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Ferrari 512 S Pininfarina Modulo

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Ferrari 512 S Pininfarina Modulo (1970)

Citazioni sulla Ferrari 512 S Pininfarina Modulo.

Citazioni

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  • L'arte del trovarobe è quella di adattare oggetti di uso comune per risolvere problemi in modo rapido, con ciò che si trova. Un trovarobe come me conosceva tutti gli ambienti di Torino come cortili, artigiani e rigattieri e dunque sapevo dove trovare le cose più impensate, era la mia specialità. Si è rivelato poi un approccio che mi ha salvato in numerose situazioni, mi è stato parecchio prezioso nella mia carriera. Ad esempio, è così che ho risolto il problema delle sfere nella strumentazione della Ferrari Modulo: ho fatto un calco di una palla da bowling! (Paolo Martin)
  • Bisogna [...] dare credito ai ricordi di Martin, quando dice che il primo schizzo della Modulo apparve per caso, in un angolo del suo tecnigrafo alla Pininfarina, giocando con la matita. [...] Lo scarabocchio, nei mesi che seguirono, crebbe. Divenne una serie di disegni in scala 1:10, ancora grezzi, ma in cui la navicella a forma di freccia, simmetrica e priva di ruote, cominciava ad assomigliare a qualcosa di stradale. [...] Anche nei figurini il concept lasciava interdetti. Il desiderio di farne qualcosa per uno dei prossimi Saloni era forte, ma si scontrava con la tradizione del marchio, fatta di eleganza e proporzioni. La più grande firma della carrozzeria mondiale voleva affascinare il suo pubblico, non sconcertarlo.
  • Nell'estate del '68 il giovane Paolo non andò in ferie. Si fece comprare invece otto metri cubi di polistirolo dall'officina, due batterie d'automobile e una serie di seghetti termici da traforo. Si costruì anche una gigantesca raspa per arrotondare le forme del suo giocattolo. E in pantaloncini corti, zoccoli e in compagnia saltuaria del custode della fabbrica, che lo guardava divertito, si mise a scolpire. In tre settimane la maquette in scala 1:1 era pronta, impreziosita da profili e parti dipinte. Vista in tre dimensioni faceva ancor più paura. [...] come tutte le opere d'arte usciva, e di molto, dall'universo delle cose consuete.
  • Renzo Carli, che più di Pininfarina era intrigato [...] dalla modernità tremenda della Modulo, aveva [...] bussato nientemeno che alla porta di Gio Ponti [...] invitandolo a venire a giudicare un oggetto che aveva portato aria di tempesta. Il grande architetto [...], giunto di fronte al "mucchio di polistirolo" non aveva avuto dubbi. La Modulo doveva nascere. [...] L'unica critica [...] fu per i grandi fori rotondi che interrompevano la superficie del cofano motore. "Il tondo è fermo nello spazio – sentenziò il maestro – mentre questa creatura punta in avanti. Farei anche quelli a forma di freccia". Non è dato sapere con quale spirito il giovane Martin, che aveva fatto la scuola media ed aveva imparato tutto da solo, trovò l'animo per contraddirlo. [...] non c'è dubbio che delle aperture lanceolate suggerite da Ponti sarebbero risultate corrette, ma più prevedibili. Mentre la semplicità della lamiera forata e della forma elementare, così rara su un'automobile, oggi ancor più di ieri, è bella perché sorprendente. Proprio come il genio estetico che distingue da sempre lo stile italiano.

Voci correlate

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