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Eugenio Rignano

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Eugenio Rignano

Eugenio Vittorio Rignano (1870 – 1930), filosofo italiano.

La vita nel suo aspetto finalistico

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Il secolare dibattito fra vitalisti e meccanicisti, nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.

Citazioni

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  • Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione? (cap. I, p. 7)
  • Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della vita, che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.
    Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.
    Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo. (cap. II, pp. 10-11)
  • Rispetto ad ogni organo, ad ogni funzione, ad ogni attività vitale, di cui si presenta già dotato l'organismo fino dal primo momento in cui inizia la sua vita al di fuori dell'uovo o dell'utero materno, la domanda «a che serve?», – del tutto analoga a quella che il tecnico farebbe per ogni elemento od organo o modalità di funzionamento d'una macchina, costruita dall'uomo per dati fini, – riceve sempre l'adeguata risposta.
    Quale è stata la soluzione che i meccanicisti hanno tentato di dare di questo preadattamento morfologico e fisiologico, il cui finalismo si presentava troppo evidente anche ai loro occhi per poterlo negare? Hanno creduto di trovarne la chiave esplicativa, come è noto, nella selezione naturale Darwiniana, la quale deve la sua grande e, ai suoi tempi, quasi incontrastata fortuna appunto a questo suo tentativo di spiegare non finalisticamente questi fenomeni finalistici di preadattamento. (cap. II, pp. 18-19)

Religione materialismo socialismo

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  • L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (Il fenomeno religioso, p. 12)
  • Alcuni negano l'asserzione del Materialismo Storico che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (Il Materialismo storico, p. 77)
  • Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della schiavitù, introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (Il Materialismo storico, p. 80)
  • [...] dimostrata a suo modo l'iniquità del regime capitalista, il Marx non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui fatalmente tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.
    Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (Il Socialismo, p. 110)

Citazioni su Eugenio Rignano

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  • Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della Vita, dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. (Erminio Troilo)

Bibliografia

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Altri progetti

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