mia gente da così tanti anni.
    Prete: Sì. Ma non sono qui per combattere contro di te.
    Dracula: Neanche io. Io combatto contro Dio. A me non m'interessano i Suoi servi.
    Prete: No, non combatti contro Dio, figliolo. Combatti contro te stesso.
    Dracula: No! No, io ho combattuto e ho ucciso in Suo nome.
    Prete: Noi viviamo e respiriamo il Suo nome. Perché mai vorrebbe che distruggessimo la Sua creazione? L'uomo uccide nel proprio nome, e tu lo stai facendo di nuovo.
    Dracula: Sono soltanto belle parole. Dio vi ha mandato qui per uccidermi.
    Prete: Dio mi ha mandato qui per salvarti.
    Dracula: Quindi... Quindi Dio vuole salvarmi adesso? Dopo avermi negato il diritto di morire per secoli?
    Prete: Ma questa non è una punizione, questa è un'opportunità. Pentiti, Dracula! Per la tua salvezza.
    Dracula: È lei la mia salvezza.
    Prete: Ma tu sei la sua dannazione.
  • Mina: Perché mi fai questo, amore mio?
    Dracula: Perché ti amo. [ultime parole]
    Mina: Anch'io ti amo.

Prete: L'incantesimo è spezzato.
Dumont: Eccellente, eccellente...
Prete: Ora è tutto a posto.
Dumont: Bene... Grazie.
Prete: Auf Wiedersehen.
Dumont: Sì, sì...

Citazioni su Dracula - L'amore perduto

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  • Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. (Christoph Waltz)
  • È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. (Christoph Waltz)
  • Se Eggers esagerava nel sottolineare l'irresistibile attrazione sessuale del suo Nosferatu, Besson ne fa una specie di Casanova raffinato e romantico. Fin troppo direi, così come sembra una macchietta il prete esorcista di Waltz. (Paolo Mereghetti)
  • Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
  • Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
  • Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
  • Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
  • È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
  • Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
  • La fonte d'ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c'è bisogno di più amore.
  • La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
  • Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
  • Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
  • Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
  • Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
  • Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l'ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
  • Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
  • [Su Danny Elfman] Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
  • Quando ho girato Dogman e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
  • Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l'altro. È stata una danza tra due anime.
  • Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
  • Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
  • Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
  • Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
  • Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
  • [«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»] Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
  • [Dracula] non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
  • Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
  • Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
  • L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
  • Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
  • Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
  • Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
  • Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
  • Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.

Citazioni in ordine temporale.

  • Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, Dracula di Besson non è un remake del Dracula di Coppola. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
  • Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di Subspecies (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo Dracula (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel Dracula (1980) di John Badham.
  • Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di Nosferatu a Venezia, c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
  • Io guardo volentieri Dracula di Argento come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia Hammer e riguarderò volentieri il delirante Dracula di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
  • Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
  • È un film decisamente diverso da Dogman, dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
  • Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
  • Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
  • Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
  • Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all'avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un'istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all'inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un'atmosfera leggera, poi arriva il dramma...

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