Felice Filippini
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Felice Filippini (1917 – 1988), scrittore, pittore e traduttore svizzero.
Citazioni di Felice Filippini
[modifica]- [Sulle Officine di Bellinzona] Quei bravi uomini avevano tutti due famiglie: la casa e la Strada Ferrata. Abili e insinuanti presso i superiori, si portavano a casa vecchi arnesi ferroviari fuori uso — e talvolta anche non tanto fuori uso: ricordo che all'uscita dei magazzeni e dell'Officina gli uomini venivan palpati e c'era chi batteva su di essi come su di un silofono, — per vedere se non nascondessero materiale ferroviario sotto l'uniforme, dal rubinetto del cesso alla locomotiva, per trasportarlo dall'una all'altra famiglia. Malgrado quei controlli, il nostro comune dava l'idea di una fantastica metropoli ferroviaria. In casa del nonno c'era addirittura un divano di seconda classe.[1]
- Si comincia a parlare: Giacomo apre la bocca, narra: «Ero quasi a Magadino oggi lungo il fiume; cosa vedo? una gran quercia in mezzo alle altre; provo a scavare con una pietra, le spalle al sole. Scava che ti scava, sprofondo un altro metro nella sabbia umida sotto il livello del fiume, e ancora la mia ombra ci stava tutta sul tronco. E le radici? mi chiedo. Cari miei: non ero ancora alle radici. Questo significa che quelle querce sono state seppellite da un'antica piena del fiume: che quei tronchi sono lì per chi li va a segare, col loro legno stagionato e ben conservato, giusto l'ideale per mobili e via dicendo.»[2]
Note
[modifica]- ↑ Da C'è un solo villaggio nostro, a cura di Pier Riccardo Frigeri, Edizioni Cenobio, Lugano, 1972, pp. 99-100.
- ↑ Da Ragno di sera, Salvioni editore, Bellinzona, 2000 [1950], pp. 195-196. ISBN 88-7967-049-2
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